La copertina di "I Love Dick" di Chris Kraus nell'edizione di Profile Books
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  • giovedì 17 Novembre 2016

“I Love Dick”, per quando ve ne parleranno

È un libro del 1997 diventato famoso negli ultimi anni dopo un lungo anonimato e considerato una sorta di precursore di un nuovo e moderno femminismo e di un genere letterario

La copertina di "I Love Dick" di Chris Kraus nell'edizione di Profile Books

I Love Dick è un libro del 1997 mai uscito in Italia che negli ultimi due anni, dopo un lungo anonimato, ha ottenuto una grande popolarità, forme di culto sui social network e potrebbe diventare anche una serie televisiva prodotta da Amazon. Il titolo letteralmente significa “Io amo Dick”, ma in inglese “dick” è anche un modo volgare per dire “pène”, per cui può essere letto anche come “io amo il cazzo”. In particolare I Love Dick è stato molto apprezzato da donne americane e britanniche che si dicono femministe e la sua protagonista è considerata una sorta di modello per i nuovi e apprezzati personaggi femminili del cinema e della letteratura. Lo ha scritto Chris Kraus, un’artista e scrittrice di 61 anni di cui ha parlato un lungo articolo uscito sul New Yorker di questa settimana, raccontando lei e l’anomala storia del libro, il primo che ha scritto e che è basato parzialmente sulla sua vita.

La protagonista del libro si chiama Chris, è una filmmaker di 39 anni che produce video sperimentali ed è sposata con Sylvère – nel libro non compaiono mai i cognomi dei personaggi – un professore universitario che si è preso un anno sabbatico. All’inizio di I Love Dick, Chris e Sylvère vivono in una cittadina della California meridionale dove si sono trasferiti per l’anno sabbatico di lui. Lì Chris si innamora di un altro uomo, il sociologo Dick. Sylvère scopre l’infatuazione della moglie per Dick ma si rende conto che essersi innamorata la sta aiutando a uscire dalla depressione e le suggerisce di scrivere una lettera a Dick per raccontargli i suoi sentimenti. Chris allora ne scrive una e poi molte altre, insieme a Sylvère. In un certo modo fare questa cosa insieme li unisce, ma al tempo stesso l’aumentare dell’ossessione di Chris per Dick rischia di mettere fine al matrimonio con Sylvère.

All’epoca in cui scrisse I Love Dick Chris Kraus era sposata con Sylvère Lotringer, che insegna teoria dell’arte ed è un critico letterario, mentre il personaggio di Dick è ispirato al sociologo britannico Dick Hebdige, che nel 1997, all’epoca della sua prima pubblicazione, protestò contro I Love Dick sostenendo che fosse una violazione della sua privacy.

Anche se già dalla prima pagina, in cui Sylvère e Dick parlano di teoria critica postmoderna, Kraus spiega che Chris «non è un’intellettuale», il romanzo è pieno di citazioni letterarie e discorsi molto alti. Ci sono ad esempio riferimenti a Madame Bovary di Gustave Flaubert (un famoso romanzo ottocentesco sulla storia di una donna sposata che ha delle relazioni con altri uomini), ma anche a scioperi in Guatemala e a opere d’arte contemporanea. I Love Dick è anche un libro che contiene scene di satira sociale ed è “sperimentale” o comunque anomalo per quanto riguarda la sua struttura: alcune parti sono scritte in forma di trascrizioni di conversazioni. Kraus ha poi scritto altri due romanzi che sono una sorta di seguito di I Love Dick, anche se i nomi dei personaggi cambiano: Aliens & Anorexia (l’unico tradotto in italiano) e Torpor.

I Love Dick fu pubblicato per la prima volta nel 1997 da Semiotext(e), una piccola casa editrice fondata nel 1974 da Sylvère Lotringer per pubblicare negli Stati Uniti libri di filosofi francesi come Gilles Deleuze e Michel Foucault. In italiano non è mai stato tradotto. Della prima edizione furono vendute poco più di cento copie. Una nuova edizione nel 2006 ebbe un po’ di successo in più; in particolare il libro appassionò alcuni scrittori e critici influenti che cominciarono a parlarne e a citarlo. Nel 2015 è stato ripubblicato dalla casa editrice britannica Profile Books, che grazie alla copertina della nuova edizione – verde brillante, con il titolo scritto in grande e in bianco e rosa – ha anche vinto il premio di miglior copertina di un libro per il pubblico femminile agli annuali Academy of Book Cover Designers Awards.

Su Instagram ora si trovano più di mille foto di persone che si sono fotografate con il libro o che l’hanno fotografato nella propria libreria o sul proprio letto e c’è anche un Tumblr di selfie con il libro. Tra le persone che hanno messo una foto del libro su Instagram c’è anche la cantante Lorde, a cui l’ha regalato la regista, autrice e attrice della serie tv Girls Lena Dunham, e questo ne ha ulteriormente esteso la notorietà e la coolness.

treats from my angel camp mother @lenadunham

Una foto pubblicata da Lorde (@lordemusic) in data:

La ragione per cui molte ragazze femministe si sono interessate a questo libro è che ha una protagonista sfigata, una anti-eroina, in cui è facile identificarsi: in questo Chris assomiglia alle protagoniste di Girls, così come agli sketch di comiche diventate famose di recente, come Amy Schumer. Le storie con protagoniste femminili di questo tipo sono una novità, se si escludono le donne che risultano buffe solo perché goffe nel rapporto con gli uomini come Bridget Jones: i problemi di Chris e Hannah di Girls non si limitano a questo, entrambe falliscono anche in altri ambiti della vita a causa delle loro debolezze. Personaggi di questo tipo ci sono anche in altre recentissime serie tv, in questo caso britanniche: Fleabag di BBC Three, la cui protagonista tra le altre cose si masturba guardando discorsi di Barack Obama, e Chewing Gum di E4, il cui personaggio principale è una ragazza di 24 anni che cerca di perdere la verginità.

Le donne a cui piacciono queste serie tv hanno riscoperto I Love Dick come un predecessore del genere in cui si ritrovano. Il romanzo di Kraus, come queste serie, permette loro di immedesimarsi nelle inadeguatezze della protagonista e di riderne. In passato, le donne facevano fatica ad avere successo e raggiungere le proprie ambizioni nella vita a causa delle discriminazioni sociali e del sessismo. Oggi rimangono problemi come le differenze salariali tra uomini e donne e non c’è ancora stata una presidente donna degli Stati Uniti, ma le cose sono molto migliorate. Per questa ragione, ha spiegato l’autrice dell’articolo sul New Yorker Elaine Blair, in ambito culturale abbiamo raggiunto la pietra miliare dell’anti-eroina comica: oggi possiamo ridere dei fallimenti dei personaggi femminili perché le donne hanno ottenuto la possibilità di fallire per i propri difetti e debolezze.

I critici hanno abbastanza apprezzato anche la puntata pilota della serie tratta da I Love Dick, che è stata diretta da Jill Soloway – regista di un’altra apprezzata serie di Amazon, Transparent – e in cui il personaggio di Dick è interpretato da Kevin Bacon. La puntata è andata in onda ad agosto e secondo molti la serie dovrebbe essere realizzata per intero, ed è probabile che lo sarà. L’adattamento attenua l’intellettualismo del libro, ma ne conserva le battute e l’ironia generale. Gli aspetti sperimentali del romanzo sono stati conservati ad esempio nelle scene in cui si sente la voce di Kathryn Hahn – l’attrice che interpreta Chris – recitare alcune frasi del libro, simili ad aforismi, che compaiono come scritte rosse sullo schermo.

Quando scrisse I Love Dick, Kraus non era interessata a fare un «romanzo letterario canonico», come ha detto un po’ sdegnosamente a Blair, che però ha notato come ultimamente stiano diventando canonici molti romanzi letterari che assomigliano al suo, vie di mezzo tra autobiografie e romanzi di scrittori a cui non è capitato nulla di particolare oltre a percepire il mondo con la loro sensibilità di scrittori. Esempi di questo genere sono La mia battaglia del norvegese Karl Ove Knausgård, o La persona ideale, come dovrebbe essere? di Sheila Heti. È un tipo di libri che negli ultimi anni va molto di moda tra gli appassionati di letteratura, gli scrittori e alcuni critici. Oggi Kraus sta lavorando a una biografia della scrittrice Kathy Acker, un’altra autrice di nicchia, morta nel 1997.