(BEHROUZ MEHRI/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • sabato 20 maggio 2017

Rouhani ha vinto le elezioni in Iran

Quando è quasi finito lo spoglio il presidente uscente ha ottenuto il 56 per cento dei voti, e quindi ha evitato il ballottaggio con Ebrahim Raisi

(BEHROUZ MEHRI/AFP/Getty Images)

Il presidente iraniano uscente Hassan Rouhani ha vinto le elezioni presidenziali che si sono tenute nel paese venerdì 19 maggio: lo ha comunicato la televisione di stato iraniana. Il ministero dell’Interno iraniano ha detto che Rouhani ha vinto con il 56 per cento delle preferenze. Ebrahim Raisi, il principale sfidante di Rouhani, ha ottenuto il 38 per cento dei voti. Avendo Rouhani vinto con più della metà dei voti non ci sarà bisogno di un ballottaggio. I votanti sono stati più di 41 milioni.

Rouhani ha 68 anni e può essere considerato – almeno secondo i parametri dell’Iran – un politico di centro, perché è il principale esponente dei cosiddetti “moderati”. La sua rielezione era data come possibile ma tutt’altro che certa. Il tempo disponibile per votare, ieri, è stato esteso di cinque ore, fino alla mezzanotte, per via dell’affluenza particolarmente alta. Raisi ha 56 anni ed era il candidato del Fronte popolare delle forze della rivoluzione islamica, un gruppo politico nato alla fine del 2016 con l’obiettivo di raccogliere le fazioni più conservatrici in vista di queste elezioni. Da qualche tempo si parla di lui come possibile successore di Ali Khamenei, l’attuale Guida suprema dell’Iran.

L’Iran è uno dei paesi con il sistema politico e istituzionale più strano al mondo Non è una dittatura, perché ha diversi centri di potere, alcuni dei quali elettivi, ma non è nemmeno una democrazia, perché i membri di diverse importanti istituzioni sono nominati e non eletti, e appartengono praticamente in toto allo schieramento politico e religioso più conservatore. In Iran il presidente è il capo del governo, è titolare del potere esecutivo ed è una carica elettiva. Non è però la figura politica più potente del paese. Il sistema iraniano, che è unico al mondo, fa capo alla Guida suprema, la più importante carica politica e religiosa nel paese: nomina i capi militari, dei media e degli organi giudiziari, ed è nominata a sua volta da un organo che si chiama Assemblea degli esperti, elettivo. Khamenei ha 77 anni e la sua successione è diventato da tempo il più importante tema politico nel paese: negli ultimi anni ha mostrato una crescente insofferenza verso l’approccio moderato e le politiche di apertura dell’attuale presidente.

Iran Election(AP Photo/Ebrahim Noroozi)

Alle precedenti elezioni presidenziali, tenute nel 2013, Rouhani vinse grazie a 18 milioni di voti, sufficienti per ottenere più del 50 per cento delle preferenze ed evitare di dover andare al ballottaggio. Nelle elezioni del 2009, vinte da Mahmoud Ahmadinejad, migliaia di persone protestarono perché i risultati definitivi furono annunciati nel giro di poche ore, in un tempo troppo breve se si considera che votarono circa 50 milioni di elettori. A differenza di quello che si potrebbe pensare le elezioni iraniane non sono in genere “truccate”, almeno non nel conteggio dei voti.

Iran Election(AP Photo/Ebrahim Noroozi)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.