(FERENC ISZA/AFP/Getty Images)
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  • martedì 20 Dicembre 2016

Uri Geller, che piega cucchiaini

Lui diceva di farlo con la forza del pensiero; altri dicevano che era solo un bravissimo illusionista: di certo oggi compie 70 anni

(FERENC ISZA/AFP/Getty Images)

Uri Geller compie oggi settant’anni: sostiene di essere un sensitivo con poteri psichici speciali, che gli hanno dato gli extraterrestri e tra le altre cose gli permettono di piegare i cucchiaini con il pensiero (prima ancora di Matrix); molti altri ritengono che sia un bravissimo illusionista e mentalista, così bravo, abile e intelligente da non far mai vedere il trucco.

Geller è israeliano ed è nato a Tel Aviv nel 1946, da genitori di origine austriaca e ungherese: disse di essersi reso conto dei suoi poteri soprannaturali già a cinque anni, quando un raggio di luce lo colpì in fronte mentre giocava in giardino. Il quotidiano israeliano Hareetz ha scritto che nel 1967 partecipò come paracadutista alla Guerra dei sei giorni, fu ferito e passò alcuni giorni in ospedale. Già dal 1968 iniziò però a esibirsi, prima come modello e poi come “intrattenitore”. Da allora non ha mai smesso, anche se nell’ultimo decennio la sua posizione è cambiata. Nel 2007 disse: «Non dico più di avere poteri soprannaturali, sono un intrattenitore».

Geller iniziò a esibirsi dicendo di avere doti soprannaturali nel 1969. I suoi numeri più apprezzati avevano a che fare con i cucchiaini e con gli orologi: sosteneva di saper fare ripartire con il pensiero gli orologi che si erano fermati. In pochi mesi Geller divenne famosissimo in Israele, e nei primi anni Settanta si iniziò a parlare di lui anche in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1974 due parapsicologi di Stanford, in California, decisero di studiarlo in un ambiente controllato, per trovare l’inganno. Non lo trovarono: nell’articolo che pubblicarono sulla rivista Nature, spiegarono che Geller faceva quelle cose «grazie a una non ancora identificata modalità percettiva».

Due anni più tardi arrivò però il momento più famoso della sua vita. Nel 1976 Geller era ospite del Tonight Show di Johnny Carson, per una delle sue esibizioni. Senza dirlo a Geller, Carson si mise in contatto con James Randi, un altro famoso illusionista, che tra le altre cose si impegnava nello smascherare altri illusionisti che dicevano di avere poteri sovrannaturali (e non di essere solo bravi illusionisti). Randi spiegò a Carson come predisporre lo studio e il “set” per lo spettacolo di Geller in modo che il suo spettacolo fallisse, e così andò. L’esibizione di Geller fu un fallimento, in diretta, davanti a milioni di persone che lo guardavano in tv. Disse che in quel momento non sentiva la giusta forza necessaria a fare quello che avrebbe dovuto fare.

Dopo quel guaio, però, Geller finì per essere visto come più fragile, umano e apprezzabile: come ha scritto il New York Times, «agli occhi del pubblico entusiasticamente fiducioso, il fallimento fece sembrare le sue doti più autentiche». Nonostante il fallimento, Geller riuscì quindi ottenere un contratto con un altro programma; secondo Haaretz «Geller ha anche detto di aver ricevuto milioni di dollari dalle società dell’industria mineraria, che usavano le sue doti divinatorie per trovare minerali».

Nel 1999 Geller fece parlare ancora di sé dopo che fece causa alla Nintendo, sostenendo che si fosse ispirata a lui per fare il Pokémon Kadabra, dotato di particolari poteri psichici. Il nome giapponese di Kadabra suonava simile a “Un-Geller” e per questo chiese circa 60 milioni di dollari di risarcimento, sostenendo che Nintendo l’avesse trasformato in un personaggio cattivo (esistevano infatti due versioni di quel Pokémon, una delle due era cattiva). In effetti quel Pokémon tiene in mano un cucchiaino. Geller sostenne anche che certi segni sul corpo di Kadabra potessero ricordare due S, ed essere quindi un riferimento alle SS e al nazismo. Perse la causa.

kadabra

Dagli anni Ottanta fino al 2015, Geller ha vissuto in Inghilterra con la sua famiglia in una casa poi venduta per circa 20 milioni di euro: ora vive a Giaffa, in Israele, in una casa molto più modesta. Ha anche spiegato come faceva a piegare i cucchiaini, dovesse mai tornarvi utile durante il pranzo di Natale: