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  • sabato 25 febbraio 2017

Possiamo imparare molto sulla Corea del Nord da questa foto

Per esempio stimare la gittata del missile che si vede alle spalle di Kim Jong-un, oppure fare delle ipotesi sulla sua relazione con i capi dell'esercito: ci ha provato il New York Times

Un'immagine diffusa dall'agenzia di stampa di stato nordcoreana KCNA in cui si vede il dittatore Kim Jong-un analizzata dal New York Times (New York Times)

Per i giornali internazionali è storicamente molto complicato occuparsi della Corea del Nord: la dittatura di ispirazione socialista attualmente guidata da Kim Jong-un permette ai giornalisti stranieri di entrare nel paese solo in rare occasioni, e sotto lo stretto controllo del regime; spesso l’unica fonte è l’agenzia di stampa di stato KCNA, che però è un organo di propaganda. A volte, però, si possono ricavare informazioni e teorie proprio da questi materiali di propaganda: lo hanno dimostrato di recente i due giornalisti del New York Times Max Fisher e Jugal K. Patel analizzando una fotografia diffusa nel marzo 2016 da KCNA. La foto mostra Kim Jong-un e un gruppo di funzionari di fronte a quella che è stata descritta come un nuovo tipo di bomba atomica. Avendo a disposizione solamente questa foto, Fisher e Pate sono riusciti ad ottenere diverse informazioni, come ad esempio la probabile gittata del missile che si vede sullo sfondo o la fabbrica dove è stata scattata la foto, e fare delle teorie su quale sia il rapporto di Kim con gli alti membri dell’esercito.

La prima cosa della fotografia che si può analizzare è la bomba stessa, soprannominata dagli esperti la “strobosfera”. La Corea del Nord ha detto che è la sua prima testata nucleare in miniatura, sufficientemente piccola per essere lanciata con un missile. Jeffrey Lewis, un analista del centro studi californiano Middlebury Institute of International Studies, è riuscito a stimare le dimensioni e la potenza della bomba a partire dall’immagine: dovrebbe pesare qualche centinaio di chili, avere una potenza di circa 20 chilotoni (più o meno equivalente a quella delle bombe atomiche che gli Stati Uniti lanciarono sul Giappone alla fine della Seconda guerra mondiale) e avere un diametro di 60 centimetri. L’informazione più importante è quella sul diametro: significa che è vero quanto sostenuto dalla Corea del Nord sul fatto che la “strobosfera” potrebbe essere messa sui missili a lungo raggio di cui il paese dispone.

Nella fotografia si vedono altre due caratteristiche della bomba oltre alla sua dimensione: in basso a destra una specie di spina metallica e in alto, vicino ai fili di collegamento, una bocchetta. Gli esperti non possono avere certezze in merito alla funzione di questi due oggetti, ma hanno delle ipotesi. La spina potrebbe essere un componente per innescare la detonazione oppure un ingresso per aggiungere gas alla bomba e renderla così più letale (e permetterebbe la realizzazione di più bombe con una quantità minore di plutonio ciascuna). La bocchetta invece potrebbe essere invece un sistema per armare la bomba.

Un’analisi più tecnica della fotografia permette inoltre di capire qualcosa di più anche sul missile visibile alle spalle di Kim. David Schmerler, un altro analista del Middlebury Institute of International Studies, ha notato una scritta che si intravede sulla superficie del missile: è la parola coreana per “sostegno”. I missili sono oggetti delicati e per questo quando vengono immagazzinati devono essere appoggiati nei punti in cui la loro struttura è più robusta, cioè quelli indicati da quelle scritte, tra un serbatoio interno e l’altro. Stimando la dimensione di questi serbatoi a partire dall’immagine, e di conseguenza il tipo di carburante utilizzato, Schmerler è riuscito a dedurre il tipo di missile che si vede: è un KN-08, che se completamente sviluppato ha una gittata di 11mila chilometri, quindi abbastanza per arrivare fino a Washington D.C. (e in Italia). Questi missili però non sono mai stati testati dalla Corea del Nord, e quindi non possiamo essere sicuri che la loro tecnologia sia abbastanza raffinata da renderli così efficienti.

 

Un’altra caratteristica della fotografia analizzata dai giornalisti del New York Times e da Jeffrey Lewis è l’abbigliamento di Kim Jong-un. Nell’immagine Kim indossa un cappotto identico a quello appartenuto a suo nonno Kim Il-sung, il fondatore della dittatura nordcoreana, e con cui era raffigurato anche nei manifesti di propaganda. Visto che la figura di Kim Il-sung è normalmente associata con la Guerra di Corea (1950-1953), la scelta di Kim di mettere il suo cappotto potrebbe essere un modo per dire che la Corea del Nord è pronta a entrare in guerra. Per gli esperti il fatto che Kim abbia voluto associare la sua immagine a quella di suo nonno potrebbe significare anche un allontanamento dalla figura di suo padre Kim Jong-il, che per governare si affidò in gran parte all’esercito e ai funzionari del Partito: Kim Jong-un potrebbe quindi preferire essere identificato come un carismatico capo di guerra – come suo nonno – piuttosto che come un dittatore disposto a condividere parte del proprio potere, come suo padre.

Un’altra cosa notevole della foto è che attorno a Kim non ci sono persone che indossano divise militari, ma solo uomini vestiti in abiti civili. Secondo un’analisi dell’analista Michael Madden, però, due delle persone visibili nell’immagine sono importanti capi dell’esercito anche se non sono in uniforme: uno è il capo del programma nucleare nordcoreano, l’altro il capo delle forze missilistiche. Il messaggio rafforza quanto spiegato in precedenza sulla scelta del cappotto: Kim vuole presentarsi come l’unica persona che prende decisioni militari, e che ha più autorità in materia persino rispetto ai capi dell’esercito. Anche i gesti del dittatore, fotografato nella tipica posa nordcoreana di spiegare qualcosa ai suoi accompagnatori che prendono appunti, sembrano andare in questa direzione.

Infine, confrontando la fotografia con diverse altre immagini diffuse dalla propaganda nordcoreana, gli esperti sono riusciti a capire dove si trovasse Kim al momento della foto (KCNA non aveva dato una localizzazione). Sempre a partire dall’abbigliamento di Kim – e anche dalla sua forma fisica, che sembra cambiare di mese in mese – hanno potuto ipotizzare nel corso di quale viaggio di Kim l’immagine è stata scattata: cioè nei primi giorni di marzo 2016. Osservando la struttura dell’edificio che si intravede nella foto e in un breve video girato nella stessa occasione (quello che potete vedere sopra) è stato inoltre possibile restringere il campo a una fabbrica di missili alla periferia di Pyongyang dove Kim era stato in un’altra occasione, lo stabilimento di Chamjin. Studiando le immagini satellitari di questa struttura nel tempo Lewis ha anche scoperto che è stata ampliata recentemente: forse proprio per aumentare la produzione di missili.

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