Guida alle elezioni di Parma

Forse le più interessanti tra quelle dell'11 giugno: il primo sindaco del Movimento 5 Stelle si ricandida, ma senza Movimento 5 Stelle

(Federico Pizzarotti, Paolo scarpa, foto da Facebook)

Alle elezioni amministrative dell’11 giugno si voterà anche a Parma, la città oggi governata da Federico Pizzarotti, primo sindaco che il Movimento 5 Stelle ha eletto in una città capoluogo di provincia. Cinque anni dopo, le cose nella politica cittadina sono cambiate parecchio. Federico Pizzarotti è stato espulso dal Movimento 5 Stelle, che oggi in città è dato dai sondaggi sotto il 3 per cento. Secondo i sondaggi a contendersi la vittoria saranno il sindaco uscente Pizzarotti, che si ricandida senza il sostegno del suo ex partito, e il candidato del centrosinistra Paolo Scarpa. Con ogni probabilità, nessuno dei due riuscirà a vincere al primo turno.

Indipendentemente da come finirà il ballottaggio del 25 giugno, il protagonista principale di questa elezione è il sindaco uscente. Pizzarotti ha 43 anni, è un perito elettronico e nel 2012 ottenne una vittoria sorprendente: al primo turno era andato relativamente bene, conquistando quasi il 20 per cento dei voti, ma il candidato del PD, Vincenzo Bernazzoli, ottenne quasi il doppio dei consensi. Al secondo turno la situazione si capovolse. Bernazzoli prese sostanzialmente gli stessi voti del primo turno, mentre Pizzarotti riuscì a triplicare il suo risultato, vincendo con il 60 per cento dei voti. Il suo successo fu storico, in un certo senso: era la prima grande vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle. Dopo cinque anni di governo Pizzarotti è considerato un discreto amministratore locale e oggi, secondo un sondaggio dell’istituto Ixé, è il candidato sindaco con la fiducia maggiore da parte degli abitanti di Parma.

Dopo la sua vittoria, però, i rapporti con Beppe Grillo e gli altri dirigenti del Movimento 5 Stelle peggiorarono rapidamente, a cominciare da quando Pizzarotti propose di nominare nell’amministrazione comunale alcune persone sgradite a Grillo. Negli anni successivi Pizzarotti è spesso stato accusato di essere troppo indipendente e di avere ambizioni politiche nazionali, come formare una “corrente” interna al Movimento. Lui ha risposto dicendo che il Movimento ha fatto di tutto per isolarlo e per imporgli scelte amministrative nella gestione della città.

Nel maggio 2016 Pizzarotti è stato sospeso dal Movimento con l’accusa di non aver avvertito i colleghi di partito di aver ricevuto un avviso di garanzia. In quell’occasione Pizzarotti dimostrò che da mesi tentava di contattare i leader del Movimento senza ricevere alcuna risposta. La sospensione del sindaco, formalmente motivata dalla necessità di un’indagine interna sul caso, è durata circa sei mesi; lo scorso ottobre Pizzarotti ha lasciato il Movimento. Oggi si candida con una lista civica che si chiama Effetto Parma.

Anche la situazione del PD in città è abbastanza travagliata. La vittoria di Pizzarotti fu in buona parte causata dai gravi problemi provocati dalla precedente giunta di centrodestra, che fu costretta a dimettersi per la cattiva gestione della città e soprattutto a causa di una serie di inchieste per corruzione e peculato che coinvolsero diversi suoi esponenti: il sindaco di allora è stato arrestato nel 2013. Il PD non sembra ancora essersi del tutto ripreso dal contraccolpo di immagine subito all’epoca dai partiti tradizionali. Alle primarie del centrosinistra di Parma il candidato sostenuto dai principali dirigenti del partito è stato battuto da Paolo Scarpa, un ingegnere molto attivo nella politica locale che in passato è stato anche iscritto al PD.

Fino a oggi la campagna elettorale è sembrata piuttosto sonnolenta. Scarpa ha accusato Pizzarotti di aver realizzato solo una piccola parte del suo programma e di aver promesso molto riuscendo però a concludere molto poco. Secondo Scarpa, soprattutto la gestione dei rifiuti da parte dell’attuale amministrazione non è stata all’altezza delle promesse. Ha anche accusato Pizzarotti di essere troppo concentrato sui suoi scontri con il Movimento 5 Stelle invece che sull’amministrazione cittadina. Pizzarotti invece difende il lavoro fatto nel corso del mandato, dicendo di aver preso in gestione la città in una situazione molto problematica, al punto da rischiare il fallimento, e di averla risanata. Si oppone al progetto di una stazione dell’Alta velocità vicino a Parma, a cui è invece favorevole Scarpa.

Stando al sondaggio di Ixé, il più recente tra quelli che sono stati pubblicati, Scarpa dovrebbe ottenere al primo turno il 20 per cento dei voti, contro il 36 per cento di Pizzarotti. Il terzo candidato per gradimento, la leghista Laura Cavandoli che rappresenta il centrodestra unito, si fermerebbe intorno al 6 per cento. Il Movimento 5 Stelle, sempre secondo Ixé, non arriverà al 3 per cento.

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