(Luca ZennaroAnsa)

Perché si regala la mimosa per la Festa della donna

Succede solo in Italia, e solo dagli anni Quaranta: è una storia bella, nata tra i partigiani nella Seconda guerra mondiale

(Luca ZennaroAnsa)

La mimosa è il fiore che tradizionalmente si regala – in Italia – per la Festa della donna: tante persone ritengono offensivo riceverle e regalarle, secondo altre è un omaggio quasi doveroso, per altre ancora è un semplice gesto gentile e consolidato. In qualsiasi modo la si pensi, la storia dietro i mazzetti di mimosa è una bella storia, legata alla Giornata internazionale della donna, in occasione della quale, quest’anno, sono stati organizzati scioperi e proteste per i diritti delle donne.

La tradizione di regalare fiori per la Festa della donna è diffusa in molti paesi al mondo, ma il legame tra mimose e 8 marzo esiste solo in Italia. La Festa è sempre stata, perlomeno fino agli anni Settanta, strettamente legata al partito socialista e comunque alla sinistra: per questo, per esempio, durante il fascismo non fu mai particolarmente celebrata. La prima volta che la si festeggiò in modo più o meno ufficiale fu nel 1946, a guerra finita, anche se la Democrazia Cristiana era piuttosto ostile alle celebrazioni. Fu istituita infatti soprattutto per iniziativa del Partito Comunista Italiano e dell’Unione delle Donne in Italia (UDI). Secondo i racconti dell’epoca, si voleva usare come fiore la violetta, perché aveva una lunga tradizione nella sinistra europea; uno dei sostenitori di questa idea era il vice-segretario del Partito Comunista Luigi Longo, ma alcune dirigenti del PCI si opposero perché era un fiore costoso e difficile da trovare e l’Italia, appena uscita dalla guerra, aveva molte difficoltà economiche. Tra loro c’era Teresa Mattei, una ex partigiana che poi si batté a lungo per i diritti delle donne.

Mattei, insieme a Rita Montagnana e Teresa Noce, propose di festeggiare con la mimosa, un fiore molto più economico, che sbocciava alla fine dell’inverno e che era facile da trovare nei campi. Anni dopo, in un’intervista Mattei raccontò che «La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente». Anche se la festa della donna non divenne una ricorrenza popolare fino agli anni Settanta, la tradizione della mimosa ebbe successo e si mantiene ancora oggi. Come disse Mattei, morta nel 2013 a 92 anni: «Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano».