• Mondo
  • mercoledì 30 marzo 2016

È sparito un altro principe saudita

Nell'ultimo anno tre membri della famiglia reale che chiedevano riforme e cambiamenti sono scomparsi durante viaggi d'affari, l'ultimo poche settimane fa

Il principe Sultan bin Turki, un esponente della numerosa famiglia reale dell’Arabia Saudita, sarebbe dovuto arrivare al Cairo per incontrare suo padre lo scorso primo febbraio. Un suo amico ha raccontato al Guardian che il principe era di umore scherzoso poco prima della partenza: «Durante la nostra ultima telefonata stava ridendo e mi ha detto, come per fare una battuta: “Dovrei venire al Cairo con un aereo della famiglia reale questa settimana. Se non mi vedi vuol dire che mi hanno riportato a Riyadh. Cerca di fare qualcosa”». Il suo aereo, partito da Parigi, non è mai arrivato in Egitto.

Da più di dieci anni il principe Sultan sostiene la necessità di riformare il governo dell’Arabia Saudita, un paese dove il potere è diviso tra la potentissima e numerosa famiglia al Saud e il clero musulmano. Turki accusò il governo saudita di averlo rapito per cercare di farlo tacere. Nel 2004, sostiene, venne sedato durante un incontro d’affari e trasportato di peso all’aeroporto di Ginevra dove lo aspettava un aereo 747 con a bordo speciali apparecchiature mediche nel caso qualcosa nel rapimento fosse andato storto. Da allora, il principe è riuscito a tornare all’estero, dove ha intentato causa contro il governo saudita.

Sultan è il terzo principe della casa saudita a sparire in maniera misteriosa nell’ultimo anno. Lo scorso luglio, il principe Turki bin Bandar venne rapito durante un viaggio d’affari in Marocco. Era diventato famoso nel marzo del 2011 quando aveva cominciato a pubblicare su YouTube una serie di video in cui chiedeva riforme politiche nel paese e nella famiglia reale. Nello stesso periodo comparve anche sui media iraniani, il principale avversario geopolitico dell’Arabia Saudita. Un paio di mesi dopo il rapimento di Turki è stato il turno del pricipe Saud bin Saif al-Nasr, scomparso dopo essere salito su un aereo che avrebbe dovuto portarlo a un incontro d’affari in Italia.

Il principe Saud aveva iniziato a criticare il regime nel marzo 2014 dopo aver aperto un account su Twitter con il quale accusava la famiglia reale di aver appoggiato il colpo di stato contro il primo presidente democraticamente eletto della storia dell’Egitto, Mohamed Morsi, deposto nel 2013. Saud accusò anche funzionari sauditi e membri della famiglia reale di aver intascato milioni di dollari in fondi destinati al governo egiziano. Il Guardian scrive che ancora oggi è impossibile contattare i tre principi e che il governo saudita, per il momento, si rifiuta di commentare.

Mostra commenti ( )