Uno striscione esposto all'Olimpico di Roma lo scorso ottobre (Foto Marco Rosi / LaPresse)
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  • giovedì 31 Marzo 2016

Forse la Lazio vince lo scudetto (del 1915)

Tra pochi giorni sarà deciso se riassegnare o no la vittoria del campionato sospeso con l'inizio della Prima guerra mondiale, e dato nel 1919 al Genoa

Uno striscione esposto all'Olimpico di Roma lo scorso ottobre (Foto Marco Rosi / LaPresse)

La vittoria del campionato di calcio italiano nella stagione 1914/1915 della Prima Categoria, la massima divisione dell’epoca, è oggi una delle nove riconosciute al Genoa, a cui fu assegnata d’ufficio dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) nel 1919, un anno dopo la fine della Prima guerra mondiale. Quel campionato venne sospeso a una giornata dal termine della fase semifinale a gironi, quando il Genoa era in testa al girone settentrionale ma avrebbe potuto essere raggiunto dal Torino e dall’Inter, e in ogni caso avrebbe poi dovuto disputare la finale con la vincitrice dei gironi del centro-sud. Al momento della sospensione la squadra in testa all’altro girone, quello del centro Italia, era la Lazio, a due punti dalla seconda e con ancora un’ultima partita da disputare, quella contro il Lucca, ultimo a zero punti, che però si ritirò prima della sospensione. Al momento dell’assegnazione la FIGC non tenne conto della Lazio, che in quel momento era più o meno nella stessa posizione del Genoa: probabilmente per via della grande differenza che divideva le squadre del nord da quelle del centro-sud, ritenute nettamente più deboli. Per questo ora la Lazio chiede che quello scudetto sia riassegnato.

L’anno scorso una petizione firmata da oltre 30mila tifosi laziali e presentata dall’avvocato Gianluca Mignogna ha chiesto alla FIGC di creare una commissione per riesaminare l’assegnazione del campionato 1914/1915, che secondo i firmatari dovrebbe essere assegnato sia alla Lazio che al Genoa, in quanto squadre vincitrici del girone nord e centro-sud. Mignogna sostiene che secondo le cronache dell’epoca, il Lucca, la squadra contro cui la Lazio avrebbe dovuto giocare l’ultima partita, si ritirò prima della sospensione del torneo: la conseguente vittoria a tavolino della partita avrebbe assicurato alla Lazio il definitivo primo posto nel girone dell’Italia centrale e il diritto di disputare la finale del centro-sud contro la vincitrice del girone campano.

Nel 1914 il campionato italiano era formato da gironi interregionali. Nel primo turno le squadre erano divise su base geografica in sei gironi complessivi, la sezione piemontese-ligure, la lombardo-emiliana e la sezione veneta per il nord, la sezione toscana, laziale e campana per il centro-sud. Le prime due squadre classificate di ogni sezione settentrionale, tre in alcuni casi, si sarebbero qualificate ai quattro gironi di semifinale composti da quattro squadre, sempre secondo una divisione geografica. Le vincitrici dei gironi di semifinale del nord, Genoa, Torino, Inter e Milan, si incontrarono poi nel girone finale. Al momento della sospensione e dell’annullamento del campionato il Genoa si trovava in testa a due punti di vantaggio da Torino e Inter, che con una combinazione di risultati, nell’ultima giornata avrebbero potuto raggiungere il Genoa al primo posto e andare agli spareggi. Vittorio Pozzo, dirigente del Torino e futuro allenatore dell’Italia campione del mondo nel 1934 e nel 1938, secondo quanto riportato nel libro di Carlo Felice Chiesa “La grande storia del calcio italiano”, all’epoca disse:

Quindici giorni prima della sospensione, il Genoa lo avevamo battuto in casa nostra per il notevole risultato di 6 a 1. Avevamo, in quel giorno, scoperto varie debolezze del sistema difensivo genoano, e con un giuoco tutto d’attacco le avevamo sfruttate appieno. Se noi battevamo il Genoa anche nella partita di ritorno – ed eravamo ben decisi a farlo – il Torino passava in testa, e il campionato era nostro. Questa la convinzione di tutti noi granata, quando, come su comando del fato, cessammo di giuocare e partimmo soldati

La Lazio vinse il girone di semifinale del centro Italia, ma non riuscì a giocare la finale del centro-sud contro una delle due squadre di Napoli, il Naples o l’Internazionale Napoli. Le due squadre napoletane, in realtà, avevano già giocato sia l’andata che il ritorno, ma la FIGC le annullò entrambe per “i tesseramenti irregolari nella squadra ospite dei giocatori Pellizzone e Steiger”. L’Internazionale Napoli vinse l’andata ma non fece in tempo a disputare il ritorno.

Dopo la richiesta dei tifosi della Lazio, lo scorso dicembre la FIGC ha aperto d’ufficio un procedimento per valutare il caso: una decisione verrà probabilmente presa nei primi giorni di aprile. A dicembre, dopo la notizia dell’apertura del procedimento, il Secolo XIX, il giornale principale di Genova, aveva scritto:

Dal punto di vista sportivo, le pretese dei laziali sono assolutamente inconsistenti. Quando il campionato venne interrotto per lo scoppio della Prima guerra mondiale, il Genoa era al comando del Girone Nord della serie A. La Lazio aveva invece vinto il Girone Centro e doveva ancora battere la vincente del Girone Sud per avere il diritto di sfidare il Genoa nella finale scudetto. Per far capire quale fosse il livello dei laziali, va ricordato che persero 6-0 con la Pro Vercelli la finale di due anni prima e per 7-1 e 2-0 con il Casale quelle del campionato precedente.