Una foto del matrimonio tra un uomo di 32 anni e una ragazza di 15 in Bangladesh, dove l'età minima per sposarsi è fissata dalla legge a 18 anni per le donne e a 21 per gli uomini (Allison Joyce/Getty Images)
  • Mondo
  • mercoledì 18 gennaio 2017

Il Bangladesh vuole tornare indietro sui matrimoni tra bambini

Il governo ha proposto nuove deroghe all'età minima per sposarsi, nonostante le donne siano spesso costrette a farlo già da bambine

Una foto del matrimonio tra un uomo di 32 anni e una ragazza di 15 in Bangladesh, dove l'età minima per sposarsi è fissata dalla legge a 18 anni per le donne e a 21 per gli uomini (Allison Joyce/Getty Images)

Il governo del Bangladesh ha proposto l’introduzione di una legge che permetta, in casi speciali, matrimoni tra persone con età inferiore a quella minima stabilita dalla legge. La proposta di legge verrà discussa in Parlamento il 22 gennaio e molte associazioni umanitarie l’hanno criticata per le ripercussioni che negative che potrebbe avere sui diritti delle donne. Il Bangladesh è uno degli stati con il più alto tasso di matrimoni tra bambini, nonostante esista da molti anni una legge che fissa l’età minima per sposarsi a 18 anni per le donne e a 21 gli uomini.

La legge che il governo vuole modificare esiste dal 1929, quando stabilì per la prima volta l’illegalità dei matrimoni tra bambini e fissò l’età minima per sposarsi a 14 anni per le donne e 18 per gli uomini, poi aggiornata ai limiti attuali. Nonostante esista da molti anni, la legge non è mai stata osservata rigidamente, né c’è stata una reale applicazione delle sanzioni molto blande previste in caso di trasgressione: un mese di prigione e/o il pagamento di una multa di circa 12 euro. Ora il governo vorrebbe introdurre per legge la possibilità di derogare in “casi speciali” ai limiti stabiliti dalla legge. Il primo ministro del Bangladesh, Sheikh Sheikh Hasina, ha precisato che questi casi speciali prevedono gravidanze impreviste o un matrimonio contratto per proteggere l’onore della donna e la reputazione della famiglia. Il Bangladesh è popolato in larghissima parte da fedeli musulmani.

Tra chi critica questa proposta c’è il gruppo Girls Not Brides, una coalizione che raggruppa più di 650 associazioni benefiche impegnate nel porre fine a matrimoni tra bambini e nel migliorare la condizione delle donne. Girls Not Brides ha definito allarmante la proposta del governo, considerandola una regressione rispetto ai risultati raggiunti negli ultimi anni in termini di riduzione dei matrimoni tra bambini. Uno degli aspetti più preoccupanti è la genericità della formulazione “casi speciali” voluta dal governo, che proprio per la sua vaghezza si presta facilmente agli abusi: il matrimonio tra uno stupratore e la ragazzina che ha violentato, per esempio, cadrebbe facilmente dentro la definizione di “caso speciale” per proteggere l’onore della famiglia.

I matrimoni precoci espongono le donne poco più che bambine a un grave rischio di abusi, violenze domestiche e gravidanze forzate in cui viene messa a rischio anche la loro vita. Obbligate al matrimonio, molte donne vengono private della possibilità di andare a scuola e raggiungere una propria indipendenza, costrette invece all’isolamento sociale e a ricoprire per il resto della loro vita il ruolo esclusivo di mogli e madri. Nonostante esistano leggi apposite, dicono gli attivisti di Girls Not Brides, tutto questo continua a succedere a causa dell’inazione del governo e per il fatto che i matrimoni tra bambini sono considerati normali e comunemente accettati dalla società.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.