Hillary Clinton e Bernie Sanders. (Justin Sullivan/Getty Images)

L’acceso dibattito tra Clinton e Sanders

Era l'ultimo prima delle importanti primarie di New York: secondo la stampa è finito pari, ma ci sono stati molti attacchi e scambi intensi

Hillary Clinton e Bernie Sanders. (Justin Sullivan/Getty Images)

Mercoledì sera – in Italia erano le prime ore di giovedì – Hillary Clinton e Bernie Sanders si sono confrontati in un dibattito televisivo organizzato da CNN, l’ultimo prima delle importanti primarie del Partito Democratico che si terranno il 19 aprile a New York. È stato un dibattito molto acceso, anche perché le primarie sono entrate nella loro fase finale e quelle di New York mettono in palio moltissimi delegati.

La settimana scorsa Sanders aveva attaccato Clinton dicendo che non è «qualificata» per fare la presidente, prima di cambiare idea nel giro di poche ore: durante il dibattito ha detto che Clinton «è qualificata» per fare la presidente ma ha messo in discussione «la sua capacità di giudizio» citando il suo voto a favore della guerra in Iraq, «uno dei più grandi disastri di politica estera nella storia del paese», le sue posizioni sui trattati commerciali internazionali e il sostegno che riceve dalle società finanziarie di Wall Street. Clinton ha risposto dicendo che i newyorkesi si sono fidati di lei quando l’hanno eletta al Senato per due volte, e lo stesso ha fatto Obama quando l’ha scelta come Segretario di stato; poi ha ricordato una brutta intervista di Sanders con il New York Daily News, in cui Sanders aveva faticato a spiegare come intende realizzare le cose che promette.

Una buona sintesi dell’intero dibattito è lo scambio tra Clinton e Sanders su Wall Street. Sanders ha criticato Clinton per aver accettato oltre 500.000 dollari come compenso per due discorsi pronunciati nella sede della banca Goldman Sachs, un tema di cui si riparla ciclicamente anche perché Clinton non ha diffuso le trascrizioni di quei discorsi e su questo tema ha risposto più volte evasivamente di aver accettato quei soldi perché «è quello che mi hanno offerto». Al dibattito, Clinton ha risposto dicendo che Sanders «non può fare esempi di come io sia stata sottomessa alle banche perché non ci sono esempi» e ha aggiunto «io ho tenuto testa alle banche quando ero senatrice, ho denunciato i loro comportamenti con i mutui»; Sanders ha chiosato con sarcasmo: «devono proprio essere stati distrutti dalle sue parole»; Clinton allora ha risposto invitando Sanders a diffondere le sue dichiarazioni dei redditi, come ha fatto lei, se tiene tanto alla trasparenza in politica (né Sanders né Trump hanno diffuso le loro dichiarazioni dei redditi, entrambi dicono che lo faranno).

La risposta di Sanders:

Ci sono stati scambi altrettanto intensi sulle leggi sulle armi, sul salario minimo, sulla Libia, sulla sanità e sulla controversa legge contro il crimine voluta da Bill Clinton nel 1994 e dalle cui misure Hillary Clinton si è molto allontanata in questa campagna elettorale, vista l’ostilità degli elettori afroamericani. In nessuno di questi casi però sono state dette cose che non fossero già state dette in questi mesi, né Clinton o Sanders hanno fatto errori che possano alterare di molto la campagna elettorale in corso.

Secondo la gran parte degli osservatori questo dibattito si può considerare un pareggio, e questo favorisce Clinton che in questo momento è in vantaggio: ha vinto in più stati, ha ottenuto più voti e più delegati, è avanti nei sondaggi sia sul piano nazionale che a New York. Sanders ha criticato molto Clinton su questioni care agli elettori Democratici come le diseguaglianze economiche, e mettendone in evidenza i punti deboli, ma lo ha fatto a volte usando un sarcasmo che non aveva usato nei precedenti dibattiti: “giornalisti e commentatori hanno detto in gran maggioranza che è finita pari”, ha scritto il New York Times, “ma Sanders potrebbe aver perso dei punti per il suo atteggiamento eccessivamente arrabbiato”.

Altri momenti salienti del dibattito: