Un uomo legge il Corano durante il primo giorno del Ramadan nella moschea di Istiqlal a Giacarta, Indonesia, 6 giugno 2016 (Jefri Tarigan / Anadolu Agency)

Lunedì è iniziato il Ramadan

Che cos'è e che cosa comporta il mese sacro per tutti i musulmani

Un uomo legge il Corano durante il primo giorno del Ramadan nella moschea di Istiqlal a Giacarta, Indonesia, 6 giugno 2016 (Jefri Tarigan / Anadolu Agency)

Tra lunedì 6 e martedì 7 giugno inizierà il Ramadan, il mese sacro per i musulmani: durerà 29-30 giorni e finirà intorno al 5 luglio. Il Ramadan, per i musulmani di tutto il mondo, è il mese del digiuno, e rispettarlo è uno dei cinque pilastri dell’Islam, i precetti obbligatori per ogni fedele. È un periodo di purificazione, per certi versi simile alla Quaresima cristiana, e si stima che in tutto il mondo coinvolga 1 miliardo e 200 milioni di persone. In Italia, i musulmani sono 1 milione e 700 mila, circa un terzo degli stranieri presenti nel nostro paese, e l’Islam è la seconda religione più praticata dopo il cristianesimo.

Cosa è il Ramadan

In arabo Ramadan significa “mese torrido”. Secondo la tradizione, il mese di Ramadan è un mese propizio per le rivelazioni di Allah all’umanità, e secondo l’Islam in questo mese Maometto ha ricevuto la rivelazione dei primi versetti del Corano, il libro sacro dei musulmani.

«Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185)»

Quando inizia e quanto dura

Il Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico, e perciò non ha una corrispondenza fissa con il nostro calendario. Ogni anno comincia circa undici giorni prima dell’anno precedente e può durare dai 29 ai 30 giorni. Il Ramadan non inizia lo stesso giorno in tutti i paesi. Mentre alcuni utilizzano i dati astronomici per determinare la luna nuova, e di conseguenza l’inizio del mese sacro, molti altri – tra cui l’Arabia Saudita – rifiutano l’utilizzo di strumenti moderni e si basano sull’osservazione del cielo ad occhio nudo: la prima comparsa della luna crescente, detta hilal, stabilisce l’inizio del mese.

Il mese di Ramadan finirà quando sorgerà la luna nuova del mese successivo, che si chiama Shawwal. Quest’anno dovrebbe terminare intorno al 5 luglio, ma sarà l’osservazione del sorgere della luna nuova che ne sancirà ufficialmente la fine. In quel momento finirà l’obbligo del digiuno e dell’astinenza: è un momento molto importante per i musulmani, sancito da una grande festa che si chiama ‘Id al-Fitr e significa letteralmente “festa dell’interruzione”. Durante questa festa i fedeli musulmani possono tornare a mangiare e, solitamente, lo fanno in abbondanza. Ci si scambia anche regali e ci si veste eleganti, o con vestiti nuovi.

Che cosa prevede

Per tutti i fedeli musulmani il Ramadan è il mese del digiuno e della preghiera. La prima regola del Ramadan, infatti, è quella di non mangiare né bere durante tutta la giornata, ovvero dall’alba al tramonto. Il digiuno è preceduto da un pranzo leggero prima dell’alba, che si chiama suhoor, e seguito dopo il tramonto dall’interruzione dell’astinenza, che si chiama iftar.

Non tutti i fedeli sono obbligati a rispettare la regola del digiuno: ne sono esentati gli anziani, i malati, le donne in gravidanza e quelle con le mestruazioni, i viaggiatori, i minori di undici anni e, più in generale, tutti quelli a cui il digiuno potrebbe comportare dei rischi di salute.

Oltre al digiuno dall’alba al tramonto, il mese di Ramadan comporta altri obblighi per tutti i fedeli musulmani, a partire da quello di fare la carità ai poveri e da quello della preghiera, che sono altri due dei cinque pilastri della religione islamica. Dato che è considerato un mese di astinenza e di purificazione, sia fisica che morale, durante le giornate di Ramadan (considerate sempre dall’alba al tramonto) i fedeli sono obbligati ad evitare i rapporti sessuali, il fumo e, ovviamente, l’alcool, ma anche le cattive azioni, le menzogne, le calunnie e i litigi.

Chi dovesse contravvenire volontariamente a qualche regola, a cominciare dal digiuno, ha l’obbligo di rimediare attraverso atti di carità verso i bisognosi, come offerte di cibo o di denaro, o attraverso il prolungamento dell’astinenza fino a un periodo di 60 giorni. Per chi invece dovesse contravvenire involontariamente, il Corano non prescrive nessuna punizione o rimedio, purché subito dopo l’interruzione si riprenda l’osservanza delle regole del Ramadan.

Cinque cose che non sappiamo sul Ramadan

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