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  • mercoledì 19 Aprile 2017

I Simpson che non avete mai visto

Se proprio non siete degli impallinati: sono dei mini-episodi che andarono in onda 30 anni fa durante il Tracey Ullman Show, due anni prima della serie regolare

Il primo episodio della prima stagione dei Simpson, la serie tv animata più famosa di sempre, andò in onda il 17 dicembre 1989. Era intitolato Simpsons Roasting on an Open Fire – “Un Natale da cani”, nella traduzione italiana – e conteneva già diversi elementi che avrebbero reso celebri i Simpson: battute geniali, un contesto familiare come quello di una normale famiglia americana con problemi di soldi e una trama intricata ma brillante. Simpsons Roasting on an Open Fire ricevette due nomination agli Emmy, i premi americani per la tv, e ancora oggi è ricordato come un episodio fondamentale da appassionati e autori della serie.

C’è una ragione per cui Simpsons Roasting on an Open Fire, così come il resto degli episodi della prima stagione, funzionava così bene: le storie della famiglia Simpson andavano già in onda da due anni e mezzo, anche se in un formato diverso. Dal 1987 al 1989 furono trasmessi 48 micro-episodi durante il Tracey Ullman Show, uno spettacolo comico in onda su Fox. Il primo dei micro-episodi, Good Night, andò in onda il 19 aprile 1987, esattamente trent’anni fa.

I Simpson erano nati quando James L. Brooks, produttore del Tracey Ullman Show e futuro produttore dei Simpson, chiese a Matt Groening di proporre una miniserie a cartoni animati da includere nel suo show. Inizialmente la produzione propose a Groening di realizzare una versione animata di Life in Hell, la striscia a fumetti incentrata su un coniglio antropomorfo, che curò dal 1977 al 2012. All’inizio Groening era d’accordo, ma poi ritenne che Life in Hell funzionava già bene nel suo formato, e che avrebbe dovuto cedere parzialmente i diritti della serie. Groening sviluppò quindi l’idea di una serie diversa, basata su una famiglia problematica: «Fui influenzato sia da ricordi legati alla mia famiglia, sia dalle sit-com famigliari che mi avevano appassionato da bambino», ha raccontato Groening durante un’intervista del 1998 data a NPR. Groening spiegò anche che intendeva fare “una serie tv” e che il materiale a cui stava lavorando “doveva essere una serie tv”.

Groening ebbe l’idea per i Simpson «nei 15 minuti in cui preparai un incontro con James L. Brooks», come ha raccontato anni dopo. La produzione del Tracey Ullman Show accettò l’idea di Groening. I primi micro-episodi dei Simpson duravano poco più di un minuto e andavano in onda prima e dopo le pause pubblicitarie. Oggi i disegni ci sembrano particolarmente primitivi, ma c’è una ragione precisa: Groening non aveva mai realizzato una serie animata, e fornì alla produzione solamente alcuni schizzi, pensando che i loro animatori li avrebbero sistemati, ma non andò così.

Disegni a parte, molti degli elementi dei primi micro-episodi sono gli stessi ancora oggi: le situazioni un po’ nonsense in cui riuscivano a infilarsi i personaggi principali, i loro vestiti e persino i doppiatori (Dan Castellaneta e Julie Kavner, che doppiano Homer e Marge Simpson, facevano già parte del cast del Tracey Ullman Show). Certi episodi anticiparono persino alcune gag delle stagioni future: come il micro-episodio Bart and Dad Eat Dinner, in cui Homer obbliga Bart a mangiare una strana poltiglia una sera in cui sono rimasti a casa da soli.

La gag ne ricorda una molto più famosa, contenuta nel sesto episodio della tredicesima stagione (quello in cui Lisa si converte al buddismo): Homer obbliga Bart a mangiare quello che mangia lui, dato che vive nella sua stessa casa. Bart quindi è costretto a imburrare un pezzo di bacon e a “impancettare” una salsiccia.

Dopo due anni di micro-episodi, i Simpson si erano ormai stabilizzati: i disegni erano già molto simili a quelli delle prime stagioni “regolari”, ed erano già comparsi alcuni futuri personaggi secondari della serie come Krusty il clown, Grattachecca e Fichetto. Oltre a far ridere, i Simpson avevano anche già affrontato alcuni temi piuttosto inusuali per una serie comica animata, come le sedute psicologiche per famiglie o l’abitudine al taccheggio di Bart.

I Simpson piacquero così tanto a Fox che nel 1989 anticipò dieci milioni di dollari per produrre la prima stagione. Da allora i Simpson vanno in onda ininterrottamente: in un certo senso, però, si può dire che oggi compiano trent’anni.

I Simpson disegnati come ai tempi del Tracey Ullman Show durante una puntata trasmessa nel 2014