(JEAN-PHILIPPE KSIAZEK/AFP/Getty Images)
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  • domenica 16 Aprile 2017

Pensavate che la vostra corsa della domenica fosse faticosa?

È finita la Marathon des Sables, una delle corse più dure del mondo: 257 chilometri in sei giorni sotto il sole del deserto del Sahara marocchino

(JEAN-PHILIPPE KSIAZEK/AFP/Getty Images)

Il 15 aprile si è conclusa la trentaduesima edizione della Marathon des Sables, una corsa di 257 chilometri in cinque tappe che si svolge nel corso di sei giorni nella parte marocchina del deserto del Sahara. Hanno partecipato 1.200 persone, di cui 233 donne. La gara maschile è stata vinta dal marocchino Rachid el Morabity, che l’aveva già vinta altre quattro volte, mentre la gara femminile è stata vinta dalla svedese Elisabet Barnes. Da quando la competizione è stata organizzata per la prima volta, nel 1986, sono sempre stati gli atleti marocchini a ottenere i risultati migliori. La Marathon des Sables è ritenuta una delle corse più dure del mondo per il tipo di percorso che i maratoneti devono attraversare.

La Marathon des Sables si svolge per buona parte sulla sabbia del deserto, ad eccezione di qualche tratto di terreno più stabile e più solido tipico di alcune parti del deserto marocchino. I concorrenti sono costretti a portare sulle spalle l’attrezzatura, il cibo e l’acqua di cui hanno bisogno, per un peso iniziale che si aggira attorno ai 10 chili. Durante gli anni la maratona è diventata molto popolare sia per la spettacolarità del paesaggio, sia per alcuni episodi curiosi o tragici che vennero ripresi dalla stampa internazionale. Nel 1994 l’ultramaratoneta italiano Mauro Prosperi si perse durante una tappa a causa di una tempesta di sabbia, riuscendo a raggiungere una tenda berbera dopo aver vagato dieci giorni nel deserto, aver perso oltre 13 chili di peso e avere mangiato “erba, bisce e lucertole”. Nel 2007, due maratoneti morirono durante la gara.