(AP Photo/Milos Krivokapic)
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  • martedì 7 febbraio 2017

Le proteste per lo stupro di “Théo”, a Parigi

In una banlieu già nota per le manifestazioni del 2005 ci sono stati nuovi cortei e scontri dopo che un ragazzo ha accusato la polizia di averlo violentato

(AP Photo/Milos Krivokapic)

Lunedì 6 febbraio centinaia di persone hanno manifestato a Aulnay-sous-Bois, un quartiere di Parigi, per mostrare solidarietà a “Théo”, un ragazzo nero di 22 anni che accusa la polizia di averlo violentato nel corso di un’operazione antidroga compiuta giovedì scorso. Al momento Théo – identificato solamente con il nome proprio – si trova in ospedale, dove è stato operato d’urgenza per alcune ferite riportate nella presunta aggressione. I poliziotti accusati della violenza sono stati sospesi e il ministro dell’Interno Bruno Le Roux ha detto che il caso deve essere chiarito «al di là di ogni possibile ambiguità». Nella notte tra lunedì e martedì le proteste sono diventate violente. Molte automobili sono state incendiate e 26 persone sono state arrestate.

Théo ha raccontato ai suoi avvocati di essere uscito di casa giovedì scorso e di essersi trovato per caso in mezzo a un’operazione antidroga della polizia. Insieme ad altri ragazzi; ha raccontato di essere stato costretto a mettersi faccia al muro, cosa che dice di avere fatto senza opporsi. Uno dei poliziotti, però, ha iniziato a picchiarlo, e quando Théo ha chiesto perché lo stessero colpendo l’agente ha abbassato i pantaloni e lo ha violentato con il manganello. «Ero girato di tre quarti e ho visto quello che stava facendo dietro di me», ha detto al suo avvocato in una registrazione ottenuta dalla televisione BFMTV: «Mi sono piegato sulla pancia, non avevo più la forza, sentivo come se il mio corpo mi avesse abbandonato».

Théo ha aggiunto che gli agenti hanno continuato a colpirlo anche dopo averlo caricato in macchina, chiamandolo “negro”, sputandogli addosso, spruzzandogli gas lacrimogeno in faccia e rivolgendogli altri insulti razzisti. Arrivato al commissariato, un altro agente si è accorto delle sue condizioni e lo ha fatto ricoverare in ospedale, dove è stato operato d’urgenza per gravi ferite nel tratto finale dell’intestino. Al momento, Théo si trova ancora in ospedale, dove lunedì ha registrato la sua dichiarazione agli avvocati.

Domenica scorsa, dopo la prima denuncia del ragazzo, un agente di polizia è stato formalmente accusato di stupro e altri tre di violenza aggravata. L’avvocato dell’agente accusato di stupro ha detto ai giornalisti che il suo assistito non ha mai avuto intenzione di ferire Théo e che le ferite riportate dal ragazzo sono state inflitte in maniera del tutto accidentale. Yves Lefebvre, segretario dell’Unité SGP Police-Force Ouvrière, un sindacato di polizia, ha detto che gli agenti sono stati accusati soltanto per provare a calmare le manifestazioni violente di questi giorni.

Le recenti tensioni hanno ricordato a molti le rivolte del 2005, quando migliaia di persone manifestarono e si scontrarono con la polizia nelle cosiddette banlieu, le aree periferiche e degradate di Parigi. Le proteste furono particolarmente violente proprio ad Aulnay-sous-Bois, il quartiere dove Théo è stato aggredito. La situazione in città è tesa da molto tempo e il rapporto tra gli abitanti e la polizia è peggiorato negli ultimi anni, secondo alcuni tornando ai livelli del 2005. Abdallah Benjana, ex vice sindaco della città, ha detto ad Associated Press: «Cosa sta cercando di fare la polizia? Vogliono accendere un’altra scintilla? Come se la situazione qui non fosse già abbastanza instabile». Sofiane Hajjobi, una ragazza di 21 anni che vive nella città, ha detto ad AP: «Da adesso siamo in guerra con la polizia».

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