(ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)
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  • domenica 24 Aprile 2016

In Serbia ha stravinto il centrodestra

Alle elezioni parlamentari il Partito Progressista dell'attuale primo ministro Vučić ha ottenuto circa il 51 per cento dei voti, e ora può governare da solo

(ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)

Aggiornamento del 25 aprile: Secondo le proiezioni, il Partito Progressista serbo, che è di centrodestra ed è già attualmente il governo, ha vinto le elezioni parlamentari: secondo le proiezioni – i risultati ufficiali saranno resi noti nei prossimi giorni – ha ottenuto circa il 51 per cento dei voti. Il Partito Socialista è arrivato al secondo posto con il 12 per cento dei voti, mentre il Partito Radicale, di estrema destra, ha presto il 7 per cento. Ora Aleksandar Vučić, che ha già confermato la vittoria del suo partito, deve decidere se formare un altro governo di coalizione con i socialisti, come quello attualmente in carica, oppure governare da solo.

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Dalle 7 di mattina del 24 aprile in Serbia si è cominciato a votare per le elezioni parlamentari anticipate: i seggi chiuderanno alle 20, mentre i primi risultati dovrebbero arrivare qualche ora dopo. Stando ai sondaggi pre-elettorali, il grande favorito è il Partito Progressista serbo, il principale partito di centrodestra, il cui presidente è l’attuale primo ministro Aleksandar Vučić.

Le elezioni sono state indette con due anni di anticipo rispetto alla fine del mandato del governo Vučić, prevista per il 2018. Diversi giornali internazionali hanno scritto che di fatto sono un referendum sull’operato del governo che sta applicando diverse misure di austerity, e sul gradimento dei negoziati di accesso all’Unione Europea, iniziati quattro mesi fa. Lo stesso Vučić ha spiegato che era necessario «riesaminare il sostegno politico a riforme molto dolorose per i cittadini» e che «questa elezione sarà un referendum sulla volontà della Serbia di diventare un moderno paese europeo entro il 2020 [l’anno di scadenza naturale del prossimo governo]».

A differenza di altri paesi balcanici, la storia politica recente della Serbia è stata piuttosto stabile. Dopo avere avuto per molti anni un governo di centrosinistra, le elezioni parlamentari del 2012 furono vinte dal Partito Progressista, che però non riuscì ad ottenere i numeri per governare. Il Partito Progressista si accordò per un governo di coalizione con il Partito Socialista e altri partiti più piccoli: mantenne la maggior parte dei ministeri ma lasciò la carica di primo ministro al Partito Socialista. Nel 2014, dietro la pressione del Partito Progressista, furono indette nuove elezioni anticipate: il Partito Progressista stravinse ottenendo circa il 48 per cento dei voti, e da allora è al governo con Vučić primo ministro (anche se formalmente è rimasto in coalizione col Partito Socialista, che ha tre ministri dell’attuale governo). Secondo un sondaggio citato da Reuters, è stato stimato che a queste elezioni il Partito Progressista possa ottenere una percentuale simile a quella del 2014, cioè vicina al 48 per cento.

Dal 2014, il governo Vučić ha portato avanti una politica economica europeista e di austerità: grazie all’aumento delle tasse e al taglio della spesa pubblica, il deficit statale del 2015 è stato circa la metà rispetto a quello del 2014. A causa della situazione economica complicata in seguito alla crisi, all’inizio del 2015 la Serbia ha chiesto e ottenuto un prestito di 1,2 miliardi di euro dal Fondo Monetario Internazionale in cambio di impegni di contenimento della spesa pubblica e di privatizzazione di imprese statali. Ad oggi l’economia nazionale non si è ancora totalmente ripresa – il tasso di disoccupazione è attorno al 18 per cento, una cifra molto alta per un paese europeo – ma alcuni mesi fa la Banca Mondiale ha stimato che nel 2016 il PIL della Serbia crescerà dell’1,5 per cento (mentre per il 2015 si è parlato di una crescita attorno allo 0,5).

Le dure politiche economiche del governo Vučić hanno anche causato l’aumento di popolarità del Partito Radicale, un partito antieuropeista e filorusso di destra di cui in passato faceva parte lo stesso Vučić, che secondo i sondaggi è il terzo partito più popolare dopo quello Progressista e Socialista e tornerebbe così in Parlamento per la prima volta dal 2012. BBC spiega che la popolarità del Partito Radicale è aumentata in seguito alla recente assoluzione di Vojislav Šešelj, il suo presidente, dall’accusa di crimini di guerra valutata dal Tribunale penale internazionale dell’Aia.