Romano Prodi a Roma il 5 ottobre 2016 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Romano Prodi voterà sì al referendum

«Nella speranza che questo giovi al rafforzamento delle nostre regole democratiche», ha scritto in una nota l'ex presidente del Consiglio

Romano Prodi a Roma il 5 ottobre 2016 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Romano Prodi, storico dirigente del centrosinistra italiano, fondatore dell’Ulivo e presidente del Consiglio per due volte dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008, ha detto che voterà sì al referendum costituzionale di domenica 4 dicembre. In una nota diffusa oggi, ha detto:

Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento delle nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale.

Un sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa. Dato che nella vita, anche le decisioni più sofferte debbono essere possibilmente accompagnate da un minimo di ironia, mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: ‘Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone'”.

Profonde sono le ragioni che mi hanno fino ad ora consigliato di non rendere esplicito il mio voto sul referendum. Sono ormai molti anni che non prendo posizione su temi riguardanti in modo specifico la politica italiana e, ancora meno, l’ho fatto negli ultimi tempi. Questa scelta mi ha di conseguenza coerentemente tenuto lontano dal prendere posizione in un dibattito che ha, fin dall’inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo.