(Mark Wilson/Getty Images)

La conferenza stampa di Obama su Trump

Prima di partire per il suo ultimo viaggio all'estero ha cercato di rassicurare sull'amministrazione che verrà, dicendo comunque di avere qualche preoccupazione su Trump

(Mark Wilson/Getty Images)

Prima di partire per il suo ultimo viaggio ufficiale all’estero, lunedì pomeriggio il presidente degli Stati Uniti uscente Barack Obama ha tenuto una conferenza stampa coi giornalisti della Casa Bianca per discutere di quello che farà nei prossimi due mesi, ovvero fino al giuramento di Donald Trump il 20 gennaio, e di come intende gestire la transizione dei poteri tra la sua e la nuova amministrazione.

La conferenza stampa è durata circa un’ora; dopo aver parlato alcuni minuti, Obama ha risposto a molte domande dei giornalisti. Con le sue risposte Obama ha cercato di rassicurare sul fatto che l’amministrazione Trump non stravolgerà i capisaldi delle relazioni internazionali degli Stati Uniti e i rapporti con la NATO, e sul fatto che una transizione di poteri ben eseguita permetterà alla prossima amministrazione di cominciare a lavorare da una posizione di relativa stabilità. Obama ha anche risposto a domande sul futuro di alcune delle cose più importanti fatte dalla sua amministrazione, dall’accordo sul nucleare iraniano al programma per evitare la deportazione degli immigrati irregolari, dicendo che chiederà all’amministrazione Trump di prenderne in considerazione gli aspetti positivi. Obama ha parlato dell’importanza di costruire l’azione politica basandosi sui fatti e le analisi, elogiando il lavoro della sua amministrazione in questo senso e auspicando che la prossima si muova in modo simile. In particolare Obama ha parlato dell’importanza che avrà per il prossimo presidente la scelta dei suoi consiglieri più stretti, del suo Chief of Staff e del suo consigliere sulla sicurezza nazionale.

Obama ha detto di non pensare che Trump sia una persona «ideologica», e che il suo pragmatismo e il fatto che non abbia già preso decisioni su nuove leggi o riforme lo aiuterà ad analizzare con più calma la situazione prima di agire. Obama ha comunque detto di avere qualche preoccupazione per la nuova amministrazione, perché «il governo federale e la nostra democrazia non sono un motoscafo, ma un transatlantico. Ci è voluto molto duro lavoro, anche nei nostri primi due anni, gli ho consigliato di esaminare a fondo ogni questione prima di prendere una qualsiasi decisione».

Obama in particolare ha parlato delle sue preoccupazioni sul futuro della riforma sanitaria, spiegando che smantellarla significherebbe fare notevoli passi indietro rispetto ai risultati raggiunti. Sulle prime discusse nomine di Trump Obama ha deciso di non esprimere giudizi – «perché il popolo ha parlato e Trump sarà il prossimo presidente» – mentre sulla sua inesperienza Obama ha detto che spera che riuscirà a mettere al servizio del paese le qualità che gli hanno permesso di vincere delle elezioni che sembravano perse e che Trump dovrà fare i conti piuttosto in fretta con le sue posizioni «che non si conciliano con la realtà».

Diverse domande dei giornalisti, infine, sono state sul futuro del Partito Democratico, uscito malconcio dalle elezioni perse e che in questo momento appare disorientato, senza una guida forte e che si trova in minoranza sia alla Camera che al Senato. Obama ha detto che riconosce quanto possa essere difficile superare una sconfitta, in particolare una sconfitta non attesa, ma che questo processo potrà portare dei benefici al partito, che avrà un’occasione di riorganizzarsi in tutto il paese. In particolare, Obama ha parlato della necessità di «essere presenti ovunque» e di non tralasciare nessuna parte del paese, perché «anche se sono convinto che noi abbiamo idee migliori, sono anche convinto che quelle idee non importano se le persone non le ascoltano».