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  • domenica 18 settembre 2016

Il litigio fra Russia e Stati Uniti sulla Siria

Un bombardamento americano ha ucciso decine di soldati di Assad: per gli Stati Uniti è stato un errore, la Russia li ha accusati di voler aiutare l'ISIS e far saltare la tregua

(Kyodo via AP Images)

Aggiornamento – Gli Stati Uniti hanno detto di avere avvisato la Russia prima di cominciare i bombardamenti che sabato hanno colpito per errore decine di soldati dell’esercito siriano fedele al presidente Bashar al Assad. Gli americani hanno detto di avere contattato i russi attraverso i canali di comunicazione usati sempre finora, e aperti per evitare incidenti durante le operazioni militari in Siria dei due paesi: i russi non avrebbero però risposto e avrebbero contattato le loro controparti solo ad attacco iniziato. A quel punto gli Stati Uniti avrebbero sospeso immediatamente i bombardamenti. Dopo l’attacco, la Russia ha accusato gli Stati Uniti di voler aiutare lo Stato Islamico – i soldati di Assad si trovavano nella regione di Deir Ezzor, quella colpita dai bombardamenti, per riprendersi la zona dallo Stato Islamico –, un’accusa che non ha fondamenti. L’incidente ha comunque reso ancora più precaria la tregua raggiunta una settimana fa da Stati Uniti e Russia: già nei giorni scorsi c’erano state significative violazioni del cessate il fuoco tra le parti.

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Sabato 17, un portavoce del governo americano ha annunciato che gli aerei che fanno parte della coalizione che combatte contro l’ISIS in Siria e Iraq hanno attaccato per errore un gruppo di militari dell’esercito siriano. Secondo il governo russo, 62 soldati siriani sono stati uccisi nell’attacco, avvenuto nella provincia orientale di Deir Ezzor. Il portavoce del governo americano ha aggiunto che l’amministrazione Obama è dispiaciuta per la perdita non intenzionale di vite umane. Il governo siriano ha detto che l’attacco è stato fatto di proposito, mentre il ministero degli esteri russo ha detto che la causa dell’attacco è l’assenza di coordinazione tra i due paesi, aggiungendo che l’attacco rischia di compromettere l’accordo per il cessate il fuoco sottoscritto una settimana fa.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha detto all’agenzia stampa statale Tass che «dopo l’attacco di oggi all’esercito siriano, siamo arrivati alla tremenda conclusione che la Casa Bianca sta difendendo lo Stato Islamico». L’ambasciatore russo all’ONU Vitaly Churkin ha definito l’attacco americano «francamente sospetto», e ha spiegato che ha generato «un grosso punto interrogativo» sul futuro dell’accordo fra Russia e Stati Uniti. Dopo il bombardamento, la Russia ha convocato una riunione del consiglio di sicurezza dell’ONU, decisione che gli Stati Uniti hanno definito «cinica e ipocrita». Samantha Power, ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU, ha fatto notare che la Russia non ha mai dimostrato lo stesso risentimento verso le stragi compiute dal governo di Assad sui civili siriani.

In Siria al momento è in corso un cessate il fuoco sottoscritto una settimana fa a Ginevra tra i ministri degli Esteri di Russia e Stati Uniti, a cui successivamente ha aderito anche il governo siriano. L’accordo prevede la cessione di tutte le ostilità, tranne gli attacchi contro lo Stato Islamico e Jabhat Fateh al-Sham (il nuovo nome del Fronte al Nusra, il gruppo che rappresentava al Qaida in Siria). L’attacco americano era inizialmente diretto contro le milizie dello Stato Islamico che da più di un anno assediano Deir Ezzor.

Secondo i termini dell’accordo, se il cessate il fuoco dovesse durare almeno una settimana, Stati Uniti e Russia inizieranno a coordinare i loro attacchi aerei contro i gruppi estremisti. Il termine di una settimana scadrà domani, lunedì 19 settembre. Già nelle ore prima dell’attacco, il governo russo aveva detto che il cessate il fuoco era in bilico a causa delle continue violazioni da parte dell’opposizione al regime siriano. Secondo il generale Vladimir Savchenko, soltanto nelle ultime 24 ore 12 civili sono stati uccisi nel corso di 55 attacchi da parte dell’opposizione.

Secondo James Longman, corrispondente di BBC da Beirut, uno dei problemi dell’accordo è che molti membri dell’opposizione non sembrano disposti a tagliare i loro legami con Jabhat Fateh al-Sham, uno dei gruppi indicati come “estremisti” dai termini dell’accordo, ma allo stesso tempo uno degli alleati più importanti per i ribelli moderati, che in diverse aree della Siria combattono al suo fianco. Per questa ragione, l’opposizione non ha ancora formalmente accettato l’accordo. Ad aumentare la sfiducia reciproca, in diverse aree il governo siriano non ha ancora concesso il via libera agli aiuti umanitari, particolarmente importanti nelle numerose città che sono da mesi sotto assedio. I leader dell’opposizione dovrebbero riunirsi in questi giorni per decidere la loro posizione nei confronti del cessate il fuoco.

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