Un uomo tiene in mano una bandiera brasiliana durante la manifestazione di protesta contro l'impeachment di Dilma Rousseff a San Paolo, 4 settembre 2016 (Cris Faga via ZUMA Wire)
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  • lunedì 5 settembre 2016

In Brasile continuano le proteste

Ieri migliaia di persone sono tornate a manifestare a San Paolo contro il governo e a favore di Dilma Rousseff: ci sono stati scontri con la polizia e feriti

Un uomo tiene in mano una bandiera brasiliana durante la manifestazione di protesta contro l'impeachment di Dilma Rousseff a San Paolo, 4 settembre 2016 (Cris Faga via ZUMA Wire)

Ieri è stato il settimo giorno consecutivo di proteste in Brasile contro la ratificazione dell’impeachment a Dilma Rousseff, che è decaduta ufficialmente da presidente brasiliana il 31 agosto. La principale manifestazione di protesta si è tenuta San Paolo: un corteo di persone ha percorso alcune vie della città mostrando cartelli contro Michel Temer, il nuovo presidente sostenuto da una coalizione di centrodestra, e a sostegno di Rousseff. Gli organizzatori hanno detto che al corteo erano presenti 50mila persone. Una manifestazione simile è stata organizzata a Rio de Janeiro. Come in altre manifestazioni organizzate la scorsa settimana, anche ieri la polizia si è scontrata coi manifestanti di San Paolo: ci sono stati diversi feriti, tra cui un giornalista di BBC.

La manifestazione è stata comunque definita pacifica anche dalla stessa polizia di San Paolo, che ha detto di essere stata costretta a intervenire perché verso la fine del corteo aveva notato episodi di vandalismo. Associated Press ha scritto che per disperdere i manifestanti la polizia ha usato gas lacrimogeno e granate stordenti. Felipe Souza, un giornalista di BBC che stava seguendo la manifestazione, ha raccontato di essere stato picchiato con il manganello da alcuni poliziotti mentre si era fatto da parte per lasciare passare alcuni manifestanti. Se la versione di Souza fosse confermata – le autorità di San Paolo hanno detto che apriranno un’inchiesta – non sarebbe la prima volta che la polizia brasiliana finisce nei guai per l’uso indiscriminato della violenza: nei giorni scorsi è circolato molto online il video di un uomo che indossava un completo elegante picchiato da alcuni poliziotti in seguito a una discussione. Il 31 agosto una studentessa di 19 anni ha perso la vista dall’occhio sinistro dopo essere stata ferita da un dispositivo esplosivo lanciato dalla polizia.

Temer, parlando dalla Cina dove sta partecipando al G20, ha sostenuto che alle manifestazioni partecipano solo «piccoli gruppi»: «non ho dei dati precisi, ma sono in 40, 50, 100. Niente di più. Su 204 milioni di brasiliani, non credo che significhi molto».

Il Brasile non è nuovo a partecipate proteste di piazza: nel 2015 erano state organizzate diverse manifestazioni proprio contro la corruzione del governo Rousseff, mentre negli anni precedenti c’erano state molte proteste per l’organizzazione dei Mondiali di calcio, che poi si sono tenuti regolarmente in Brasile nell’estate del 2014.

Lo scorso 31 agosto il Senato brasiliano ha ratificato l’impeachment di Dilma Rousseff con 61 voti a favore e 20 contro, al termine di un lungo procedimento iniziato nel dicembre del 2015. Rousseff è accusata di aver “truccato” il bilancio dello stato del 2014 per nascondere la reale cattiva condizione economica del paese. In questi mesi ha sempre negato ogni accusa. Rousseff è stata sostituita da Michel Temer, che guidava già il governo ad interim e che resterà in carica per i restanti due anni e mezzo del mandato di Rousseff, o fino alle prossime eventuali elezioni anticipate. Temer ha giurato come nuovo presidente poco dopo il voto del Senato, promettendo nel suo primo discorso pubblico da presidente di unire il paese e salvare l’economia.

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