(AP Photo/Gregorio Borgia)
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  • sabato 4 giugno 2016

La nuova procedura decisa dal Papa per contrastare gli abusi sui minori

Renderà più semplice rimuovere i vescovi che compiono "gravi negligenze" nella gestione dei casi di abusi su minori nella Chiesa

(AP Photo/Gregorio Borgia)

Sabato 4 giugno Papa Francesco ha approvato una nuova procedura che renderà più semplice rimuovere i vescovi che affrontano con negligenza i casi di abusi su minori che avvengono nelle loro diocesi. La procedura inserisce esplicitamente la gestione inefficace dei casi di abusi su minori nelle “cause gravi” che secondo l’attuale diritto canonico possono comportare la rimozione di un vescovo. La procedura è formata da cinque articoli ed è stata approvata con un “motu proprio”, cioè per decisione diretta e univoca del papa: avrà valore di legge per il diritto canonico sia per le chiese di rito latino sia per quelle cattoliche orientali.

Il Papa, in quanto capo supremo della Chiesa cattolica, può promulgare direttamente leggi e regolamenti, senza necessità di ulteriori consultazioni o approvazioni. Come molti altri atti del Vaticano, la legge prende il nome dalle prime parole del suo testo, in questo caso “Come una madre amorevole”. La nuova procedura prevede che il Vaticano apra un’indagine non appena emergano sospetti di una gestione negligente. Il vescovo oggetto dell’indagine ha la possibilità di difendersi, ma se viene ritenuto colpevole al termine dell’indagine può essere rimosso dell’incarico o gli può essere offerta l’opportunità di presentare le dimissioni entro 15 giorni. Il papa ha l’ultima parola sulla rimozione del vescovo.

Papa Francesco aveva già compiuto alcuni atti simbolici per cercare di esprimere maggiore solidarietà nei confronti delle vittime di abusi da parte del clero e ha da tempo adottato un atteggiamento severo nei confronti dei responsabili. La legge approvata da Francesco è diversa da una proposta presentata in precedenza, che prevedeva che i casi di sospetta negligenza venissero affidati alla congregazione per la Dottrina della fede, l’organo della chiesa che si occupa di vigilare sul rispetto della dottrina cattolica (e che era nota un tempo come “Sant’Uffizio” o “inquisizione vaticana”). Ma, scrive Associated Press, la prima proposta comportava diverse complicazioni legali. Nella nuova legge non viene specificato quale delle nove congregazioni in cui si articola il governo della chiesa cattolica si occuperà dell’indagine, ma si fa riferimento genericamente alla “congregazione competente” (ci sono in tutto nove congregazioni differenti).

Da tempo le famiglie delle vittime di abusi da parte del clero cattolico chiedono al Vaticano di prendere misure per contrastare il fenomeno e di smettere di coprire gli autori degli abusi. In passato è accaduto spesso che i vescovi trasferissero da una parrocchia all’altra i sacerdoti responsabili di abusi, senza prendere altri provvedimenti e invitando le vittime a non rivolgersi alla polizia. Uno degli episodi più famosi è quello che successe a Boston, raccontato nel film Il caso Spotlight.

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