(Dan Kitwood/Getty Images)
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  • giovedì 6 Ottobre 2016

La nuova Guardia costiera europea

Da oggi è operativa l'agenzia che dovrà sostituire Frontex: avrà più soldi e staff a disposizione per occuparsi dei migranti

(Dan Kitwood/Getty Images)

Da oggi sarà operativa la Guardia costiera e di frontiera europea, l’agenzia dell’Unione Europea che dovrebbe sostituire Frontex, l’agenzia che si occupa di sorvegliare i confini dell’Unione. La nuova Guardia costiera sarà inaugurata oggi con una cerimonia al confine fra Bulgaria e Turchia.

Frontex è attiva dal 2005 e ha il compito di coordinare gli sforzi per la sorveglianza dei confini e per l’accoglienza dei richiedenti asilo, ma negli ultimi anni il suo lavoro è stato giudicato largamente insufficiente. Uno dei problemi principali di Frontex è che non disponeva di guardie di frontiera che lavoravano solo per l’agenzia, ma di agenti “in prestito” dalle singole agenzie nazionali. Questo problema sarà parzialmente superato: la Guardia costiera e di frontiera europea, secondo stime della Commissione Europea, disporrà di almeno 1.500 collaboratori fissi. E non è l’unica cosa che cambierà, rispetto a Frontex.

Lo staff di dipendenti che lavorano per l’agenzia, attualmente circa 300 persone, verrà raddoppiato. Per la prima volta, inoltre, l’agenzia sarà in grado di comprare il proprio equipaggiamento, anziché fare affidamento a prestiti dei singoli stati (Ryan Heath, rispettato giornalista dell’edizione europea di Politico, sostiene che l’agenzia avrà anche un budget maggiore rispetto a Frontex). Fra i nuovi compiti della Guardia costiera e di frontiera europea ci saranno anche compiere un rapporto annuale sulla vulnerabilità dei singoli paesi, e avere un coinvolgimento maggiore sulle operazioni di sicurezza e di rimpatrio dei migranti irregolari.

La Guardia costiera e di frontiera europea entrerà pienamente in funzione solamente nei prossimi mesi: entro il 6 dicembre diventeranno ufficialmente operativi i reparti che si renderanno disponibili in situazioni di emergenza, mentre i primi rapporti sulla vulnerabilità dei singoli stati verranno compilati all’inizio del 2017.

roadmap (Commissione Europea)