( FRANCOIS-XAVIER MARIT/AFP/Getty Images)
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  • sabato 13 Agosto 2016

Da dove arriva lo stile a farfalla

Cioè quello in cui Michael Phelps ha vinto due delle sue ultime medaglie: fino agli anni Trenta non esisteva

( FRANCOIS-XAVIER MARIT/AFP/Getty Images)

Il 9 agosto il nuotatore statunitense Michael Phelps, l’atleta con più medaglie d’oro nella storia delle Olimpiadi, ha vinto la medaglia d’oro nei 200 metri farfalla, da sempre considerati la specialità in cui è più forte e di cui detiene il record del mondo dal 2001. I video in cui Phelps e gli altri atleti nuotano usando lo stile a farfalla sono piuttosto impressionanti per via dei movimenti di braccia e gambe: sono molto più ampi di quelli del crawl, cioè di quello che è comunemente chiamato “stile libero”. Lo stile a farfalla (anche noto come stile a delfino) è l’ultimo che viene insegnato ai corsi di nuoto perché è molto difficile impararne la tecnica; bisogna avere molta forza, sia nelle braccia che nelle gambe, e un buon senso del ritmo per coordinare i movimenti degli arti. A chi lo prova la prima volta sembra quasi di affogare. Il New Yorker ha ricostruito la storia dell’invenzione dello stile a farfalla, che più o meno risale agli anni Trenta, e ha spiegato come mai è stato ideato in questo modo.

Non esiste un unico inventore dello stile a farfalla: i movimenti delle braccia e quelli delle gambe furono inventati indipendentemente gli uni dagli altri e abbinati in un secondo momento. Di sicuro l’invenzione non avvenne prima degli anni Trenta, quando molti nuotatori erano impegnati a trovare una tecnica di nuoto che permettesse di raggiungere velocità maggiori rispetto a quelle rese possibili dallo stile a rana, muovendo le braccia fuori dall’acqua invece che sotto. Nello stesso periodo fu inventato anche il crawl, che poi si rivelò lo stile che consente di andare più veloci: per questa ragione è l’unico a essere usato nelle gare a stile libero, in cui teoricamente si potrebbe usare un qualsiasi stile, (da qui il nome “stile libero”).

L’organizzazione no profit di promozione dell’insegnamento del nuoto International Swimming Hall of Fame attribuisce l’invenzione del movimento delle braccia nella farfalla – composto di caricamento, spinta e richiamo – all’australiano Sydney Cavill, mentre secondo altri il primo a usarlo fu il tedesco Erich Rademacher o ancora l’americano Henry Myers. Nel 1927 Rademacher abbinò il nuovo movimento delle braccia a quello delle gambe che si usa nella rana, mentre Myers lo usò in una gara che si svolse a Brooklyn, negli Stati Uniti, nel 1933: i giudici di gara furono stupiti dalle sue bracciate, ma non lo squalificarono e Myers vinse. Il movimento delle braccia che si usa nella farfalla è più faticoso di quello della rana e richiede una coordinazione maggiore, ma consente di andare più veloci.

Il movimento delle gambe ha un’altra genesi. Negli stessi anni il fisico e appassionato di nuoto Volney Wilson studiava i movimenti che pesci e mammiferi acquatici fanno mentre nuotano osservando gli animali presenti all’Acquario Shedd di Chicago. Nell’estate del 1934 Wilson – che poi lavorò al Progetto Manhattan per la costruzione delle prime bombe atomiche – notò che mentre i pesci nuotavano muovendo la coda da un lato all’altro, i mammiferi come balene e delfini la muovevano dall’alto al basso. Così iniziò a nuotare con il movimento delle gambe noto appunto come “gambata a delfino”. A sua volta abbinò questo nuovo movimento alle bracciate tipiche della rana. Wilson provò a rendere popolare la sua invenzione facendo delle dimostrazioni ai raduni di nuoto, ma nel 1938 fu squalificato alle prove di qualificazione per le Olimpiadi del 1940 (che non si svolsero a causa della Seconda guerra mondiale) perché la sua tecnica fu considerata contraria alle regole.

Wilson non riuscì nel suo tentativo di diffondere l’uso della gambata a delfino e spesso la sua invenzione viene invece attribuita a David Armbruster, che insegnò nuoto all’Università dello Iowa dal 1917 al 1958. Secondo l’International Swimming Hall of Fame, Armbruster iniziò a usare il movimento nel 1911 dopo averne visto una dimostrazione da parte di George Corsan, l’uomo considerato responsabile della diffusione del nuoto negli Stati Uniti grazie al suo lavoro di istruttore per l’organizzazione Y.M.C.A..

Non si sa bene quando la gambata a delfino fu abbinata alle bracciate usate da Cavill, Rademacher e Myers. Secondo l’International Swimming Hall of Fame il merito per aver reso popolare il nuovo stile va al giapponese Jiro Nagasawa, che nel 1945 battè il record mondiale con la farfalla. Lo stile fu però riconosciuto ufficialmente col nome attuale dalla Federazione Internazionale di Nuoto nel 1954. È stato accettato come disciplina olimpica a parte nel 1956, per le Olimpiadi di Melbourne.