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  • venerdì 10 marzo 2017

Per cosa litigano Feltri e Belpietro

Ci sono di mezzo gli editori di Libero e della Verità, compravendite di case e le solite invidie e gelosie che durano da un ventennio

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Negli ultimi giorni, due dei principali giornalisti italiani di centrodestra, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, e Vittorio Feltri, direttore di Libero, sono tornati a litigare con una serie di articoli molto aspri sui loro rispettivi quotidiani. Il litigio è iniziato domenica scorsa, quando Libero ha pubblicato un articolo che diceva che Alfredo Romeo, l’imprenditore arrestato con l’accusa di corruzione nell’inchiesta CONSIP, aveva finanziato con 50 mila euro la fondazione Magna Charta, presieduta dal senatore Gaetano Quaglieriello, e socia della Verità, il quotidiano che Belpietro ha fondato lo scorso settembre.

Nei giorni successivi i due direttori si sono scambiati alcuni commenti: Belpietro dicendo che non può conoscere tutti i finanziatori dei suoi soci e Libero rispondendo con un breve commento intitolato “Belpietro finanziato a sua insaputa”, alludendo all’impossibilità di ricevere finanziamenti senza esserne a conoscenza. In risposta, la Verità ha pubblicato una pagina di intercettazioni relative all’indagine CONSIP, in cui Romeo parlava di una casa acquistata dall’editore di Libero, Antonio Angelucci, per il senatore Denis Verdini, suggerendo che anche gli editori del quotidiano rivale compiano attività illecite o quantomeno discutibili.

Martedì, Feltri ha risposto nuovamente, accusando questa volta Belpietro di aver ricevuto anche lui un prestito da Angelucci per acquistare un appartamento: 2,8 milioni di euro, di cui Belpietro avrebbe restituito solo una parte. «Non credo che Belpietro abbia dimenticato un particolare tanto significativo» ha scritto Feltri nel suo articolo, «perciò mi domando con quale faccia rimproveri Angelucci di aver rilevato un edificio da Verdini, assodato che lo stesso Belpi fu aiutato finanziariamente dalla persona sulla quale oggi dice peste e corna. Non penso che il mio collega sia disonesto, però il suo comportamento dimostra che la gratitudine è davvero il sentimento della vigilia. Auguro alla Verità di dirla sul serio, anziché ciurlare nel manico».

Lo scontro è andato avanti fino a questa mattina, quando Libero ha pubblicato l’ennesima risposta di Feltri a Belpietro. La polemica tra i due, nel frattempo, si è spostata dai comportamenti dei reciproci editori alla rispettiva correttezza e competenza professionale. Feltri ha accusato Belpietro di aver fatto perdere copie a tutti i giornali che ha diretto, ma di aver comunque incassato stipendi molto ricchi. Belpietro ha rivendicato la sua autonomia come giornalista, dicendo di essere stato spesso cacciato per le sue posizioni in contrasto con quelle dell’editore e ha accusato Feltri di incoerenza e di aver spesso cambiato idea su temi molto importanti per andare incontro ai desideri dei suoi datori di lavoro.

La svolta personale e piuttosto sgradevole dello scontro ha messo in mostra come quello in corso in questi giorni sia in realtà soltanto l’ultima incarnazione dell’antipatia che da anni divide i due giornalisti, che negli ultimi 20 anni si sono avvicendati alla guida dei due principali quotidiani del centrodestra, il Giornale e Libero, quest’ultimo fondato nel 2000 proprio da Feltri, dopo che aveva abbandonato la direzione del giornale. Per un breve periodo, tra la fine del 2010 e l’estate 2011, i due diressero insieme Libero, ma la convivenza durò poco e Feltri ritornò, per l’ennesima volta al Giornale.

L’ultimo di questi avvicendamenti è avvenuto lo scorso maggio, quando Belpietro ha abbandonato la direzione di Libero ed è stato sostituito dallo stesso Feltri. Secondo la maggior parte delle ricostruzioni giornalistiche, il cambio di direzione sarebbe avvenuto per una scelta politica dell’editore Angelucci, che avrebbe voluto un giornale con una linea più morbida nei confronti del governo Renzi e del referendum costituzionale. Belpietro, invece, era contrario e ha sempre mantenuto il giornale su posizioni critiche su entrambi. Dopo aver lasciato Libero, Belpietro ha fondato La Verità con l’aiuto di alcuni imprenditori e di alcune delle principali firme di Libero che hanno lasciato il quotidiano oggi diretto da Feltri.

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