(Dal film "The Rum Diary")
  • Cultura
  • mercoledì 14 Dicembre 2016

Belle storie che ancora non sono film

Ma lo diventeranno, probabilmente: fanno parte di un'annuale classifica di cui nel tempo hanno fatto parte "Argo", "Il discorso del re" e "The Millionaire"

(Dal film "The Rum Diary")

Nel 2005 a qualcuno venne in mente di chiedere ai principali produttori di Hollywood quali fossero le sceneggiature e i soggetti – cioè le idee per i film – più belli che avevano letto durante l’anno, e che ancora non erano diventati film e nemmeno avevano iniziato il percorso per diventarlo (con i finanziamenti necessari, un regista, un cast e delle riprese). L’esito di quel sondaggio fu usato per compilare la cosiddetta “Black List“: la lista delle belle storie che ancora non erano diventate film. Da allora quella lista è diventata piuttosto famosa nel cinema, e ne hanno fatto parte le storie che poi sono diventate Argo, Il discorso del re, The Millionaire, Manchester by the Sea e Arrival. Quest’anno la “Black List” è stata fatta chiedendo a 250 professionisti quali fossero secondo loro le storie scritte o pensate nel 2016 che meritavano di diventare film. Ognuno di loro poteva nominarne al massimo dieci. Nelle pagine seguenti ci sono le dieci che hanno ricevuto più voti, con molti pari merito. Ce n’è una sulla storia dell’Universo, una su una giovane Madonna (la cantante), una su Rosemary Kennedy e una su una donna che si sveglia senza memoria in una cella criogenica da cui non riesce a uscire.

Quelle belle ma non nei primi dieci posti

Ce n’è una ispirata alle vere vicende di un uomo che «dopo una crisi di mezza età lascia l’Alaska e parte per quella che crede essere una tranquilla crociera ma fa naufragio nell’Atlantico con un uomo carismatico ma psicotico che smette di prendere le sue medicine». Un’altra storia – “ispirata a una storia vera” – parla di una ragazza che nel 1966 cercò di entrare di nascosto in un hotel in cui stavano i Beatles, «per perdere la sua verginità con George Harrison». Una è sui problemi avuti da Stephen King mentre cercava di finire Carrie, una sul triangolo amoroso tra Eric Clapton, George Harrison e Pattie Boyd. C’è anche una sceneggiatura intitolata Battle of Alcatraz ed è riassunta così: «Un piano di fuga di alcuni prigionieri di Alcatraz si trasforma in uno scontro di due giorni (con di mezzo degli ostaggi) tra i detenuti e le truppe dell’esercito degli Stati Uniti». Un’altra storia è King of LA, ambientata negli anni Ottanta e basata sulla vera storia di un ex agente antidroga diventato un grande trafficante di droga. Un’altra storia è intitolata Saving Charlie Chaplin: «Mentre i nazisti cercano di fermare la produzione di un film che prende in giro Hitler, un agente dell’FBI e un detective di Los Angeles devono collaborare per proteggere un ubriaco e arrabbiato Charlie Chaplin da un probabile rapimento dei nazisti».

Letters from Rosemary Kennedy

di Nick Yarborough: 21 voti

È l’idea di un film sulla terribile storia di Rosemary Kennedy, la sorella minore di John Fitzgerald Kennedy, che nacque con una disabilità mentale – l’infermiera che la fece nascere cercò di bloccare il parto per due ore, provocando una carenza d’ossigeno nella neonata – e che per anni la sua famiglia cercò di tenere nascosta. Quando aveva 23 anni Rosemary fu sottoposta a una lobotomia che anziché aiutarla peggiorò molto le sue condizioni. Ne avevamo parlato qui.

97f/06/huch/6219/50Rosemary Kennedy, nel 1938 (Keystone/Getty Images)

Dark Money

di Matt Fruchtman: 21 voti

È un film sulla vera storia di un giovane broker che andò a lavorare per il miliardario Steve Cohen e «finì in mezzo al più grande caso di insider trading della storia». L’insider trading è l’utilizzo di informazioni riservate sulle aziende per fare compravendita di titoli azionari. Un po’ come Wall StreetWall Street: il denaro non dorme mai, quindi, però “tratto da una storia vera”.

Un progetto su “Lax Mandis”

di Seth Spector: 22 voti

«Un film su un produttore cinematografico che non sopporta l’industria in cui lavora e finisce per dover lavorare con una persona che gli fa rimettere tutto in discussione». Il nome Lax Mandis sembra essere un piuttosto chiaro riferimento a Max Landis, lo sceneggiatore di Chronicle e American Ultra e il figlio di John Landis, quello di Animal House, di The Blues Brothers e di Una poltrona per due (giusto per sceglierne tre). Max Landis ha già criticato il progetto.

O2

di Christie LeBlan: 22 voti

Mette ansia già in due righe, soprattutto se siete claustrofobici e avete paura di restare chiusi in ogni cosa che si possa chiudere: «Charlie si sveglia in una cella criogenica senza ricordarsi come ha fatto a finire lì, e deve scappare prima che finisca l’ossigeno». Probabilmente senza poter usufruire dei consigli di Pai Mei, altrimenti finirebbe subito.

In the Blink of an Eye

di Colby Day: 25 voti

È un progetto di un giovane regista di cortometraggi che sul suo sito dice di sé: «Colby Day è un emergente, promettente, fico, unico, carismatico, divertente, intelligente, geniale e strambo sceneggiatore e cineasta. Onestamente». Il suo progetto di film la-tocca-piano: «Esplora l’intera storia dell’Universo e della nostra specie attraverso tre linee narrative interconnesse che mettono in discussione l’essenza della vita, dell’amore, della mortalità, di dove siamo stati e di dove stiamo andando; il passato, il presente e il futuro della razza umana».

Voyagers

di Zach Dean: 28 voti

È un film sulla «storia d’amore cosmica» tra Carl Sagan, un famoso astronomo e divulgatore scientifico, e Ann Druyan, scrittrice e produttrice televisiva e sua moglie. Sagan è, tra le tantissime altre cose, quello di questo discorso.

The Post

di Liz Hannah: 35 voti

«Prima del Watergate ci furono i Pentagon Papers. Questa è la storia vera di come Katharine Graham [della famiglia che per anni ha gestito il Washington Post] e il leggendario direttore Ben Bradlee superarono le loro differenze per pubblicare una storia che avrebbe cambiato le loro vite». Di Bradlee – forse il più famoso direttore di un quotidiano della storia – avevamo parlato qui. A quell’altro film su due giornalisti del Washington Post e sulla loro inchiesta invece ci state già pensando da soli.

The Olympian

di Tony Tost: 35 voti

«La vera storia di un canottiere che contro tutti i pronostici vuole provare ad andare alle Olimpiadi del 1984. Raccontata attraverso il suo rapporto con l’allenatore, il padre, la fidanzata». Adesso forse state invece pensando a questa, di storia.

Life Itself

di Dan Fogelman: 35 voti

Fogelman è quello che ha sceneggiato Cars e This is Us, la serie tv candidata al Golden Globe per la Miglior serie drammatica. La storia di Life Itself parla di «una storia d’amore multigenerazionale che riguarda diverse persone le cui vite si intrecciano in una storia lunga decenni, dalle strade di New York fino alla campagna spagnola». This is Us, per l’appunto, è una serie tv che parla di un gruppo di persone che sono nate nello stesso giorno, vivono in diversi posti degli Stati Uniti e hanno stili di vita differenti ma le cui vite finiscono per intrecciarsi in modi strani. Se vi è venuta voglia: nell’attesa di Life Itself questo è il trailer di This is Us.

Blond Ambition

di Elyse Hollander: 48 voti

È l’idea per un film sulla storia di una giovane Madonna, che negli anni Ottanta vive a New York e cerca di farsi pubblicare il suo primo disco.