Marco Parolo, centrocampista della Lazio, visibilmente arrabbiato con l'arbitro Luca Banti (Paolo Bruno/Getty Images)
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  • giovedì 14 Aprile 2016

L’Italia sperimenterà la “moviola in campo”

A partire da settembre: lo ha deciso l'organismo internazionale che decide le regole del calcio

Marco Parolo, centrocampista della Lazio, visibilmente arrabbiato con l'arbitro Luca Banti (Paolo Bruno/Getty Images)

L’IFAB, l’organo internazionale che decide le regole del gioco del calcio, ha scelto il campionato italiano come uno dei tornei in cui dalla prossima stagione verrà sperimentato il Video Assistant Referees (VARs), il sistema per aiutare gli arbitri nelle decisioni da prendere durante la direzione di una partita. La sperimentazione partirà dalla prossima stagione e sarà composta da due fasi: la prima “offline” e la seconda “live”, probabilmente durante la stagione 2017/2018. Ulteriori dettagli sulla sperimentazione verranno diffusi nei prossimi mesi e saranno illustrati dalla FIGC –Federazione Italiana Giuoco Calcio – durante una riunione informativa con la Lega di Serie A, la Lega di B e l’Associazione Italiana Arbitri in programma il 21 aprile.

Secondo i piani della FIFA, il VARs dovrebbe essere usato in quattro casi:

– per i dubbi sulla regolarità di un gol
– per decidere se espellere un giocatore
– per decidere se dare un rigore
– nel caso in cui l’arbitro decida di ammonire o espellere il giocatore sbagliato

Come si può leggere nella sezione del sito della FIFA dedicata al VARs, a guardare la moviola saranno uno o più arbitri che avranno accesso ai video della partita e potranno comunicare con l’arbitro in campo, anche senza che sia l’arbitro in campo a richiedere l’uso della moviola. Molti dettagli non sono ancora noti, ma più o meno dovrebbe funzionare così: l’arbitro arbitra, mentre fuori dal campo uno o più arbitri guardano le riprese della partita. L’arbitro in campo (usando il microfono che indossa già, e con cui oggi comunica con gli assistenti) può chiedere aiuto agli arbitri fuori campo per i casi di cui sopra; gli arbitri fuori campo possono assistere l’arbitro in campo autonomamente per i casi di cui sopra. L’arbitro in campo volta per volta dovrebbe poter decidere se guardare personalmente le immagini a bordo campo.

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Il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, nel comunicato pubblicato dal sito della federazione ha detto: “Siamo stati tra i primi sostenitori dell’utilizzo della tecnologia in campo e riteniamo di avere tutti i requisiti per offrire il nostro contributo a questa importante sperimentazione. Nel rispetto della fluidità del gioco e della centralità dell’arbitro, anche nel calcio l’innovazione migliorerà tutto il sistema, come ha già dimostrato la positiva adozione della Goal Line Technology”.