Le forse speciali irachene vicino a Bazwaya, a est di Mosul (BULENT KILIC/AFP/Getty Images)
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  • martedì 1 Novembre 2016

L’esercito iracheno è entrato a Mosul

Per la prima volta dall'inizio dell'attacco, due settimane fa: ma l'ISIS sta resistendo molto, dicono i giornalisti sul posto

Le forse speciali irachene vicino a Bazwaya, a est di Mosul (BULENT KILIC/AFP/Getty Images)

Le forze speciali irachene sono entrate a Mosul per la prima volta da quando è cominciata l’offensiva per riconquistare la città sotto il controllo dello Stato Islamico, due settimane fa. Martedì mattina Haider Fadhil, brigadier generale iracheno delle forze speciali, ha detto che i suoi soldati hanno cominciato un attacco nella periferia orientale di Mosul; la notizia è stata confermata anche da Ian Pannell, corrispondente di BBC che sta seguendo le operazioni militari con le forze speciali. Dalla testimonianza di Pannell, sembra che lo Stato Islamico stia opponendo una significativa resistenza alle forze della coalizione, la cui azione è appoggiata dagli attacchi aerei statunitensi. Pannell ha raccontato che lo Stato Islamico ha usato contro il suo contingente granate e armi da fuoco. Martedì le forze speciali hanno anche preso il controllo dell’edificio della televisione a Kukjali, nella periferia est di Mosul.

Le forze irachene sono entrate da est, dove si stanno concentrando i maggiori sforzi della coalizione. I territori che nella mappa qui sotto sono segnati in giallo sono per lo più controllati dai peshmerga curdi, che sono stati i primi a muoversi e che ora garantiscono alle forze irachene di avanzare in sicurezza verso il centro di Mosul. Le operazioni militari stanno proseguendo anche a sud della città, dove l’esercito iracheno e le milizie sciite stanno cercando di riconquistare alcune delle cittadine che erano finite sotto il controllo dello Stato Islamico.

mosulUna mappa continuamente aggiornata sulla battaglia di Mosul (qui). Lo Stato Islamico è in grigio e i curdi sono in giallo. I simboli col kalashnikov indicano le zone dove si sta combattendo (Liveuamap.com)

Allo stesso tempo, scrive il New York Times, lo Stato Islamico ha preso migliaia di civili e li ha portati a Mosul con l’intenzione di usarli come scudi umani. È una tattica che ha soprattutto l’obiettivo di disincentivare gli attacchi aerei della coalizione e che gli stessi miliziani dello Stato Islamico hanno già usato in altre battaglie.

Le forze della coalizione che sono impegnate nell’offensiva contro lo Stato Islamico a Mosul sono circa 50mila, tra forze speciali e soldati iracheni, peshmerga curdi, milizie sunnite e sciite. Le operazioni militari sono appoggiate dagli attacchi aerei statunitensi, e gli Stati Uniti stanno anche impiegando diverse forze speciali con compiti soprattutto di addestramento. Non è chiaro quanti miliziani dello Stato Islamico siano ancora presenti a Mosul: si parla di un numero compreso tra i 3 e i 5mila, a fronte di 1,5 milioni di civili. Fino a lunedì le persone che hanno dovuto lasciare le loro case a causa dell’offensiva sono state quasi 18mila, ma già da martedì mattina il numero è ricominciato a crescere: molte famiglie – non si sa esattamente quante – stanno lasciando Gogiali, il quartiere orientale di Mosul già riconquistato dalle forze speciali.