Sou Fujimoto Architects, House NA, Tokyo, Giappone, 2011, (Photo by Iwan Baan)
  • Cultura
  • venerdì 11 Novembre 2016

Come sono fatte le case giapponesi

Una mostra di architettura al MAXXI di Roma lo spiega con disegni, fotografie, modellini e opere d'arte

Sou Fujimoto Architects, House NA, Tokyo, Giappone, 2011, (Photo by Iwan Baan)

Fino al 26 febbraio il museo MAXXI di Roma ospita la mostra The Japanese House. Architettura e vita dal 1945 a oggi dedicata a progetti di case giapponesi. La mostra raccoglie i progetti e le fotografie degli edifici disegnati da più di 50 architetti, tra cui Kenzo Tange (vincitore del premio Pritzker nel 1987), Toyo Ito, Kazuyo Sejima e Shigeru Ban (premio Pritzker 2014), molto conosciuti nel mondo dell’architettura, e i loro maestri Shirai, Shinohara e Sakamoto, meno noti nei paesi occidentali. Sono esposti anche video, interviste, spezzoni di film, manga, opere di artisti e riproduzioni in scala reale di parti e sezioni di edifici. È divisa in tre sezioni tematiche, una sulla convivenza, una sulla continuità della cultura giapponese – sia tra l’esterno e l’interno delle case, sia tra l’ambiente naturale e le strutture costruite dalle persone – e una su come è concepito lo spazio domestico in Giappone, anche nei fumetti e nel cinema.

The Japanese House è la prima mostra italiana che racconta l’architettura delle case giapponesi. È organizzata in collaborazione con il Barbican Centre di Londra (dove sarà ospitata dal 23 marzo al 25 giugno), il Museo nazionale di arte moderna di Tokyo (dove sarà in estate) e la Japan Foundation.