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Un giudice cinese ha respinto il primo caso legale avviato in Cina da una coppia gay a difesa dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Sun Wenlin e Hu Mingliang, coppia omosessuale di Changsha, capoluogo dell’Hunan, una provincia della Cina centro-meridionale, aveva fatto causa al governo locale che si era rifiutato di rilasciare loro una licenza matrimoniale. Lo scorso gennaio il tribunale distrettuale aveva deciso di accettare il loro caso, cosa non affatto scontata. La notizia era stata ripresa da molti media cinesi e da molti giornali internazionali. Dopo tre ore di udienza, il giudice incaricato ha però respinto la loro richiesta. Parlando al Guardian dopo il verdetto, Sun Wenlin ha detto che il giudice era stato “troppo prudente” e ha promesso che con il suo compagno continuerà a portare avanti la sua battaglia. Gli attivisti per i diritti LGBTI hanno detto che si è trattata comunque di una vittoria perché per la prima volta un caso di questo tipo è stato discusso in un tribunale.
Fino al 2001 l’omosessualità in Cina era ancora inserita nella lista delle malattie mentali e fino al 1997 era considerata un reato. In generale la società cinese è piuttosto conservatrice sul piano sociale, e gli omosessuali vivono una situazione di discriminazione continua. Oggi solo nelle grandi città l’omosessualità non costituisce più qualcosa da nascondere, ma i problemi maggiori sono comunque rappresentati dalle famiglie: i genitori esercitano molte pressioni sui propri figli maschi perché si sposino presto e mettano al mondo un erede, a maggior ragione se il matrimonio serve a nascondere la loro omosessualità.


