(AP Photo/Mauro Pimentel)
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  • domenica 23 Ottobre 2016

Alex Zanardi ha cinquant’anni

Storia e foto del più famoso atleta paralimpico italiano, anche se definirlo atleta paralimpico è riduttivo

(AP Photo/Mauro Pimentel)

Lo scorso 17 settembre la staffetta italiana della handbike ha vinto la medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro dopo aver terminato la gara davanti alla squadra statunitense e a quella belga. La staffetta italiana che ha gareggiato era composta da Vittorio Podestà, Luca Mazzone e Alex Zanardi: Zanardi era il più “anziano” dei tre e nei giorni precedenti aveva già vinto una medaglia d’oro nella cronometro della categoria H5 e una di argento nella prova in linea. Da quando gareggia nella handbike, Zanardi, ex pilota di Formula 1 che nel 2001 perse entrambe le gambe in un incidente durante una gara di Formula Cart, ha vinto otto medaglie d’oro nei campionati mondiali e alle ultime Paralimpiadi di Londra vinse due ori e un argento. Oltre alla handbike, Zanardi partecipa a un sacco di attività sportive e non, ed è uno degli atleti italiani più noti e influenti in circolazione, per via della sua lunga storia, dei suoi numerosi successi e di come li ha raggiunti.

Zanardi è nato a Bologna il 23 ottobre di cinquant’anni fa e cominciò a correre sui kart a 13 anni. Proseguì la sua carriera passando alla Formula 3, e vincendo un campionato nel 1990, arrivando poi alla Formula 3000. Dalla fine del 1991 Zanardi cominciò a correre in Formula 1, prima con il team Jordan, poi con la Lotus. Nel 1993 ebbe un brutto incidente durante il Gran Premio del Belgio, ma già un anno dopo ritornò a correre. Quando però alla fine di quell’anno la Lotus fallì, Zanardi lasciò temporaneamente la Formula 1. Venne assunto come pilota di Formula Cart, arrivò secondo al suo primo campionato e vinse le due stagioni successive: nel 1997 e nel 1998. Grazie al suo ottimo inglese e al suo carattere simpatico e modesto, diventò presto un pilota molto conosciuto nel circuito sportivo statunitense.

Nel 1998 Zanardi ritornò alla Formula 1, ma non ottenne grandi risultati. Fece un incidente sulla pista di Imola e chiuse la stagione del 1999 con zero punti. Lasciò di nuovo la Formula 1 e tornò alla Formula Cart. Il 15 settembre 2001 a Lausitz, in Germania, stava disputando una delle sue migliori gare di sempre: dopo una partenza in fondo alla pit lane era riuscito a recuperare una posizione dopo l’altra e a piazzarsi in testa alla gara. Dopo un pit stop, probabilmente troppo posticipato, stava rientrando in pista cercando di non perdere posizioni ma a causa di un colpo sbagliato di acceleratore si ritrovò di traverso in mezzo alla pista. Un primo pilota riuscì ad evitarlo per poco, ma un altro pilota, il canadese Alex Tagliani, riuscì a vedere l’auto di Zanardi soltanto all’ultimo minuto, la colpì di fianco e le tagliò via il muso.

Zanardi perse immediatamente entrambe le gambe e in pochi minuti quasi tre quarti di tutto il suo sangue. Dopo un primo soccorso in pista, in ospedale i medici lo operarono per tre ore nel tentativo di chiudere le ferite, e alla fine riuscirono a salvargli la vita. Zanardi rimase incosciente per oltre una settimana ma riuscì ristabilirsi e appena due anni dopo l’incidente corse dei giri di prova in un circuito con un’auto Gran Turismo.

Nel 2007 partecipò alla maratona di New York a bordo di una handbike: vinse la gara e stabilì il record della manifestazione. Da allora partecipa regolarmente a tutte le principali competizioni nazionali e internazionali. Zanardi ha sempre detto che per lui lo sport è tutto e che non potrebbe mai restare con le mani in mano. Allo stesso tempo, è anche consapevole di essere diventato da qualche anno un personaggio molto popolare – anche per via della conduzione del programma televisivo Sfide – e di essere per molti una fonte di ispirazione.