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  • sabato 15 Giugno 2013

Rouhani ha vinto le elezioni in Iran

Al primo turno: ha ottenuto poco più del 50 per cento dei voti

18.00 – Hassan Rouhani ha vinto le elezioni presidenziali iraniane: lo ha confermato il ministro dell’Interno dopo che sono state scrutinate l’89 per cento delle schede. Hassan Rouhani, 64 anni, candidato moderato, ha superato il 50 per cento dei voti, evitando così il ballottaggio. Al secondo posto c’è il candidato conservatore Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha ottenuto il 15,76 per cento dei voti. I risultati definitivi, ha detto il ministro, saranno resi noti questa sera. Scrive BBC che Ali Khamenei, la Guida Suprema, dovrebbe ratificare il risultato del voto il 3 agosto.

Aggiornamento delle 15.00 – Il ministro dell’Interno iraniano ha detto che, dopo lo spoglio di due terzi delle schede, il vantaggio di Hassan Rouhani è ormai chiaro e che in base ai risultati attuali è stato superato il 51 per cento dei voti. Segue, al momento, il candidato conservatore Mohammad Bagher Ghalibaf. Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana Press TV, l’affluenza è stata di circa l’80 per cento, che equivale a circa 40 milioni di voti su un totale di elettori aventi diritto di circa 50 milioni di persone.

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Il ministro degli Interni iraniano Mostafa Mohammed Najjar ha detto che, arrivati al 10 per cento dello spoglio elettorale delle elezioni presidenziali svolte venerdì 14 giugno, il candidato moderato Hassan Rouhani è in vantaggio, rispetto agli altri cinque candidati, con il 49,87 per cento dei voti. Su 3.024.000 schede scrutinate, Hassan Rouhani ha ottenuto 1.460.000 voti. Secondo quanto riporta il Guardian, invece, che cita fonti dell’agenzia Reuters, Hassan Rouhani avrebbe ottenuto il 51,2 per cento dei voti, una percentuale che gli permetterebbe di vincere al primo turno.

Segue, al momento, il candidato conservatore Mohammad Bagher Ghalibaf – sindaco di Teheran dal 2005 e veterano della guerra tra Iran e Iraq degli anni Ottanta – con il 16 per cento dei voti mentre Saeed Jalili e Mohsen Rezai, anche loro esponenti conservatori, sarebbero intorno al 13 per cento. Nel caso in cui nessun candidato raggiunga il 50 per cento dei voti, si andrà al ballottaggio il prossimo 21 giugno. Ali Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran, ha detto sabato che qualunque sarà il risultato delle elezioni si tratterà di un voto di fiducia al sistema politico iraniano, smentendo qualsiasi voce riguardo a possibili brogli.

Hassan Rouhani, 64 anni, ha ricevuto nelle settimane prima del voto diverse importanti dichiarazioni di sostegno, diventando di fatto il candidato di punta dello schieramento moderato: la sua campagna elettorale è stata appoggiata dagli ex presidenti Mohammad Khatami e Akbar Hashemi Rafsanjani. Inoltre, il candidato riformista Mohammad Reza Aref, nonostante fosse stato ammesso alle elezioni, ha deciso di ritirarsi in suo favore.

Tra le questioni che più differenziano Hassan Rouhani dagli altri candidati c’è quella dei rapporti con l’estero: nonostante, come gli altri, abbia chiarito che l’Iran dovrebbe rimanere avversario degli Stati Uniti, Rouhani ha aggiunto che questa rivalità dovrebbe essere funzionale all’interesse nazionale iraniano, e non – come è successo negli ultimi anni – avere il solo risultato di subire le sanzioni economiche imposte dai paesi occidentali.

Lo spoglio dei voti sta procedendo lentamente: secondo i commentatori questo è un fatto positivo, dal punto di vista della regolarità delle elezioni. Nelle elezioni del 2009, vinte da Mahmoud Ahmadinejad, migliaia di persone protestarono perché i risultati definitivi furono annunciati nel giro di poche ore, in un tempo troppo breve se si considera che votarono circa 50 milioni di elettori. Inoltre, nel voto di venerdì, le autorità hanno deciso di allungare il termine consentito per votare oltre le 18, prolungandolo per almeno altre cinque ore.

Foto: il candidato moderato Hassan Rouhani (ATTA KENARE/AFP/Getty Images)