Di cosa parla Twin Peaks e a cosa deve il suo successo

È ritenuta una serie tv capolavoro, dalle 21 di stasera verrà ritrasmessa in tv su Sky Atlantic

Twin Peaks, una delle più influenti serie televisive degli ultimi vent’anni, verrà ritrasmessa in tv su Sky Atlantic a partire dalle 21 di stasera, giovedì 12 maggio. Sky riproporrà le due stagioni di Twin Peaks iniziando con i primi due episodi: “Passaggio a Nord-Ovest” e “Tracce verso il nulla”. Pochi giorni fa era stato annunciato il cast della nuova stagione, che andrà in onda sul canale televisivo statunitense Showtime nel 2017, e di cui per ora è stato diffuso solo un teaser.

Originariamente Twin Peaks, ideata dal regista David Lynch e dal produttore Mark Frost, andò in onda fra il 1990 e il 1991: in tutto ne furono prodotti 30 episodi suddivisi in due stagioni. In Italia andò in onda con il nome di I segreti di Twin Peaks, praticamente in contemporanea con gli Stati Uniti (l’episodio finale fu trasmesso in Italia, da Canale 5, l’11 giugno 1991: il giorno dopo la messa in onda negli Stati Uniti), che era una cosa piuttosto inedita. Twin Peaks ottenne all’epoca un enorme successo: la prima puntata fu vista negli Stati Uniti da 34 milioni di persone, che però diminuirono progressivamente fino alla metà della seconda stagione, quando fu reso noto – contro il parere di Lynch, che in seguito abbandonò parzialmente il progetto – il nome dell’assassino di Palmer. Un anno dopo la cancellazione della serie fu anche prodotto un film, Fuoco cammina con me, che racconta gli antefatti della storia.

La nuova stagione di Twin Peaks sarà composta da 9 episodi e sarà diretta da David Lynch: avrà nel cast diversi attori che recitarono nelle prime due stagioni e decine di nuovi personaggi, interpretati da attrici e attori come Monica Bellucci, Jim Belushi, Tim Roth e Naomi Watts. La produzione è al lavoro per terminare le puntate in tempo per il 2017, anno in cui è prevista la trasmissione dopo un rinvio rispetto all’iniziale messa in onda, annunciata per quest’anno.

La trama di Twin Peaks in breve (senza spoiler)

La serie è ambientata nel 1989, in un piccolo paese tra Stati Uniti e Canada, Twin Peaks. Dale Cooper, un agente dell’FBI, viene inviato lì ad indagare sulla morte di una ragazza del posto – Laura Palmer – il cui corpo è stato ritrovato avvolto in un sacco di plastica nei pressi di un lago. L’omicidio è apparentemente inspiegabile: Palmer è una delle ragazze più popolari del liceo del paese e figlia di un famiglia benestante del posto. Parallelamente un’altra ragazza – Ronette Polanski – viene ritrovata mentre vaga nei boschi in stato confusionale: nonostante non sia chiaro se la sua vicenda sia legata o meno a quella di Palmer, la ragazza entra in coma prima che possa chiarirlo. Cooper – il cui personaggio è definito con molta efficacia attraverso alcune sue abitudini, come il parlare in un registratore portatile con l’assistente “Diane” – verrà trattenuto in città dalle indagini per diversi mesi, interagendo con il corpo di polizia locale e con gli abitanti del posto, le cui complicate vicende sono praticamente collegate l’una con l’altra. Il tutto, nel giro di poche puntate, prende una piega molto inquietante e a tratti paranormale, riuscendo però a conservare tutti gli elementi del giallo.

Perché è così famosa

Negli anni si è molto parlato della grande influenza di Twin Peaks sulla televisione degli anni successivi: gran parte è riassumibile in quello che scrive il critico John Powers su NPRSecondo Powers, l’importanza di Twin Peaks non sta tanto nell’aver influenzato in maniera diretta altre serie venute dopo (anzi, la vicenda del misterioso omicidio avvenuto in una piccola comunità suona banale, detta così), piuttosto quanto di «aver rivelato le possibilità del prodotto televisivo». Twin Peaks, cioè, ha anticipato i tratti di molte serie televisive di successo: oltre a quelli già citati, ha introdotto anche l’accuratezza di elementi come fotografia, montaggio e colonna sonora (di Angelo Badalamenti, con un motivo memorabile che gira intorno a quattro note), la capacità di saper parlare a spettatori diversi a cui rimandano vari livelli di lettura e l’abilità di associare ad essi delle tecniche televisive già note come il colpo di scena alla fine di un certo episodio: fattori che la rendevano, secondo Powers, «il programma di cui tutti parlavano e discutevano il giorno dopo la messa in onda». Persino la sigla iniziale, elemento cui si porrà attenzione solo molti anni più tardi, serviva a introdurre il contesto della serie e componeva un pezzo del racconto.

Fu inoltre la prima volta che un regista noto per aver prodotto film di successo lavorò a un prodotto televisivo: Lynch, nel 1990, era già famosissimo per aver diretto l’adattamento del romanzo fantascientifico Dune, The Elephant Man e Velluto Blu, un film del 1986 con cui l’anno successivo ricevette la candidatura al premio Oscar come miglior regista.

Twin Peaks, inoltre, conteneva una serie di stranezze inspiegate che prima di allora erano molto rare per un programma televisivo (cose di cui poi fu pieno Lost, per esempio). Il protagonista, Dale Cooper, nel corso della serie ha spesso delle visioni che rimangono inspiegabili. Nella maggior parte di esse compare un uomo alto circa un metro e vestito di rosso che parla con una voce nasale, spesso al contrario: Ian Crouch, sul New Yorkerlo ha definito «certamente il personaggio più assurdo comparso fino in quel momento in televisione».

Accanto a scene apparentemente incomprensibili e un po’ inquietanti, Twin Peaks conteneva anche diversi personaggi “comici” (una delle storie secondarie riguarda la buffa relazione sentimentale fra un ottuso agente di polizia e la segretaria del dipartimento; un’altra, le saltuarie apparizioni di un collega sordo di Cooper, interpretato dallo stesso David Lynch) e tutta una serie di gag ricorrenti, fra cui l’ossessione dell’agente Cooper per la torta alle ciliegie e il caffè nero.