(ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)
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  • sabato 25 Giugno 2016

Com’è andato il giorno dopo “Brexit”

Molti leader europei hanno chiesto che il Regno Unito acceleri le procedure per uscire dalla UE, Merkel ha detto che non c'è fretta: e si parla di un nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia

(ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)

Da venerdì mattina, l’argomento più discusso sui giornali e sui siti di news è “Brexit”, cioè il nome con il quale è identificata la scelta di lasciare l’Unione Europea fatta dai cittadini britannici nel referendum di giovedì 23 giugno. L’opzione “Brexit” ha vinto con il 51,9 per cento dei voti, contro le previsioni e le aspettative della maggior parte degli osservatori. A partire da oggi, quindi, cominceranno le complicate procedure per formalizzare l’uscita del Regno Unito dalla UE. Portare a termine tutti passaggi richiederà diversi anni, secondo la maggior parte degli esperti. Dopo l’annuncio dei risultati del referendum, venerdì mattina, il primo ministro britannico David Cameron ha annunciato che si dimetterà entro ottobre, lasciando al suo successore il compito di gestire e trattare l’uscita dalla UE. Cameron aveva proposto il referendum per ottenere nuove concessioni da parte della UE. Dopo averle ottenute all’inizio del 2016, ha iniziato a fare campagna a favore dell’opzione “Remain”. Nel frattempo anche il leader del principale partito di opposizione, il laburista Jeremy Corbyn, è in difficoltà e diversi membri del suo partito ne hanno chiesto le dimissioni.

Diverse istituzioni e leader europei hanno commentato l’esito del referendum con espressioni di rammarico, e hanno invitato il Regno Unito ad affrettare le procedure di uscita dall’Unione per rendere questo momento di instabilità il più breve possibile. In controtendenza con gli altri leader, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha usato oggi toni più concilianti, dicendo che non bisogna affrettare le procedure e che le trattative non dovranno avere un intento punitivo. Intanto, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha detto che il suo governo farà di tutto per mantenere la Scozia all’interno dell’Unione Europea, ripetendo che se necessario arriverà a indire un nuovo referendum sull’indipendenza.

La notizia della vittoria di “Brexit” ha causato un crollo della sterlina sul dollaro, con perdite oltre il 10 per cento, le più alte degli ultimi 30 anni. Le principali borse europee hanno avuto perdite consistenti a causa delle incertezze sui mercati: Milano ha chiuso a -12,48 per cento, il suo peggior risultato degli ultimi decenni. La seduta della borsa di Londra si è chiusa a -3,15. Sabato, l’agenzia di rating Moody’s ha declassato le aspettative sull’economia britannica da “stabile” a “negativo”, spiegando che si aspetta un peggioramento della situazione economica del paese a causa dell’incertezza generata dal referendum.

18:39 25 Giu 2016
Le notizie principali di oggi

• I principali leader dell’Unione Europea hanno detto che il Regno Unito deve affrettarsi a completare le procedure di uscita. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, è stato uno dei più duri e ieri ha detto che quello con il Regno Unito non sarà un “divorzio consensuale”, un modo per dire che l’uscita dall’Unione Europea sarà difficile e costosa per il paese.

• In controtendenza con gli altri leader, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che invece non c’è fretta e che gli accordi sull’uscita non dovranno essere basati su un principio punitivo.

• Il risultato del referendum ha già causato l’annuncio di dimissioni del primo ministro inglese e leader del Partito Conservatore David Cameron, che ha detto che ad ottobre lascerà l’incarico. Anche il leader del secondo partito, il laburista Jeremy Corbyn, sembra in difficoltà. In un discorso questa mattina ha fatto capire che non intende dimettersi, ma diversi leader del Labour hanno detto di essere pronti ad affrontarlo in un voto interno al partito.

• Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha ripetuto che la Scozia potrebbe tenere un referendum per ottenere l’indipendenza e che il suo governo farà di tutto per rimanere all’interno dell’Unione Europea.

17:53 25 Giu 2016

La situazione per il leader del partito laburista Jeremy Corbyn si sta facendo sempre più difficile: oggi pomeriggio la deputata dei labour Angela Smith ha chiesto apertamente le sue dimissioni. Corbyn ha appoggiato il “Remain”, ma è stato accusato di aver avuto un atteggiamento poco convinto (Corbyn è sempre stato molto scettico nei confronti dell’Unione Europea). Oggi è stato contestato nel corso del Gay Pride di Londra, mentre un ex ministro del governo laburista di Gordon Brown, Caroline Flint, ha detto che potrebbe decidere di sfidarlo in un voto interno al partito. 

17:20 25 Giu 2016

Ieri si è parlato molto di Scozia e Irlanda del Nord, due regioni del Regno Unito in cui hanno nettamente vinto i “Remain”. Il governo scozzese è intenzionato a restare nell’Unione Europea, anche se questo significasse tenere un secondo referendum sull’indipendenza. Alcuni politici irlandesi suggerivano che la soluzione migliore per l’Irlanda del Nord sarebbe stato un referendum per decidere una riunificazione con la Repubblica d’Irlanda.

Il Guardian spiega perché sembra al momento un’eventualità piuttosto remota. Solo una minoranza di irlandesi, sia tra quelli che vivono nel Regno Unito che tra quelli che vivono in Irlanda, è favorevole a un’unificazione. In Irlanda del Nord, inoltre, c’è un fortissimo movimento politico, gli Unionisti, favorevole a rimanere nel Regno Unito. Unionisti e indipendentisti hanno combattuto una lunga guerra civile: sembra difficile che le antiche rivalità potranno essere messe da parte in nome dell’adesione all’Unione Europea.

17:14 25 Giu 2016

Questa invece non sappiamo esattamente come prenderla.

16:56 25 Giu 2016

Non che significhi molto, ma secondo SITE, una società specializzata nell’analisi della comunicazione dei gruppi terroristici sui social media, l’ISIS sta festeggiando la vittoria dei “Leave”.

16:55 25 Giu 2016

I risultati del voto di giovedì sono stati proclamati venerdì mattina, così le prime pagine dei giornali internazionali dedicate all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sono uscite soltanto oggi.

16:48 25 Giu 2016

Prima parlavamo del “complesso del poliziotto cattivo” mostrato da diversi leader europei nelle ultime ore. La cancelliera Angela Merkel, forse il singolo leader europeo più importante, oggi ha usato un tono completamente diverso

Ha detto che non vede alcuna ragione per cui l’Europa dovrebbe comportarsi «duramente» con il Regno Unito e che dare un esempio ad eventuali altri paesi che volessero uscire non è una priorità. Merkel ha anche detto che non c’è particolare fretta nell’iniziare i negoziati, mentre quasi tutti i leader europei fino ad oggi avevano invitato il Regno Unito a sbrigarsi.

16:38 25 Giu 2016

Il sindaco di Londra, Sadiq Kahn, oggi ha sfilato per le strade di Londra in testa al corteo del Gay Pride. Nel suo discorso, durante la manifestazione, ha ringraziato il milione di cittadini dell’Unione Europea che vivono in città e ha aggiunto che restano i benvenuti, nonostante l’esito del voto. Khan ha anche aggiunto che la città di Londra dovrebbe essere rappresentata durante il negoziato con l’Unione Europea e che bisognerebbe fare di tutto per mantenere la libertà di circolazione di persone e capitali tra la città e il resto d’Europa.

15:43 25 Giu 2016

Il Partito del Popolo, una formazione di estrema destra della Slovacchia, ha lanciato una petizione per chiedere un referendum sulla permanenza del paese nell’Unione Europea. In Slovacchia servono le firme di 350 mila persone per organizzare un referendum. Alle elezioni dello scorso marzo il Partito del Popolo ha ottenuto quasi 210 mila voti, l’8 per cento del totale, ed è entrato per la prima volta in parlamento. Formazioni di destra radicale hanno chiesto referendum sulla permanenza nell’Unione in Francia, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca.

15:17 25 Giu 2016

Intanto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, dove ha vinto il “Remain”, hanno finito i moduli per fare richiesta di passaporto.

15:15 25 Giu 2016

Nel primo pomeriggio il leader dei laburisti Jeremy Corbyn è stato contestato mentre partecipava a una manifestazione LGBT. Uno dei partecipanti gli si è avvicinato e ha gridato: «È colpa tua Jeremy, è colpa tua. Quando ha intenzione di dimetterti?». Corbyn è accusato da molti di aver contribuito alla sconfitta del “Remain” per aver condotto una campagna elettorale troppo fiacca. Caroline Flint, una dei leader del partito che è stata più volte ministro, ha detto che potrebbe decidere di sfidare la leadership di Corbyn in un voto interno al partito.

15:08 25 Giu 2016

13:47 25 Giu 2016

Il britannico Jonathan Hill, commissario europeo per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e il mercato unico dei capitali, ha annunciato le sue dimissioni. Hill era stato nominato dal primo ministro Cameron come rappresentante del Regno Unito nella Commissione Europea. Era scettico e critico su alcuni aspetti dell’Unione, ma era a favore del “Remain”.

13:28 25 Giu 2016
Il punto della giornata

• I leader dei sei stati fondatori dell’Unione, il presidente della Commissione Europea e quello del parlamento Europeo hanno chiesto al Regno Unito di accelerare il più possibile le procedure di uscita. I leader della campagna a favore del “Leave”, però, non sembrano avere altrettanta fretta.

• Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha confermato la sua intenzione di organizzare un referendum sull’indipendenza della Scozia e ha detto che inizierà subito dei colloqui per trovare un modo di consentire alla Scozia di restare nell’Unione Europea.

• Ha parlato anche il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, che ha detto di essere pronto ad affrontare un’eventuale sfida interna al partito alla sua leadership. Corbyn non è molto amato da parte dell’establishment del partito ed è stato accusato di aver fatto una campagna tiepida a favore del “Remain”. Corbyn ha respinto le accuse e ha detto che il suo partito deve iniziare un dibattito per fornire nuove risposte ai problemi delle diseguaglianze e dell’immigrazione, le principali cause della vittoria dei “Leave”.

• L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato le prospettive del Regno Unito da “stabili” a “negative”. 

13:12 25 Giu 2016

Per inquadrare meglio le dichiarazioni di queste ore bisogna tenere presente che i leader europei sono in fase “poliziotto cattivo”, cioè stanno dicendo cose molto dure per mettere in chiaro a tutti gli stati membri che lasciare l’Unione Europea ha un costo elevato. Oggi, in molti riportano una frase che il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha detto ieri.

«Quello con il Regno Unito non sarà un divorzio consensuale e a dirla tutta non è stata nemmeno una grande storia d’amore»

13:06 25 Giu 2016

Intanto, a 24 ore dalla proclamazione del risultato, cominciano a essere pubblicate le prime analisi di esperti e professori. Il sito Vox ad esempio ha intervistato Dan Drezner, che insegna alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Drezner dice che la vittoria dei “Leave” è l’equivalente della vittoria di Trump alle primarie dei Repubblicani americani. Dice anche che ora la situazione è un “vero casino” (usa l’espressione “clusterfuck” che noi non tradurremo più letteralmente di così).

12:57 25 Giu 2016

Ieri il candidato del partito Repubblicano alle presidenziali americane Donald Trump è andato all’inaugurazione di un suo Golf Club in Scozia e ne ha approfittato per congratularsi con gli scozzesi per il “Brexit”. La Scozia, però, ha votato in larghissima maggioranza a favore del “Remain” e su Twitter Trump ha ricevuto moltissimi insulti, gran parte dei quali praticamente intraducibili.

Questo qui sotto è una “colta citazione“.

12:50 25 Giu 2016

È una possibilità piuttosto remota, ma è bene che sappiate che dopo tutto il Regno Unito potrebbe non uscire davvero dall’Unione Europea. Come minimo, infatti, ci vorranno un paio di anni di trattative e il ragionamento è che nessuno può dire cosa potrebbe accadere in un tempo così lungo.

12:47 25 Giu 2016

Nicola Sturgeon, primo ministro della Scozia – dove il Remain ha vinto con il 62 per cento – ha detto che inizierà immediatamente dei colloqui per trovare un modo di restare all’interno dell’Unione Europea. Sturgeon aveva già detto ieri che con la vittoria dei “Leave” avrebbe proposto agli scozzesi un secondo referendum sull’indipendenza, dopo quello del settembre 2014 in cui vinsero i “no”.

12:43 25 Giu 2016

Il leader dei laburisti Corbyn, intanto, sta continuando a parlare. Il Guardian scrive che non sembra avere intenzione di dimettersi, come invece vorrebbe una parte della leadership del partito. Corbyn ha dato la sua lettura politica del voto di giovedì che secondo lui è stato influenzato dal fatto che diverse parti del Regno Unito non hanno goduto dei benefici della ripresa economica di questi ultimi anni. Anche il tema dell’immigrazione è stato molto importante e su questo dice che il partito Laburista dovrà impegnarsi a fornire una proposta alternativa a quella dei conservatori. 

12:40 25 Giu 2016

Molti leader europei intanto continuano a chiedere che il Regno Unito inizi rapidamente le procedure di uscita dall’Unione, in modo da ridurre il periodo di incertezza di questi giorni che rischia di avere effetti dannosi sulla timida ripresa economica europea. L’ultimo a fare questa richiesta è stato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier.

12:32 25 Giu 2016

Qualche altro dato dal sondaggio di Lord Ashcroft su come hanno votato i vari gruppo sociali. La maggioranza dei più istruiti e della fascia di reddito più alta ha votato a favore del “Remain”. La maggioranza dei bianchi ha votato “Leave”, mentre più di due terzi degli asiatici e dei neri hanno votato “Remain”. Il 58 per cento di quelli che si sono definiti “cristiani” ha votato “Leave”, mentre il 70 per cento dei musulmani ha votato “Remain”.

12:29 25 Giu 2016

Il leader del partito laburista, Jeremy Corbyn, in questi giorni accusato da molti di aver fatto una campagna troppo tiepida a favore del “Remain”, sta parlando in questo momento a Londra. Corbyn dice che bisognerà controllare i prossimi due anni in cui saranno rinegoziati i trattati con l’Unione Europea, per evitare che i conservatori eliminino le legge a tutela dell’ambiente. Corbyn dice che dopo il voto bisognerà fare “nuove alleanze internazionali” e che ha passato gli ultimi giorni a mettersi in contatto con gli altri leader della sinistra europea.

12:11 25 Giu 2016

Intanto, nuovi sondaggi sembrano confermare uno degli aspetti di cui ieri si è parlato di più: è cioè che siano stati gli anziani a far vincere il “Leave”, mentre gran parte dei giovani ha votato per il “Remain”. Secondo un sondaggio realizzato da Michael Ashcroft, un pari d’Inghilterra che siede alla Camera dei Lord, il 73 per cento degli elettori tra 18 e 24 anni ha votato per “Remain”.

12:03 25 Giu 2016

Una petizione al parlamento britannico per chiedere un secondo referendum sull’uscita dall’Unione Europea ha oltrepassato un milione di firme. Ieri pomeriggio le firme erano meno di 150 mila e questa mattina erano ancora ferme a mezzo milione. Per legge, tutte le petizioni che superano le 100 mila firme devono essere discusse in un dibattito parlamentare. Il sito ha ricevuto così tante visite che è rimasto offline per buona parte del pomeriggio di venerdì.

11:48 25 Giu 2016

Da ieri si parla molto di una brutta figura fatta a poche ore dal voto da Nigel Farage, leader del partito di destra radicale UKIP e uno dei principali sostenitori del Brexit. Farage ha ammesso davanti a una giornalista che una delle principali promesse della campagna per il “Leave” non potrà essere mantenuta. La promessa era che in caso di vittoria 350 milioni di sterline che ogni settimana vengono dati all’Unione Europea dal governo britannico potranno essere spesi nel servizio sanitario nazionale (NHS). Come ha spiegato l’equivalente britannico dell’ISTAT e come ha ammesso lo stesso Farage si tratta di una promessa che in realtà non può essere mantenuta.

Farage si è giustificato dicendo che non era una promessa della sua campagna a favore del “Leave”, ma di quella guidata dal conservatore ed ex sindaco di Londra Boris Johnson. Farage ha detto di essere stato “ostracizzato” nel corso della campagna elettorale.

11:34 25 Giu 2016

Ovviamente c’è una storia dietro questa illustrazione e – come accade spesso quando si parla del Regno Unito – è una storia legata al celebre gruppo comico dei Monty Python, attivi tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta. I personaggi dell’illustrazione di Blitt, ricordano i funzionari del fantomatico “ministry of Silly walk”, il “ministero delle Camminate strambe”.

11:30 25 Giu 2016

Intanto il New Yorker ha mostrato la sua copertina per il prossimo numero. L’illustrazione è di Barry Blitt.

11:09 25 Giu 2016

Uno dei principali problemi della vittoria del Brexit è quello che riguarda le minacce di alcuni territori del Regno Unito di separarsi dal resto del paese per restare nell’Unione Europea. Nicola Sturgeon, primo ministro della Scozia – dove il Remain ha vinto con il 62 per cento – ha detto che non si esclude un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito e il suo ingresso in autonomia nell’Unione Europea.

11:06 25 Giu 2016

Nonostante le richieste, arrivate dai leader e dalle istituzioni europee, perché il Regno Unito acceleri le procedure per separarsi dall’Unione Europea, diversi leader della campagna “Brexit” sembrano avere altri programmi: il conservatore ed ex sindaco di Londra Boris Johnson, ad esempio, nella sua prima apparizione dopo il voto ha detto che non c’è alcun bisogno di invocare immediatamente l’articolo 50 del Tratta di Lisbona, quello che mette in moto il processo di uscita dall’Europa.