(Da "Split")

Cose da sapere su “Split”

È il nuovo horror/thriller psicologico di M. Night Shyamalan, il regista di "Il sesto senso": il protagonista è un uomo con 23 personalità, alcune molto violente

(Da "Split")

Split, il nuovo film di M. Night Shyamalan, è nei cinema da oggi – giovedì 26 gennaio – ed è la giusta alternativa se avete già visto o non volete vedere La La Land. Perché se ne parla abbastanza bene, perché Shyamalan è un regista che si è fatto notare con film originali, bizzarri e intriganti e perché – soprattutto – il protagonista interpretato da James McAvoy è un personaggio insolito, con un disturbo dissociativo dell’identità: ne ha almeno 23 e nel film se ne vedono nove. Split è in parte un thriller psicologico, in parte un horror e in parte altre cose, spesso a seconda delle diverse personalità del protagonista, che si chiama Kevin Wendell Crumb. Oltre a McAvoy – attore scozzese noto soprattutto per essere stato Charles Xavier/Professor X in alcuni X-Men – nel cast ci sono anche Anya Taylor-Joy (la protagonista di The Witch) e Betty Buckley.

Shyamalan ha 46 anni, è statunitense di origini indiane e oltre a essere regista e anche sceneggiatore di ogni suo film. Il più noto e apprezzato fu Il sesto senso, ma ha fatto anche The Village, The Visit, SingsUnbreakable – Il predestinato, il film del 2000 con Bruce Willis e Samuel L. Jackson. I film di Shyamalan sono quasi sempre thriller psicologici con, in certi casi, qualcosa tendente all’horror. La principale caratteristica dei suoi film è una grande attesa – piena di dubbi e cose poco chiare – prima di un finale sorprendente, che scombussola e ribalta tutto quello che si è visto. Anche Split finisce con qualcosa che vi farà venir voglia di cercare qualche risposta in più (l’articolo giusto da salvarvi per quando sarete usciti dal film è – ovviamente con un gigantesco SPOILER se lo leggete prima – questo).

Limitandosi invece a quel che succede nei primi minuti del film, Kevin Wendell Crumb – o meglio: una delle sue tante personalità – rapisce tre ragazzine e le chiude in uno scantinato di casa sua. Nel frattempo si iniziano a vedere alcune delle personalità di Crumb, tra cui quella di un bambino dispettoso, di una donna, di uno stilista, di un uomo ossessivo-complisivo. Le premesse della storia di Split sono in parte ispirata a quella di Billy Milligan, un uomo con personalità multipla che a fine anni Settanta rapì e stuprò delle studentesse universitarie, per poi essere assolto per infermità mentale.

In passato Shyamalan è stato spesso criticato per aver cercato a tutti i costi di fare film alternativi e, in certi casi, ritenuti eccessivamente astrusi o semplicemente insensati. Prima dell’uscita di The Visit – poi generalmente apprezzato – Grantland scrisse: «Ogni film che Shyamalan ha realizzato [negli ultimi anni] sembrava fatto su misura per essere un disastro dal punto di vista economico e un motivo di imbarazzo da quello personale». Grantland si riferisce a Lady in the Water, The Happening, The Last Airbender, e After Earth, usciti fra il 2006 e il 2013.  Per questi film Shyamalan fu criticato e persino preso in giro: circolarono articoli con titoli come “Cos’è accaduto a M. Night Shyamalan”, critiche per l’eccessiva “stranezza” dei suoi film e una sua generale tendenza a prendersi troppo sul serio. Shyamalan è stato anche criticato per i dialoghi molto fragili di alcune scene, fra cui una particolare di The Happening.

È però anche vero che in altri casi ha fatto film ritenuti di buon livello – come Signs e The Village –  e che Il sesto senso fu molto apprezzato: fu candidato a sei Oscar (non ne vinse nessuno, perché molti premi se li presero Matrix e American Beauty) e con quel finale lasciò molti spettatori decisamente sorpresi.

Neil Smith di Total Film ha scritto che Split «è proprio un film di Shyamalan e in certi momenti sembra essere il suo miglior film, grazie a un magnetico McAvoy». Emanuele Sacchi di MyMovies ha scritto: «Split è prima di tutto un lavoro sui generi cinematografici e su come alternarli e mescolarli oggi», spiegando che è molto bello vedere come Shyamalan cambia continuamente registro «intervallando toni grotteschi ad altri inquietanti o orrorifici, pur mantenendo una dominante fosca e pessimista». Jordan Hoffman del Guardian fa parte della maggioranza di critici che ha apprezzato molto l’interpretazione di McAvoy; ma c’è anche una minoranza secondo cui McAvoy recita troppo e esagera ogni interpretazione. Gabriele Niola ha scritto su BadTaste che Split è «piccolo ed essenziale» ma «non si può dire lo stesso di McAvoy che interpreta i diversi sé con un fare caricaturale, esagerando come se temesse che qualcosa di più sottile non fosse percepito dal pubblico». La maggior parte dei critici ha apprezzato il finale, ma non vi diciamo altro a riguardo.

Altre cose da sapere su Split

– Il protagonista avrebbe dovuto essere Joaquin Phoenix, che in passato aveva già recitato per Shyamalan. Non è però stato trovato un accordo – pare per questioni economiche – ed è quindi stato scelto McAvoy.

Split è stato criticato sia da alcuni giornali che da alcune associazioni che si occupano di disturbi della personalità. L’associazione australiana SANE ha detto che «film come questo rinforzano un falso stereotipo sul fatto che le persone con questa complessa malattia mentale siano per forza violente e pericolose»; Charles Bramesco ha scritto su The Verge che Split è l’ennesimo film che non riesce a cogliere perché la malattia mentale è così terrificante.

– A proposito di altri film con temi simili: il riferimento che non si può non fare è Psycho di Alfred Hitchcock, ma si è parlato anche di Vestito per uccidere di Brian De Palma e Identità di James Mangold.

– La storia di Billy Milligan – l’uomo che stuprò alcune studentesse e fu poi assolto – dovrebbe essere raccontata in un film di cui però si sa ancora pochissimo di certo. Il titolo provvisorio è The Crowded Room e l’attore protagonista dovrebbe essere Leonardo DiCaprio. C’è anche un libro su quella storia: Una stanza piena di gente di Daniel Keyes.

– Jimmy Kimmel si è immaginato un sequel per Split (se ne parla davvero), con protagonista Donald Trump.