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  • domenica 17 aprile 2016

L’affluenza al referendum sulle trivelle era al 23,48% alle 19

È una percentuale molto inferiore alle aspettative, e ormai sembra molto improbabile che venga raggiunto il quorum

(ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Al referendum sulle “trivelle” alle 19 di domenica la partecipazione è stata del 23,48 per cento degli aventi diritto, ha comunicato il Ministero degli Interni. Il dato sull’affluenza parziale è ufficiale, e tiene conto di tutti i comuni in cui si è votato. È una percentuale molto inferiore alle aspettative, e a questo punto sembra molto improbabile che venga raggiunto il quorum – del 50 per cento più uno degli aventi diritto – necessario per essere considerato valido.

Al referendum organizzato nel 2000 su diverse questioni tra cui le modalità di licenziamento e le carriere dei magistrati, alla stessa ora aveva votato poco più del 20 per cento degli elettori: alla chiusura dei seggi l’affluenza fu del 32 per cento. Il dato parziale sull’affluenza alle 12 del referendum di oggi era stato dell’8,35 per cento, ed era paragonabile a quello del referendum del 1999 sulla legge elettorale: allora alle 11 aveva già votato il 7,3 per cento degli elettori, e alla chiusura dei seggi avrebbe poi votato il 49,6 per cento. Al referendum del 2011 su acqua e nucleare, invece, alle 19 aveva votato circa il 30 per cento degli elettori, e allora si votò in due giorni: alla fine il quorum venne raggiunto, con circa il 54 per cento dei voti. I seggi oggi saranno aperti fino alle 23, ora in cui inizierà lo scrutinio delle schede.

– Tutti gli approfondimenti del Post sul referendum sulle trivellazioni
– Il referendum “sulle trivelle” è sulle trivelle?
– Pro e contro il referendum sulle trivellazioni

Cosa vuol dire SÌ e cosa vuol dire NO

Votare sì al referendum vuol dire esprimere parere favorevole all’abrogazione della parte di legge in questione, e quindi voler impedire il rinnovo delle concessioni per le estrazioni entro le 12 miglia quando arriveranno al termine attualmente previsto (si parla di anni, comunque): la complessa questione delle durate e rinnovi delle concessioni è spiegata meglio qui.

Votare no vuol dire invece preferire che la legge non cambi e le cose restino come sono ora: quindi che sia permesso il rinnovo delle attuali concessioni quando arriveranno al loro termine. Il rinnovo delle concessioni non vuol dire quindi che ne saranno permesse di nuove, ma che sarà permesso continuare con le estrazioni nei pozzi già esistenti fino al loro esaurimento.

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