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  • mercoledì 18 Maggio 2016

Gli antifurto che suonano servono a qualcosa?

La risposta è dentro di voi: quando ne sentite suonare uno, cosa fate? Ecco

Se si cerca su Google “car alarm crisis” (“crisi degli antifurto per le auto”), il primo risultato è un articolo del giornale satirico The Onion che si intitola: “La polizia si precipita sul luogo dove suona l’antifurto di un’auto”. È una sintesi abbastanza efficace di una cosa che è ormai un dato di fatto nel settore delle automobili: gli antifurto con la sirena non servono a niente, perché la maggior parte delle volte scattano per sbaglio e perché ormai non ci badiamo più. Pensateci: vi capita mai di allarmarvi o di girarvi se ne sentite uno?

In realtà da anni si ragiona sul fatto che gli antifurto a sirena non siano efficaci. Già nel 1991 un articolo del New York Times metteva in discussione una legge dello stato di New York che obbligava le compagnie assicurative a fare uno sconto ai clienti le cui auto avevano un antifurto a sirena. Alcuni studi realizzati sempre negli anni Novanta sostenevano già allora che almeno nel 95 per cento dei casi gli antifurto a sirena suonavano senza che l’auto fosse in pericolo. In generale, è opinione abbastanza diffusa che gli antifurto a sirena non aiutino a diminuire i furti di auto e che anzi possano fare più danni che altro, per esempio producendo inquinamento acustico, suonando di notte e svegliando chi dorme. La giornalista Ilana Strauss, che ne ha scritto recentemente sull’Atlantic, si è anche chiesta se siano utili in quei casi in cui si azionano durante un vero furto. Per un ladro esperto è relativamente facile disattivare l’antifurto dalla centralina, e in ogni caso: se vi accorgeste che una persona sta cercando di rubare un’auto perché avete sentito l’allarme, cosa fareste? Provereste a fermarla?

Inoltre, in generale i furti d’auto sono diminuiti moltissimo negli ultimi anni, soprattutto perché è diventato molto più facile rintracciare le macchine rubate e perché le chiavi moderne sono molto difficili da copiare. Nel 1990, dice Repubblica, in Italia vennero rubate 306mila auto: nel 2015 ne sono state rubate 114mila. È vero però che gli antifurto per auto, soprattutto negli ultimi anni, servono più a proteggere le cose che teniamo nelle auto che le auto stesse. I furti di smartphone, navigatori e vari dispositivi bluetooth hanno in pratica sostituito i furti di autoradio degli anni Ottanta e Novanta.

Strauss ha raccontato che i primi antifurto rumorosi per le automobili nacquero quasi un secolo fa: uno dei primi fu brevettato nel 1918 in Oregon, e consisteva in un marchingegno che chiedeva un codice di tre cifre per mettere in moto l’auto. Se il codice era sbagliato, il sistema – che era interamente meccanico – azionava il clacson. Gli antifurto per auto si diffusero soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta. Nel giro di un paio di decenni, però, si creò una specie di circolo vizioso: i furti aumentarono, sempre più persone cominciarono a installare antifurto a sirena, più antifurto cominciarono a suonare per sbaglio e sempre più persone cominciarono a ignorarli.

Dopo gli anni Novanta, la tendenza generale è stata rendere gli antifurto a sirena sempre meno sensibili. Quelli volumetrici, cioè quelli che si basano su sensori che rilevano i movimenti – e che quindi scattano se nell’auto c’è un cane, o se qualcuno si sporge sopra una decapottabile – sono stati sostituiti da molti produttori con antifurto che suonano solo quando si apre una portiera dall’interno dopo che si è chiuso da fuori l’auto: servono quando qualcuno rompe un vetro e apre la portiera infilando dentro la mano.

Oggi sono pochi i produttori di auto che montano antifurto a sirena di serie: la maggior parte ha adottato da anni gli immobilizer, sistemi elettronici più efficaci che bloccano il veicolo quando si prova a farlo partire senza chiavi (quindi “collegando i cavi”, quella cosa che si vede nei film). Altri sistemi più diffusi sono quelli satellitari, che permettono di rintracciare le auto quando vengono rubate. Esistono poi diversi tipi di antifurto meccanici, cioè quelle specie di leve che si applicano al volante o alle portiere per impedire che si muovano (il famoso Bullock, per esempio). È cosa quindi risaputa e non recente che gli antifurto che suonano non servano praticamente a niente: ciononostante esiste ancora un ricco mercato di antifurto a sirena da installare sulle auto dopo averle comprate. Spesso costano poche decine di euro, e sono soprattutto diffusi tra chi ha comprato un’auto senza l’immobilizer di serie, una cosa non del tutto rara visto che su certi modelli può arrivare a costare centinaia di euro.