Daniele Meucci e Ruggero Pertile (Patrick Smith/Getty Images)
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  • lunedì 21 Marzo 2016

Otto atleti italiani accusati lo scorso dicembre di mancata reperibilità ed elusione dei controlli antidoping sono stati assolti

Daniele Meucci e Ruggero Pertile (Patrick Smith/Getty Images)

Ruggero Pertile, Silvia Salis, Daniele Meucci, Fabrizio Donato, Anna Incerti, Andrew Howe, Andrea Lalli e Daniele Greco, otto dei ventisei atleti deferiti e accusati lo scorso dicembre dalla Procura federale di mancata reperibilità ed elusione dei controlli antidoping sono stati assolti. Per tutti e 26 gli atleti la procura aveva chiesto due anni di squalifica. I restanti 16 saranno giudicati nelle prossime settimane.

Ad inizio dicembre la procura nazionale antidoping aveva deferito 26 atleti italiani di atletica leggera, accusati di aver eluso i controlli antidoping. I 26 atleti erano stati deferiti a seguito dell’inchiesta “Olimpia” della Procura di Bolzano che riguardava il periodo compreso fra il 2011 e il 2012. Non si parlava comunque né di doping né di squalifiche: nella giustizia sportiva il “deferimento” è una specie di rinvio a giudizio. Quando un tesserato viene deferito dalla procura, verrà poi citato in giudizio e processato, a meno che non ci sia un patteggiamento.

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