Una donna si nasconde durante gli scontri di mercoledì a Libreville (MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 1 settembre 2016

In Gabon sta succedendo un casino

Il presidente uscente, della famiglia che ha governato il paese per 50 anni, è stato accusato di brogli alle elezioni di sabato: ci sono stati scontri e sono morte almeno due persone

Una donna si nasconde durante gli scontri di mercoledì a Libreville (MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)

Mercoledì 31 agosto il presidente uscente del Gabon, Ali Bongo, è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali di sabato scorso: ha ottenuto con il 49,8 per cento dei voti contro il 48,2 per cento del suo rivale Jean Ping, una differenza di 5.594 voti. Ali Bongo è figlio di Omar Bongo, presidente del Gabon dal 1967 al 2009, e la sua famiglia ha un controllo piuttosto stretto sul paese: il fatto che il margine di vittoria sia stato così piccolo e che in una regione del paese ci sia stata un’affluenza del 99,93 per cento, con il 95 per cento dei voti per Bongo, ha portato ad accuse di brogli, proteste e scontri dei manifestanti con esercito e polizia. Stanotte una parte del Parlamento è stata incendiata e l’esercito ha attaccato il quartier generale del principale partito di opposizione: Jean Ping ha detto che negli scontri sono morte 2 persone.

Gli scontri sono iniziati poco dopo l’annuncio del risultato delle elezioni da parte della commissione elettorale (Cenap), che lo aveva rimandato per giorni aumentando i sospetti nell’opposizione che ci fossero state irregolarità con il voto, considerato che in tutto c’erano da contare poco più di 600.000 voti su una popolazione di circa 1 milione e mezzo di persone. L’annuncio finale della Cenap era atteso per martedì pomeriggio alle 5 e, racconta il Guardian, migliaia di persone lo hanno aspettato davanti alla televisione. Invece del risultato delle elezioni, però, la televisione aveva continuato per tutto il giorno a trasmettere repliche di Hannah Montana, la serie televisiva americana con Miley Cyrus.

Già dalla mattina di mercoledì diverse persone a Libreville avevano cominciato ad accumulare acqua e cibo in previsione di possibili scontri, dopo che dal giorno prima il governo aveva cominciato a schierare per le strade della capitale Libreville uomini e mezzi della guardia nazionale. Dopo l’annuncio dei risultati del voto le forze di sicurezza hanno sparato contro i manifestanti granate stordenti, gas lacrimogeno e secondo l’opposizione anche colpi di arma da fuoco. Il governo ha invece accusato l’opposizione di aver creato queste voci per destabilizzare il paese.

Jean Ping, un diplomatico che dal 2008 al 2012 è stato presidente della Commissione dell’Unione Africana, ha accusato di brogli e irregolarità il governo, chiedendo l’aiuto di una forza internazionale per proteggere la popolazione. Ping ha detto che intorno all’una di notte la guardia nazionale ha attaccato il quartier generale del suo partito con gli elicotteri e da terra uccidendo almeno 2 persone e ferendone molte altre. Il governo ha fatto invece sapere che stava cercando i “criminali” che durante gli scontri con la polizia a Libreville poche ore prima avevano attaccato il Parlamento, incendiandone uno degli edifici. Ping ha chiesto che il governo rendesse pubblici i dati dei voti nelle diverse regioni del paese, compresa quella di Haut Ogooué, dove è stata registrata un’affluenza del 99 per cento – contro la media del 59 per cento nel resto del paese – con una vittoria schiacciante per Bongo.

Scontri_gabon(Ali Bongo prima di un dibattito televisivo il 24 agosto – MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)

Scontri_gabon(Jean Ping il 28 agosto nel quartier generale del suo partito a Libreville – MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)

Ping ha detto che «i cittadini del Gabon hanno pacificamente e rispettosamente esercitato il loro diritto a decidere liberamente ed equamente il presidente del paese. Il presidente in carica Ali Bongo non ha gradito la loro scelta e ha sostituito la sua volontà alla loro. Bongo vuole che i gabonesi e tutto il mondo credano ai suoi risultati, dopo che ci sono voluti più di tre giorni per escogitarli. I gabonesi e tutto il mondo possono vedere chiaramente che c’è stata una frode e una manipolazione dietro a un’affluenza del 99,9 per cento in una zona dove ha vinto – sempre con un improbabile 95 per cento dei voti – e dove sembrano aver votato anche persone che non esistono o che sono morte».

François Conradie, un analista di Oxford Economics, ha spiegato al Guardian di ritenere plausibile – in base alle informazioni raccolte nel paese – che Ping abbia ottenuto più voti alle elezioni di sabato e quasi tutto sembra giocarsi intorno al voto nella provincia di Haut Ogooué, per cui Ping ha chiesto il riconteggio. Nella notte, ha notato sempre il Guardian, ci sono state più di 100 modifiche della pagina di Wikipedia della Haut Ogooué: con la popolazione della regione che è passata più volte da 54.000 a 250.000. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno chiesto ufficialmente che vengano resi disponibili i dati sul voto di tutte le regioni del paese.

Ali Bongo, dopo l’annuncio delle commissione elettorale, ha parlato sorridente della “difficile battaglia elettorale”, deprecando i toni molto duri della campagna elettorale e i tentativi di destabilizzare il paese. Bongo è stato eletto per la prima volta nel 2009 dopo più di 40 anni di governo guidato da suo padre Omar Bongo, che fino al 1991 aveva governato in un sistema monopartitico arrivando a vincere le elezioni del 1990 con il 100 per cento dei voti in suo favore. Ali Bongo, noto come Bongo Junior, ha provato nei primi 7 anni da presidente a distanziare la sua immagine da quella di suo padre, noto per aver guidato un governo con altissimi tassi di corruzione e aver sperperato le enormi risorse naturali del paese, ma la riorganizzazione del governo e le misure di austerità politica che ha approvato negli ultimi anni non sembrano aver avuto effetti notevoli sul paese. La grandissima parte delle risorse economiche del paese dipendono dalla vendita del petrolio, e il crollo dei prezzi degli ultimi anni ha causato problemi simili a quelli che ha avuto il Venezuela: l’economia del paese è quasi inesistente e l’80 per cento dei prodotti alimentari consumati in Gabon vengono importati dall’estero.

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