• Cultura
  • mercoledì 16 novembre 2016

Le mareggiate della Liguria, fotografate

E raccolte in un libro che vi farà pensare ai surfisti della California o ai fari solitari delle acque del Mare del Nord

La casa editrice Hoepli ha pubblicato la seconda edizione di Wave Watching. Il libro, realizzato da Alessandro Benedetti, Stefano Gallino e Luca Onorato, è una sorta di atlante che raccoglie fotografie di onde notevoli e informazioni sulle mareggiate in Liguria.

Per la conformazione del territorio, infatti, in Liguria le mareggiate sono tra le più spettacolari e violente d’Italia. Il fenomeno è stato osservato e fotografato dagli autori, i primi a pubblicare un libro sull’argomento. Alessandro Benedetti è un ricercatore presso il CNR-ICMATE (l’Istituto di chimica della materia condensata e di tecnologie per l’energia) oltre che fotografo e appassionato di onde. Alla realizzazione di Wave Watching hanno partecipato anche i meteorologi Luca Onorato e Stefano Gallino, morto lo scorso 2015 e al quale il libro è dedicato.

Benedetti e Onorato saranno presenti a Bookcity per un incontro che si terrà venerdì 18 novembre alle ore 18.00 presso la Libreria Internazionale Hoepli, di Via Ulrico Hoepli 5 a Milano. All’incontro parteciperanno anche il divulgatore scientifico Massimo Temporelli e lo scrittore e giornalista, oltre che blogger e collaboratore del Post, Giacomo Papi. Papi ha raccontato Wave Watching in un articolo uscito su Repubblica il 30 ottobre, scrivendo tra le altre cose che:

«La scoperta delle mareggiate è una manifestazione di una più vasta attrazione per la paura, la stessa che alimenta gli sport estremi, o i programmi tv su squali e ragni assassini. Ma esprime, forse, anche un bisogno profondo, per quanto ideologico: vedere com’era il mondo prima dell’uomo. La natura diventa spettacolo proprio perché l’uomo non può prendervi parte, quando deve scomparire. Ammirare da lontano balene e delfini, o acquattarsi nei boschi a spiare gli uccelli oppure sentirsi piccoli, insignificanti e invisibili davanti al muro del mare sono attività in cui la presenza umana si riduce allo sguardo, mimando di fatto la propria estinzione. Il Mediterraneo è un mare in discesa: l’oceano penetra da un dislivello a Gibilterra e rinnova il mare più piccolo. In superficie l’acqua del Mediterraneo cambia in circa ottant’anni, ma perché il ricambio sia completo ce ne vogliono 7 mila. È sempre lo stesso mare, quello dei fenici, degli etruschi e di Omero. Le mareggiate lo mostrano per quello che è, cancellando dalle spiagge ombrelloni e stabilimenti balneari, e facendo sparire le navi»

Durante l’incontro verranno proiettate alcune immagini contenute all’interno del volume e verrà raccontato come nasce il moto ondoso, quali sono state le mareggiate storiche che si sono abbattute sulla costa ligure e verranno anche date indicazioni su dove assistere alle grandi onde in condizioni di sicurezza.

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