Il plagio ai tempi del self-publishing

È più facile vendere un libro copiato online, rispetto che con l'editoria cartacea? Capita soprattutto con i romanzi rosa, ma anche con i classici

La rivista Atlantic ha dedicato un lungo articolo al problema del plagio nel mondo dei libri autopubblicati, in particolare gli ebook. In Italia il fenomeno del cosiddetto self-publishing è ancora limitato, mentre negli Stati Uniti ci sono autori che riescono a mantenersi grazie ai guadagni ottenuti dalle vendite delle loro opere autopubblicate su Amazon. Per questa ragione è capitato a più di un autore di scoprire che i propri libri erano stati copiati, parzialmente riscritti e messi in vendita da altre persone; in alcuni casi è capitato anche ad autori che avevano autopubblicato i loro romanzi in forma cartacea, e le cui copie erano da tempo esaurite.

È il caso per esempio di Rachel Ann Nunes, autrice di romanzi rosa e ispirati al mormonismo, che due anni fa grazie alla segnalazione di un lettore scoprì che un libro di un certo Sam Taylor Mullens, intitolato The Auction Deal, era molto simile al suo romanzo A Bid for Love, autopubblicato nel 1998. Il lettore chiese spiegazioni a Mullens, che gli disse di essere un collaboratore di Nunes; poi informò la stessa Nunes. The Auction Deal era sostanzialmente una versione di A Bid for Love con più scene di sesso: le storie e lo stile erano praticamente identici. Col tempo Nunes scoprì che Sam Taylor Mullens era un nome falso, e non era l’unica identità falsa usata da chi aveva plagiato il suo libro: diversi account di Facebook cominciarono a scriverle critiche e su Amazon comparvero diverse recensioni molto negative ai suoi libri. Alla fine Nunes riuscì a capire chi c’era dietro, un’insegnante di nome Tiffanie Rushton; l’ha denunciata e il processo dovrebbe svolgersi quest’anno.

Quello che è successo a Nunes e a A Bid for Love non è un caso isolato: il successo di alcuni libri autopubblicati e venduti su Amazon ha spinto molte persone a provare a fare soldi velocemente rubando il lavoro altrui. A meno che i libri copiati non siano riprodotti parola per parola (magari con una copertina diversa) non è possibile utilizzare un programma di controllo automatico per cercare i testi plagiati. Quindi solitamente i libri copiati restano online finché qualcuno se ne accorge, a volte per mesi. Per gli autori che subiscono il plagio, il danno è sia economico sia psicologico (per molti è una violazione personale). Gli ebook che vengono copiati più di frequente sono i romanzi rosa, che hanno molto successo, ma capita anche ai libri di ricette; ogni tanto qualcuno prova a rivendere come suoi anche libri classici il cui copyright è scaduto, come Alice nel paese delle meraviglie o Dracula.

Alcune persone hanno plagiato più di un libro: Laura Harner, per esempio, ha più volte copiato dei romanzi rosa cambiando il titolo e il sesso dei protagonisti (è specializzata in storie d’amore tra uomini). Dopo che due autrici hanno scoperto che le loro opere erano state plagiate, altri autori sono stati invitati a controllare gli altri ebook pubblicati da Harner, il cui profilo Amazon (tuttora online) conta più di 50 romanzi e mezzo milione di copie vendute. Secondo alcuni esperti di Amazon e dei suoi sistemi per segnalare nuovi titoli ai lettori, Harner ha copiato molti libri per restare in alto in classifica: Amazon infatti premia nelle classifiche gli scrittori più prolifici, facendo sì anche i loro libri vendano di più, e quindi restino più a lungo nelle classifiche e via dicendo. Per questa ragione gli autori sono spinti a pubblicare nuovi ebook il più in fretta possibile; Harner ha pubblicato 75 romanzi in cinque anni.

Amazon, che secondo alcune stime controlla l’85 per cento del mercato degli ebook autopubblicati negli Stati Uniti, trattiene il 30 per cento dei ricavi dalla vendita degli ebook e rimuove i libri una volta che sia stato dimostrato che si tratta di un plagio. La legge però non vieta di continuare a vendere le altre opere, quelle originali, degli autori che hanno commesso un plagio: per questo, anche se chi è stato plagiato non ne è molto contento, i libri originali di autori come Harner – diventati “famosi” grazie ai plagi – sono tuttora acquistabili su Amazon. Un portavoce di Amazon, Justin O’Kelly, ha detto all’Atlantic che esiste una squadra di persone nell’azienda che si occupa di contrastare i plagi, anche se non ha dato dettagli sui metodi che usano per evitare di fare un favore a chi copia i libri. Se un autore dimostra che un suo libro è stato plagiato, Amazon gli dà i soldi che avrebbe guadagnato se i lettori avessero comprato le versioni originali del suo libro. Provare il plagio però non è mai semplicissimo: il modo più semplice resta ottenere un’ammissione di colpa da parte di chi ha commesso il plagio, cosa non facile.

L’editore Antonio Tombolini – amministratore di StreetLib Srl, un’azienda che offre diversi servizi di editoria digitale tra cui una piattaforma di autopubblicazione – ha spiegato al Post che il plagio di ebook non è diverso dal plagio di un libro pubblicato in modo tradizionale. Secondo lui non ci sono ragioni per cui i plagi dovrebbero essere più frequenti con l’editoria digitale: quando uno scrittore pubblica un libro con una casa editrice firma una liberatoria in cui dichiara di essere l’autore dell’opera in questione, e lo stesso avviene su una piattaforma di self-publishing. È vero però che per vendere un libro copiato in modo “tradizionale” bisogna convincere (e ingannare, quindi) i dipendenti della casa editrice, che possono accorgersene prima che il libro vada in commercio; per vendere un libro copiato con il self-publishing basta volerlo fare. Il mercato dei libri auto-pubblicati in Italia è ancora molto piccolo rispetto a quello statunitense, e di conseguenza anche i casi di plagio, ma in dieci anni Tombolini dice di aver avuto a che fare con solo due episodi del genere: in un caso la segnalazione è arrivata dall’editore dell’opera plagiata, nell’altro caso direttamente da Amazon. Entrambi i libri sono stati ritirati dal commercio.

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