A sinistra: "Questa è la regione del fascino vitale". A destra, "scarsità di fascino" (LIBRARY OF CONGRESS)

Com’è fatto un libro sulla frenologia

Queste illustrazioni del 1902 spiegavano nel dettaglio a quali forme del cranio e del volto corrisponderebbero i tratti caratteriali delle persone

A sinistra: "Questa è la regione del fascino vitale". A destra, "scarsità di fascino" (LIBRARY OF CONGRESS)

La “frenologia” è quella pseudoscienza secondo cui le funzioni psichiche di ogni individuo dipendono da particolari aree del cervello e dalla conformazione del cranio. È stata una disciplina molto in voga nella seconda metà dell’Ottocento, prima di essere completamente screditata, e fu usata per sviluppare teorie altrettanto screditate come quelle di Cesare Lombroso, le cui ricerche lo portarono a ritenere che un criminale era tale in virtù della sua conformazione fisica, per sua natura, e quindi era impossibile riabilitarlo e renderlo “innocuo” per la società. Nel 1902 Louis Allen Vaught pubblicò Vaught’s Practical Character Reader, un volume illustrato con cui voleva spiegare al pubblico i principi della frenologia e quindi come giudicare il valore di una persona a partire dai suoi tratti fisionomici. Nel Vaught elencava 40 tratti caratteriali delle persone e il modo in cui certe forme del cranio e del volto li rendevano manifesti.

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Nel libro, per esempio, Vaught spiega che il volto di una persona può essere diviso in tre, fronte, naso e mento, e che lo sviluppo di ogni parte corrisponde a un certo tratto della persona: fronte alta per una persona intellettuale, naso grosso per una persona forte, mento spazioso per qualcuno dal forte appetito. Ma le descrizioni diventano anche più minuziose e riguardano cose come la distanza del naso dalle labbra, la forma degli zigomi o una certa curva del naso. La frenologia, come la più ampia fisiognomica, è priva di valore scientifico: sfogliare le illustrazioni di Vaught però è molto divertente.