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  • venerdì 3 febbraio 2017

Virginia Raggi e la storia delle polizze vita

Un suo importante ex collaboratore, Salvatore Romeo, l'aveva indicata come beneficiaria di un'assicurazione: ma la storia sembra essersi sgonfiata

(ANSA/GIORGIO ONORATI)

Ieri la sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stata ascoltata da Francesco Dell’Olio e Paolo Ielo, i pubblici ministeri che stanno indagando sulle nomine nel comune dopo le elezioni dello scorso giugno, e che sono già state al centro di numerose polemiche negli ultimi mesi, con dimissioni e allontanamenti di vari collaboratori e dirigenti comunali. L’interrogatorio di Raggi, in una struttura scelta dalla Procura nella periferia di Roma, è durato circa 8 ore e ha portato nuovi elementi sui già complicati e confusi rapporti del sindaco con alcuni suoi collaboratori, a partire dal suo ex capo di segreteria Salvatore Romeo e da Raffaele Marra, ex capo del personale arrestato qualche mese fa.

La notizia più ripresa dai giornali, e anticipata già ieri da un’inchiesta dell’Espresso, riguarda una serie di di polizze vita stipulate da Romeo per un totale di circa 130 mila euro. Due di queste polizze avevano come beneficiaria la sindaca Raggi, che ha negato di esserne a conoscenza. Nel pomeriggio di venerdì, Romeo ha detto di avere reso Raggi beneficiaria delle due polizze per “stima nei suoi confronti” e di essere “dispiaciuto di averla danneggiata”. Le indagini sono ancora in corso e non ci sono comunicazioni ufficiali della Procura: le informazioni circolate finora provengono da fonti giornalistiche e quindi vanno prese con le necessarie cautele. Raggi dovrebbe essere ospite di Enrico Mentana nel programma “Bersaglio Mobile”, in onda su La7 alle 21.10.

Non è ancora chiaro di che tipo di polizze si trattasse né quale fosse il loro scopo dal punto di vista di Romeo. I vari quotidiani riportano versioni discordanti. Corriere e Messaggero hanno scritto che sarebbero delle tradizionali polizze vita che in caso di morte dell’assicurato prevedono un pagamento a un beneficiario: in questo caso l’assicurato sarebbe Romeo e il beneficiario Raggi. La causale delle polizze indicata da Romeo sarebbe una relazione “personale” o “affettiva” (i giornali riportano versioni diverse).

Il valore del premio da pagare in caso di morte di Romeo riferito dai giornali è di 30 mila euro per la prima polizza (senza scadenza) e tremila euro (con scadenza nel 2019) per la seconda. Una polizza vita semplice, che in caso di morte dell’assicurato paga un premio da 30 mila euro al beneficiario, può essere sottoscritta anche per una decina di euro al mese. Il Messaggero aggiunge che Romeo avrebbe potuto riscuotere il premio della polizza da tremila euro nel 2019, mentre non è chiaro se avrebbe potuto fare lo stesso con quello da 30 mila euro, che invece non prevedeva scadenza. Raggi, secondo il quotidiano, avrebbe potuto riscuotere i premi solo in caso di morte di Romeo. Secondo Corriere e Messaggero i magistrati non interrogheranno Romeo, poiché le due polizze «non costituirebbero fatto penalmente rilevante in quanto non emergerebbe un’utilità corruttiva».

Nella sua inchiesta sull’Espresso, Emiliano Fittipaldi ha scritto che le polizze attivate da Romeo sarebbero in tutto una decina. I beneficiari sarebbero soprattutto attivisti e militanti del Movimento 5 Stelle. L’ex consigliere del M5S al Municipio VIII di Roma, Alessandra Bonaccorsi, ha confermato di essere la beneficiaria di una delle altre polizze, un dono di Romeo fatto nel periodo in cui aveva una relazione con lui. Quasi tutte le causali indicate da Romeo nelle varie polizze indicavano “motivi affettivi” o “relazioni sentimentali”, in un caso anche “figlia”. I magistrati però ritengono insolite queste indicazioni, perché Romeo non ha figli.

Il valore dei premi di tutte le polizze fatte da Romeo ammonterebbe a circa 130 mila euro, una cifra che, come abbiamo visto, si può raggiungere versando mensilmente quote relativamente modeste. Il Messaggero specifica che i magistrati hanno accertato che le somme investite erano di proprietà di Romeo: «Inoltre, alla luce della singolarità nella scelta dei beneficiari, i magistrati hanno effettuato una serie di audizioni tra i militanti per capire se si trattasse di un meccanismo legato ad una sorta di autofinanziamento. Tutti gli attivisti hanno dato risposta negativa».

Romeo aveva iniziato a interessarsi del Movimento 5 Stelle un paio di anni fa, quando era impiegato comunale, stringendo rapporti e conoscenze che lo avevano portato ad avvicinarsi a Raggi. Nel gennaio del 2016, quindi a circa sei mesi dalle elezioni, Romeo aveva indicato Virginia Raggi come beneficiaria di una polizza da 30mila euro. All’epoca Raggi era candidata per le “comunarie” del M5S, quindi non era ancora detto che potesse diventare il candidato del Movimento per le elezioni comunali di Roma, anche se molti la consideravano favorita per la vittoria. Lo scopo di questa iniziativa non è chiaro: si sa solamente che dopo essere stata eletta Raggi scelse proprio Romeo come uno dei suoi più stretti collaboratori, difendendolo per mesi dalle accuse di avere lavorato per escludere dalle decisioni sul comune gli altri membri del M5S che non facevano parte della cerchia ristretta intorno al sindaco.

Dopo mesi di accuse e malumori, che avevano ulteriormente complicato la già difficile gestione della città, a metà dicembre Romeo si era dimesso da capo della segreteria di Virginia Raggi. Pochi giorni prima un altro strettissimo collaboratore di Raggi e dello stesso Romeo, Raffaele Marra, era stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Marra aveva svolto la funzione di capo del personale del comune.

La vicenda è ancora poco chiara e sui giornali sono comparse diverse ipotesi per cercare di spiegare tutta la faccenda, anche se nel corso della giornata di venerdì il caso è sembrato chiarirsi in alcuni aspetti. È possibile che le indiscrezioni giornalistiche filtrate fino a questo momento si rivelino sbagliate, che in realtà i magistrati sospettino “finalità corruttive” o altri tipi di reato e che in realtà le polizze fatte da Romeo siano prodotti più complessi che in qualche misura avrebbero potuto beneficiare la stessa Raggi. È quello che sembra pensare la giornalista del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini che ha provato a fare qualche ipotesi sulle notizie emerse ieri dopo l’interrogatorio di Raggi:

Romeo potrebbe in realtà essersi messo a disposizione di altri, fungendo da semplice prestanome. E ottenendo, in cambio del favore reso, la garanzia di avere un ruolo chiave al Comune di Roma in caso di elezione di Raggi. Cosa che puntualmente è accaduta, visto che è stato nominato capo della segreteria ed è stato beneficiato con un congruo aumento. Uno stipendio che — nonostante i rilievi dell’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone — supera i 90mila euro. Non solo. Di fronte agli attacchi provenienti dai leader e dagli altri esponenti, anche di rilievo, del Movimento Raggi lo ha sempre difeso, così come ha fatto per Raffaele Marra. Perché?

Virginia Raggi ha detto di essere rimasta “sconvolta” dalla notizia della polizza vita e di avere scoperto della sua esistenza solo durante l’interrogatorio. Ha sostenuto che l’operazione per renderla beneficiaria fu effettuata a sua insaputa e ha confermato di volere continuare a lavorare per la città, smentendo le voci circolate nella serata e che davano per probabili le sue dimissioni.