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Prossimamente su Netflix

Le cose più grosse che arriveranno nel corso del 2017, spiegate: la serie di "Suburra", una diretta da David Fincher e un film con Brad Pitt

(Netflix)

L’1 marzo Netflix ha presentato a Berlino – durante un evento dal titolo “See what’s next” – alcune delle sue nuove produzioni, molte delle quali europee, che usciranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Reed Hastings, CEO e co-fondatore di Netflix, ha detto che negli ultimi anni la società ha investito circa 1,6 miliardi di euro in produzioni europee (tra cose originali, co-produzioni e licenze per mostrare cose prodotte da altri): la prima fu la serie tv Lilyhammer, una coproduzione del 2012 con la tv norvegese NRK1. Hastings ha anche detto che al momento Netflix sta producendo 90 tra film, programmi, documentari e serie tv fatti in Europa, tra cose non ancora girate e pronte per uscire a breve; e, ha detto, «è solo l’inizio». Ted Sarandos, responsabile dei contenuti di Netflix, ha detto che più della meta delle visualizzazioni delle cose prodotte in Europa arrivano dal resto del mondo.

Netflix ha presentato – con maggiori informazioni, trailer o immagini – il film War Machine (ispirato alla storia vera del generale americano Stanley McChrystal), la serie thriller tedesca Dark, la serie Mindhunter (di David Fincher) e Suburra, la prima serie italiana prodotta da Netflix, tratta dall’omonimo film del 2015 e a sua volta tratta da un libro con lo stesso titolo scritto da Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo. Ha anche annunciato, raccontato e presentato diverse altre cose, così che possiate prepararvi a dovere.

Suburra

La prima serie italiana di Netflix è diretta da Michele Placido, regista di Romanzo criminale (il film) e Vallanzasca – Gli angeli del male, due apprezzati film dello stesso genere. Suburra sarà un prequel del film da cui è tratta e nel cast ci saranno alcuni personaggi già visti nel film e altri nuovi. Tra loro:  Alessandro Borghi, Filippo Nigro e Claudia Gerini. Sarà composta da 10 episodi e ambientata a Roma, in un momento in cui gli interessi di stato, criminalità e alcuni membri del Vaticano diventano per certi versi comuni. Avrà sei personaggi principali e tra loro anche Numero 8 (interpretato, come nel film, da Alessandro Borghi) e parte dal momento in cui il sindaco di Roma dà le sue dimissioni e ci sono 20 giorni a disposizione prima che quelle dimissioni diventino effettive ed entro i quali ci sarà da approvare il nuovo piano regolatore per la città, con i relativi interessi in gioco. La serie è coprodotta dalla Rai, che la trasmetterà un anno e mezzo dopo la sua uscita su Netflix (che sarà nell’inverno 2017). La produttrice esecutiva è Gina Gardini della casa di produzione Cattleya, la stessa delle serie Gomorra e Romanzo criminale.

Presentando la serie a Berlino, Placido ha detto che una serie così non si sarebbe potuta fare in Rai e parlando della sua futura (e per ora molto lontana) messa in onda sulla televisione pubblica ha detto: «vedremo se farà dei tagli», perché ci sono «sesso e violenza» e «materia cruda, che va in profondità». Nella serie ci sarà anche Filippo Nigro, che parlando del suo personaggio – Amedeo Cinaglia – ha detto che è «un consigliere comunale della sindacatura corrente, presidente della commissione urbanistica». Parte pieno di ottimi ideali ma «poi lotta per prendersi un ruolo che pensa di meritare e non ha mai avuto». A Berlino Netflix ha mostrato un breve video in anteprima, ma per ora sono disponibili solo alcune immagini:

Dark

È la prima serie tedesca di Netflix, ideata dal regista Baran bo Odar e dallo scrittore Jantje Friese. La serie è stata descritta come «una saga familiare che attraversa diverse epoche», è stata girata a Berlino (e in alcuni boschi fuori città) ed è ambientata in una piccola città in cui scompare un bambino e, come hanno spiegato i produttori, «la domanda non è chi lo abbia rapito, ma quando». Al centro della serie ci saranno quattro famiglie i cui molti segreti verrano fuori durante ognuno dei 10 episodi. I produttori hanno detto che la serie ha più di 60 ruoli in un certo modo rilevanti e che per finire di girarla ci vorranno 150 giorni.

Las chicas del cable

Una produzione spagnola di Netflix, e anche in questo caso è la prima volta che succede. La serie sarà ambientata a Madrid nel 1928 e parlerà di quattro ragazze – tra loro molto diverse per origine e carattere – che iniziano a lavorare come centraliniste (il titolo parla appunto di “ragazze del cavo”). La produttrice esecutiva Teresa Fernàndez-Valdès l’ha definita una «serie femminista»: ci saranno momenti divertenti ma anche «un dramma, un mistero da chiarire». Sarà su Netflix dal 28 aprile. Sarandos, il responsabile dei contenuti di Netflix, ha detto che è già stata decisa la produzione di una seconda stagione: così, sulla fiducia.

Mindhunter

È una nuova serie ambientata nel 1979: prodotta e diretta, tra gli altri, da David Fincher (il regista di Gone Girl e The Social Network e il produttore di House of Cards). Il protagonista sarà Jonathan Groff (l’attore di Looking). Uscirà a ottobre e parlerà di due agenti dell’FBI che si troveranno a dover interrogare alcuni serial killer in carcere, per risolvere un caso. La serie è tratta da un libro omonimo appena pubblicato in Italia da Longanesi: è stato scritto dall’ex agente dell’FBI John Douglas, uno dei primi esperti americani di profilazione criminale dei serial killer, insieme allo scrittore Mark Olshaker. Nel libro Douglas racconta la sua esperienza e le sue conversazioni con assassini come Charles Manson, John Wayne Gacy, un serial killer che di professione faceva il clown, e James Earl Ray, che uccise Martin Luther King. Un lavoro per certi versi simile a quello della protagonista del Silenzio degli innocenti: l’immagine ricorrente del teaser trailer potrebbe farvi pensare a questo disegno, usato sui manifesti di quel film. Mindhunter sarà disponibile da ottobre.

Glow

Sarà disponibile dal 23 giugno e racconterà la storia della Gorgeous Ladies of Wrestling, una versione femminile del wrestling, creata negli anni Ottanta. È stata pensata da Jenji Kohan, l’ideatrice di Orange is the New Black e Weeds. La protagonista sarà Alison Brie, l’attrice che ha interpretato Trudy Campbell in Mad Men e Annie Edison in Community: in Glow interpreterà un’attrice disoccupata che si dà al wrestling. Nella serie ci sarà anche Marc Maron, che interpreterà Sam Sylvia, il regista cocainomane e di scarsissimo successo che si mette in testa di fare il wrestling al femminile. A Berlino Netflix ha mostrato una scena in anteprima, in cui Sylvia prova a convincere alcune donne a far parte del progetto: con molte diffidenze da parte loro. Per ora online è disponibile solo un breve video di una ventina di secondi: abbastanza per intuire stile e approccio della serie. Sarà disponibile dal 23 giugno.

War Machine

Un film, non una serie: è ispirato alla storia vera del generale americano Stanley McChrystal, capo delle forze armate statunitensi in Afghanistan che nel 2010 fu rimosso dal suo incarico dall’allora presidente Barack Obama a causa del contenuto di un articolo pubblicato da Rolling Stone. Nell’articolo erano riportati numerosi commenti critici e offensivi di McChrystal verso Obama e altri membri della sua amministrazione. War Machine, prodotto da Netflix, è diretto dal regista David Michôd e interpretato da Brad Pitt nel ruolo di Dan McMahon, il personaggio ispirato a McChrystal. La sceneggiatura del film è stata tratta dal libro The Operators: The Wild and Terrifying Inside Story of America’s War in Afghanistan, che fu scritto dallo stesso autore dell’articolo di Rolling Stone: il giornalista Michael Hastings, morto a soli 33 anni in un incidente d’auto nel 2013. Nel cast di War Machine ci sono anche Ben Kingsley e Tilda Swinton. Si potrà vedere dal 26 maggio.

E poi

All’evento di Netflix a Berlino – organizzato in un centro congressi allestito con molti divani per seguire le presentazioni, e con un angolo con le lettere e le luci di Stranger Things – Sarandos ha detto che nel 2017 la società punta a produrre più di mille ore di contenuti originali. Arriveranno Bright (un film poliziesco con Will Smith, ambientato in un un mondo in cui ci sono esseri umani ma anche orchi e fate), una nuova serie di Star Trek, la second stagione di Chelsea (dal 14 aprile, con episodi più lunghi), la terza stagione di Lovesick e una seconda stagione della serie francese Marseille (con un nuovo personaggio: una giovane politica di un partito di estrema destra).

A Berlino Netflix ha anche annunciato Jack Whitehall: Travels With My Father in cui il comico Jack Whitehall viaggerà nel sudest asiatico insieme al padre (definito un «inglese snob e vecchio stampo») e ha mostrato il primo trailer di Trediciun teen crime tratto da un libro di genere young adult: che detto in italiano vuol dire una storia con adolescenti, pensata soprattutto per adolescenti. Il libro da cui è tratto è ambientato in una notte; la serie tv racconta una storia che dura qualche giorno in più. Brian Yorkey, che ha trasformato in libro in una serie, ha spiegato che «dopo cinque minuti del primo episodio sappiamo che la protagonista muore, il punto è capire perché e l’obiettivo e far sì che a un certo punto chi guarderà la serie si dimentichi della sua morte, tifando affinché lei sopravviva». Gli è stato chiesto se non pensa che una storia così possa rendere in qualche modo affascinante il suicidio (se ne parlò anche al tempo del libro). Ha detto che è stato il più grande problema nel pensare la serie, ma di essere convinto di aver evitato il rischio.

E ancora

A Berlino hanno parlato anche Bob Odenkirk, comico e protagonista di Better Call Saul: ha detto che nella terza stagione «ci sarà un oggetto che si vede – piccolo, sullo sfondo – nei primi cinque minuti del primo episodio della prima stagione» (buona fortuna nel provare a trovarlo) e ha detto che si «arriverà a Saul Goodman, anche se non nel modo che ci si potrebbe aspettare». Netflix ha anche parlato di TROY: Fall of a City – una serie coprodotta con la BBC e diretta da Owen Harris (il regista dell’episodio “San Junipero” di Black Mirror (le riprese devono ancora iniziare) –, di Black Earth Rising – un «thriller labirintico sulle azioni penali in conseguenza di crimini internazionali» – e di The Spy: sarà coprodotta da Netflix e il francese Canal Plus e racconterà la storia di Eli Cohen, una spia israeliana nata in Egitto che negli anni Sessanta operò in Siria, infiltrandosi nelle gerarchie militari del paese.

L’attrice Rachida Jones ha parlato di Hot Girls Wanted: Turned on, una serie di documentari che parleranno dei tanti e diversi punti d’incontro tra sesso, pornografia e tecnologia (una sorta di seguito del documentario del 2015 Hot Girls Wanted, già su Netflix): le hanno chiesto cosa ne pensasse di un ipotetico futuro con i film porno su Netflix e ha detto che non ci vedrebbe nulla di male. A Berlino hanno parlato anche Kate Mulgrew e Uzo Aduba di Orange is the New Black. Niente cose-in-più sulla serie: hanno parlato – insieme a Chelsea Handler e Britt Robertson – di come le donne sono raccontate su Netflix e Aduba ha raccontato che quattro anni fa «quando c’era solo House of Cards e stavamo ancora imparando cos’era lo streaming» le dissero che avrebbe dovuto fare tre o quattro episodi. E invece è rimasta, interpretando Crazy Eyes e vincendo alcuni importanti premi di recitazione.

A Berlino Netflix ha parlato anche di Five came back, un documentario in tre parti che racconterà come cinque grandi registi degli anni Quaranta – John Ford, William Wyler, John Huston, Frank Capra e George Stevens – raccontarono agli americani la Seconda guerra mondiale. Ci saranno anche interviste a Steven Spielberg, Paul Greengrass, Guillermo del Toro, Lawrence Kasdan and Francis Ford Coppola. La voce narrante sarà quella di Meryl Streep. Five came back sarà disponibile dal 31 marzo.

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