“Fast & Furious 8”: le cose da sapere

È nei cinema da oggi ed è il nuovo capitolo di una saga che negli ultimi anni è cambiata molto

Fast & Furious 8 – il cui titolo originale è The Fate of the Furious – è il nuovo (ed ottavo, ma forse già ci eravate arrivati) film della saga di Fast and Furious, che iniziò nel 2001 con un film sulle corse clandestine d’auto e un poliziotto sotto copertura che si affezionava alla gang e doveva decidere da che parte stare. Negli ultimi 15 anni la saga è diventata un fenomeno mondiale e imbattibile nel suo genere. Il primo film costò circa 40 milioni di dollari; Fast & Furious 8 ne è costati invece 250 e non c’è dubbio che ne incasserà di più. Il regista è F. Gary Gary – tra le sue cose potreste aver visto Il risolutore, The Italian Job, Giustizia privata e Straight Outta Compton, oltre a qualche video musicale di famosi rapper – e nel cast ci sono, tra facce vecchie e facce nuove, Vin Diesel, Dwayne “The Rock” Johnson, Jason Statham, Kurt Russell, il rapper Ludacris, Michelle Rodriguez, Helen Mirren e Charlize Theron, che fa la cattiva con le treccine bionde. È il primo film girato dopo la morte di Paul Walker.

Fast & Furious 8 è stato girato tra New York, Cuba e l’Islanda (ma non solo lì) e inizia dove finiva Fast & Furious 7: Dominic Toretto (Diesel) e Letty (Michelle Rodriguez) sono in luna di miele e la vecchia banda si è ritirata a una più tranquilla vita privata. Poi salta fuori Cipher (Theron) che ricatta Dominic e lo costringe a tornare alla vecchia vita e mettersi contro gli amici, che a loro volta sono costretti a lasciare l’appena trovata tranquillità. Le recensioni di Fast & Furious 8 sono così-così – qualcuno ne ha apprezzato la dinamicità e la freschezza, nonostante sia l’ottavo film, qualcun altro ha detto che è un’accozzaglia di scene esagitate e piene di effetti speciali, senza alcuna sostanza, altri stanno più o meno nel mezzo – ma, in effetti, Fast & Furious 8 non è uno di quei film che si decide di andare a vedere perché i critici ne parlano bene. Lo si va a vedere perché è molto divertente, ci si è appassionati alla storia e perché è incredibilmente tamarro: «Boom baby», dice uno nel trailer; che poi è lo stesso trailer in cui Dominic Toretto salta un sottomarino, sul ghiaccio, con una macchina, mentre arriva un missile.

Ripasso con Ludacris

Ne sono successe di cose, in sette film: qui ci sono degli accurati grafici che mostrano chi era amico o nemico di chi, film dopo film. Una valida alternativa è guardare Ludacris che con bacchetta e supporto grafico spiega chi fa cosa con gran dono della sintesi. Si possono mettere i sottotitoli, ma anche i disegnetti sono comunque un utile ripasso. Se invece ve la cavate con l’inglese, vi accorgerete che Ludacris è l’amico che avreste voluto per ripassare tutte quelle cose ai tempi dell’università.

Se preferite, ecco un veloce riassunto del settimo film e solo di quello: alla fine del sesto episodio la banda di Dominic Toretto è tornata negli Stati Uniti, dopo avere sconfitto – mandandolo in coma – il cattivo, Owen Shaw. All’inizio del settimo episodio il fratello di Shaw, Deckard Shaw, inizia a vendicarsi con i membri della banda di Toretto: irrompe nell’ufficio dell’agente Luke Hobbs (Dwayne Johnson) e ottiene le informazioni su dove si trovino, poi uccide un membro della banda e fa saltare in aria la casa di Dominic. Succedono molte cose, ne esplodono tante altre, si pensa che Dominic sia morto ma alla fine invece no.

Ma come ha fatto?

Hollywood Reporter ha scritto che una quindicina di anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare che un film ambientato nella periferia di Los Angeles e imbottito di gare di macchine sarebbe diventato la saga più di successo della storia della Universal, incassando in tutto almeno tre miliardi di dollari. AV Club ha scritto che se qualcuno si svegliasse ora da un’ibernazione di 15 anni sarebbe stupito di vedere Donald Trump presidente ma subito dopo chiederebbe, scoprendo l’esistenza di Fast & Furious 8: «Aspetta, spiegami, cioè ora è diventato un film d’azione? Che senso hanno questi titoli? Ma The Rock non faceva wrestling? E alle persone questi film ora piacciono?».

Peter Suderman ha scritto su Vox che Fast & Furious è diventato il modello delle saghe-blockbuster di Hollywood, e ha provato a spiegare perché. All’inizio, soprattutto nel primo film, il target del film era un pubblico di giovani americani che fossero almeno un po’ appassionati di auto: gente che aveva giocato a Gran Turismo o Need for Speed, per capirci. Quel film, poi, «sembrava più o meno conoscere le leggi della fisica, scegliendo tendenzialmente di rispettarle». «Quel film e le sue scene d’azione erano ambientate in uno spazio e in un tempo precisi, in una chiara sottocultura, in un mondo che sembrava, almeno a prima vista, il nostro stesso mondo». Solo che nel frattempo è cambiato il cinema (gli incassi dall’estero sono diventati sempre più rilevanti) e secondo Suderman dal quinto film c’è stata la svolta, e Fast & Furious ha iniziato ad assomigliare a un Ocean 11 con ancora più scene d’azione, un cast più giovane e internazionale e tanti spostamenti in giro per il mondo, come nei film di James Bond. Ora tutti si possono riconoscere nei personaggi perché «esistono in un mondo di fantasia senza confini, che è solo uno sfondo per tutto ciò che fanno». C’è chi ha parlato di Fast & Furious 8 come di un film di supereroi e chi ha ipotizzato – scherzando ma non proprio del tutto – che nei prossimi due (gli ultimi, pare) che usciranno nel 2019 e nel 2021 potremmo perfino vedere qualcuno nello Spazio.

Addirittura

Fast & Furious è diventato una cosa diversa da quella che era perché è cambiato il mercato a cui guarda – più supereroi, più saghe, meno film-di-genere – e anche in base alla semplice regola per cui un sequel deve avere più esplosioni (o esplosioni più grandi) del film precedente. Benjamin Rabinovich ha scritto su Little White Lies che Fast & Furious è il più importante – non più ricco – franchise che si possa trovare in giro in questi anni. «È facile prendere in giro i film della saga: in apparenza si tratta di una collezione di uomini muscolosi in magliette strette che usano macchine veloci per fare cose assurde. Le ragazze sono fighe, le macchine ancora di più e le frasi a effetto creano quell’atmosfera tamarra da film di serie B». Per prima cosa perché – prima e più dei nuovi Star WarsFast & Furious ha scelto attori di diverse parti del mondo, e poi per questi motivi:

Ha mostrato che anche un franchise multi-miliardario può prendersi rischi creativi, qualcosa che la Marvel non ha mai fatto. […] Chi avrebbe detto 16 anni fa che Vin Diesel, un attore con la profondità emotiva di un blocco di cemento, avrebbe un giorno recitato con Charlize Theron e Helen Mirren? Quanti franchise si sono dimostrati così ambiziosi e desiderosi di evolvere?

Un po’ di numeri

Bloomberg ha fatto una dettagliatissima analisi di tutti i film della serie, mostrando e scoprendo che:

  • il tempo passato a fare gare è diminuito film dopo film (con un paio di piccole eccezioni), ma è aumentato quello passato a inseguire o farsi inseguire;
  • il film col più grande divario tra gusti del pubblico e dei critici è stato il quarto, quello con il minor divario il settimo (ma al pubblico è sempre piaciuto più che ai critici, secondo i dati raccolti su Rotten Tomatoes)
  • nel primo film il NOS (ossido di azoto, iniettato nel carburante per aumentarne la resa) è usato nove volte, nel settimo solo una
  • nel settimo film solo tre minuti sono impiegati parlando di auto o gare in auto; nel primo erano 13 minuti
  • i film in cui si vedono più marce cambiate sono il secondo e il terzo: 66 in entrambi
  • nel secondo il tachimetro è inquadrato 24 volte, nel quinto mai
  • nel settimo ci sono 14 esplosioni generiche e 13 esplosioni che riguardano auto
  • il 5,3 per cento del tempo totale del settimo film è passato in combattimenti corpo a corpo
  • nel quinto film ci sono 13 abbracci, nel secondo nemmeno uno
  • nel quarto film si vedono otto sorsi di birra Corona
  • nel secondo film ci sono 42 parolacce, nel terzo solo otto

The Rock e Vin Diesel

Sono i due volti più noti della saga, ma pare non vadano per niente d’accordo. Si parla di insulti, risse sfiorate e di una grande antipatia di fondo, al punto che la produzione cerca in ogni modo di tenerli separati durante gli eventi promozionali, mandando uno da una parte e uno da un’altra. Un po’ di giorni fa Vin Diesel ha detto:

Non credo che il mondo capisca davvero quanto siamo legati, in modo strano, io e Dwayne. Credo che alcune cose siano state gonfiate a dismisura. Non credo fosse sua intenzione. So che apprezza tutto il lavoro che faccio in questa saga. A casa mia, lui è sempre lo zio Dwayne. Io proteggo la saga. Proteggo tutti, incluso Dwayne. Proteggo Dwayne più di quanto immagini. E non importa. Non c’è bisogno che lo sappia. Ma lo apprezza. Dwayne ha un solo Vin nella sua vita. Dwayne Johnson ha solo un grande fratello in questo mondo cinematografico e sono io. Faccio sempre il tifo per Dwayne, è una star multiculturale come me. Faccio sempre il tifo per Dwayne. Sono la prima megastar multiculturale di Hollywood. Non ne esistono altre. Vederne sorgere un’altra è qualcosa che mi riempie di orgoglio.

La storia di Vin Diesel la raccontammo in parte qui, parlando tra le altre cose della sua grande passione per Dungeons & Dragons. Quella di Dwayne Johnson toccherà raccontarla a breve, visto che nonostante faccia solo tre tipi di film ne ha tanti, e grossi, in programma.

Come si dirige un film così?

Come ha scritto Kevin Lincoln su Slate, «se c’è una cosa che ci si chiede guardando questa saga da 958 minuti di auto che cadono dagli aerei, auto che combattono carri armati e auto che saltano fuori dai palazzi è: come diavolo si dirige un film così?». Come ha spiegato il regista, per prima cosa parlando molto con Diesel, per decidere dove far andare la saga. Poi: cercare video online di carri armati e chiedere alla produzione di trovare quello specifico modello, chiedere il permesso per affondare una Lamborghini e quando ci si sente rispondere no, ribattere: «Ma come, abbiamo già un sottomarino. Abbiamo già superato il limite di ciò che è ragionevole. Divertiamoci un po’». Poi far esplodere cose:

La versione indiana di Fast & Furious

Esiste, ed è così:

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