È stata istituita la più grande riserva naturale al mondo

È un parco marino e si trova nel Mare di Ross, in Antartide: sarà zona protetta fino al 2052, poi bisognerà decidere cosa farne

Barche sulla spiaggia di Bahia Almirantazgo, in Antartide, il 27 gennaio 2015 (AP Photo/Natacha Pisarenko)

È stato raggiunto un accordo internazionale per la creazione del parco naturale più grande del mondo: una riserva marina nel Mare di Ross, in Antartide, cioè la zona da cui se si prosegue verso nord si arriva in Nuova Zelanda. L’area protetta sarà grande 1,55 milioni di chilometri quadrati e in 1,1 milioni di questi, una superficie grande quanto la Francia e la Spagna messe insieme, sarà proibita qualsiasi forma di pesca. L’accordo è stato firmato a Hobart, in Australia, alla fine dell’incontro annuale della Commissione per la protezione delle risorse marine viventi in Antartide (CCAMLR), che esiste dal 1982. L’accordo è stato raggiunto il 28 ottobre dopo cinque anni di trattative fra i 24 paesi della Commissione e l’Unione Europea. La riserva sarà attiva per 35 anni, a partire da dicembre 2017: nel 2052 si dovrà decidere se prolungare le misure di protezione oppure sospenderle. La riserva sarà anche la prima zona protetta in acque internazionali.

La creazione della zona protetta nel Mare di Ross era stata proposta dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda e finora era stata ostacolata dalla Cina e dalla Russia, che praticano la pesca in quella zona. Le regole di protezione non prevedono però una diminuzione della quantità totale di pesce che può essere pescato nel Mare di Ross, ma vieteranno di pescare nelle zone più vicine alle coste dell’Antartide, cioè quelle più importanti per la sopravvivenza dell’ecosistema, dove si trovano i pesci più giovani. Grazie alle restrizioni le navi russe non potranno pescare gli esemplari più giovani di Dissostichus mawsoni (detto merluzzo dell’Antartico), una specie di pesce che si trova nelle acque oltre il Circolo polare antartico, e così non provocheranno un’eccessiva diminuzione della popolazione; inoltre non priveranno di cibo le orche, che si nutrono appunto di merluzzo dell’Antartico.

Secondo fonti del Guardian si era parlato di fissare la durata delle protezioni nella riserva per 50 anni, ma la Russia si è opposta. Secondo BBC, la Cina aveva proposto invece di fissare il limite a 20 anni. Evan Bloom del dipartimento di Stato americano ha detto al Guardian che sia gli Stati Uniti che altri paesi avrebbero voluto che l’area protetta fosse permanente, come richiesto dalla definizione di area marina protetta della World Conservation Union – una nota ONG ambientalista – ma non è stato possibile convincere i paesi contrari.

mappa_parco_antartide(WWF)

L’accordo firmato a Hobart prevede che 322mila chilometri quadrati della riserva possano comunque essere usati per fare ricerca sui krill, piccoli crostacei di diverse specie che compongono lo zooplancton: in questa parte dell’area protetta si potranno catturare krill, ma non merluzzi dell’Antartico. È poi prevista anche una zona di ricerca speciale di 110mila chilometri quadrati in cui si potranno catturare anche merluzzi dell’Antartico, ma solo per scopi di ricerca.

Secondo le stime degli scienziati, l’Oceano Glaciale Antartico produce circa tre quarti delle sostanze nutritive che permettono la vita nel resto degli oceani. La regione è anche l’habitat della maggior parte delle balene e dei pinguini presenti al mondo. Il Mare di Ross, che prende il nome dall’esploratore britannico James Clark Ross che lo scoprì 175 anni fa, è una profonda baia che secondo molti ricercatori è l’ultimo ecosistema marino intatto sulla Terra. Ma la baia è anche una zona molto adatta per studiare il cambiamento climatico e per fare ricerche sulla biologia dell’Antartide. Nel Mare di Ross, che corrisponde al 2 per cento dell’Oceano Glaciale Antartico, vivono il 38 per cento dei pinguini di Adelia, il 30 per cento delle procellarie antartiche e circa il 6 per cento delle balenottere minori dell’Antartico.

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