(Alberto Lingria/Xinhua via ZUMA Wire)
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  • lunedì 12 Settembre 2016

Quattro cose (più una) sulla terza giornata di Serie A

La nuova Inter è come quella dell'anno scorso? Totti deve giocare di più? E come si chiama, davvero, Joe Hart?

(Alberto Lingria/Xinhua via ZUMA Wire)

Nella terza giornata di Serie A sono successe diverse cose, mentre altre devono ancora succedere: Genoa-Fiorentina è stata infatti rimandata per pioggia, e Empoli-Crotone si giocherà questa sera alle 20.45. Nelle gare giocate ieri, l’Inter ha ottenuto la sua prima vittoria dell’anno, ma in una partita un po’ strana e solo grazie a due gol di Icardi nel finale di partita; la Roma si è aggrappata a Francesco Totti, 39 anni quasi 40, per rimontare lo svantaggio contro la Sampdoria (altra partita che ha rischiato di essere rinviata per pioggia) e il Milan ha mostrato qualche problema di gioco contro l’Udinese, perdendo 1-0 in casa. Intanto c’è stato il debutto in Serie A di Joe (o John?) Hart, il portiere della nazionale inglese arrivato poche settimane fa al Torino. È andata così-così, e non solo per le discussioni su come si scriva il suo nome.

È come l’Inter di Mancini?
L’Inter di Frank de Boer, dopo una sconfitta e un pareggio, ha ottenuto la sua prima vittoria in campionato battendo il Pescara 2-1 in trasferta grazie a due gol di Icardi nel finale che hanno rimontato quello segnato da Bahebeck. L’Inter ha dominato la partita, creando diverse occasioni per segnare anche nel primo tempo, senza riuscire a concretizzarle: ma ha subito molto i contropiede del Pescara e non è mai davvero riuscita a mostrare un gioco di alto livello. Il centrocampo, formato da Banega, Joao Mario (al debutto) e Medel, ha mostrato problemi simili a quello di due settimane fa, quando c’era Kondogbia al posto di Joao Mario e Banega aveva giocato da regista basso, davanti alla difesa: da fuori si avverte una costante sensazione di disordine e precarietà del gioco. È come l’Inter di Mancini? Tanti giocatori forti e poca organizzazione? A de Boer serviranno ancora diverse settimane di lavoro per riuscire a cambiare davvero la squadra (si è lamentato di non aver ancora fatto un allenamento con tutta la squadra), però qualche cosa buona e incoraggiante già si è vista – le tante occasioni, per esempio – e ora i tifosi dell’Inter devono forse solo sperare di non uscire troppo malconci dalla partita di domenica prossima contro la Juventus.

E poi arriva Totti
Uno dei problemi che ebbe l’ottima Roma di Spalletti negli ultimi mesi dello scorso campionato era stato Totti: vi ricordate l’intervista in cui si lamentava di non giocare abbastanza e l’atmosfera da crisi-di-stato dei giorni successivi? Poi tutto si era risolto, perché Totti è Totti e la Roma è la Roma. Però: due giornate del nuovo campionato, Totti che non gioca, la squadra che ha qualche problema e si torna di nuovo lì. Dovrebbe giocare di più? Anche a 39 anni? Ieri è entrato nel secondo tempo di Roma-Sampdoria, con i suoi sotto di un gol e in grossa difficoltà di gioco nonostante il buon inizio con gol di Salah. Ha fatto un bellissimo assist per Dzeko e ha segnato il rigore fischiato all’ultimo minuto per fallo proprio su Dzeko. Ha cambiato la partita, come si dice.

– E quindi deve giocare di più?
– Ma ha 39 anni!
– Però guarda cosa fa, quando gioca.
– Ok, ma quante partite regge?

Si chiama John
Joe Hart, portiere della nazionale inglese, è stato l’acquisto a sorpresa del Torino: arrivato dopo essere di fatto stato scartato dal Manchester City dopo sei stagioni da titolare. Ieri ha fatto il suo debutto in campionato contro l’Atalanta facendo vedere cose ottime (una doppia parata di altissimo livello) ma commettendo poi un errore piuttosto grave che ha permesso all’Atalanta di pareggiare (e poi vincere 2-1).

P.S.: il suo nome completo è Charles Joseph John Hart, e quindi il Torino non ha fatto nessuna terribile gaffe.

https://twitter.com/SerieAchannel/status/774972099152715776

Servono i milioni di euro?
Dopo un buon inizio di campionato con la vittoria 3-2 contro il Torino e la sconfitta contro il forte Napoli in cui aveva comunque mostrato di poter fare cose buone, ieri il Milan ha perso 1-0 in casa contro l’Udinese giocando una partita mediocre, di quelle che si sperava non facesse più con il cambio di allenatore.

Il Milan non meritava di perdere (ha avuto anche una chiarissima occasione per andare in vantaggio), ma probabilmente neanche di vincere: forse hanno pesato le assenze di Kucka e Niang, ma come ha scritto la Gazzetta dello Sport: “se paghi così tanto l’assenza di un giocatore di 21 anni che non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità, che comunque è discontinuo e che non è tecnicamente così eccezionale, significa che la rosa ha molti limiti”. Se il problema è davvero questo, allora, saranno decisivi gli investimenti promessi dalla quasi-nuova-proprietà della società, la cordata di imprenditori cinesi che dovrebbe rilevare il Milan da Berlusconi nel corso dei prossimi mesi.

Bonus: Balotelli
Ok, ok, non è Serie A, però per Balotelli – chi lo ama perché lo ama, chi non lo sopporta perché non lo sopporta – si può fare eccezione. Ieri ha debuttato con la sua nuova squadra, il Nizza, nel campionato francese: ha segnato due gol contro l’Olympique Marsiglia e ha permesso ai suoi di vincere 3-2. Bentornato, forse.

Poi gli hanno fatto una delle migliori interviste post-partita di sempre.