DIRK WAEM/AFP/Getty Images
  • Mondo
  • martedì 15 Marzo 2016

Cos’è successo martedì a Bruxelles

C'è stata una sparatoria durante un'operazione antiterrorismo della polizia belga: una persona è stata uccisa e quattro agenti sono rimasti feriti

DIRK WAEM/AFP/Getty Images

Nel pomeriggio di martedì 15 marzo a Forest, un comune a sud di Bruxelles, c’è stata una sparatoria durante un’operazione congiunta antiterrorismo della polizia belga e di quella francese legata agli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, nel quale furono uccise 130 persone. Una persona è stata uccisa, quattro poliziotti sono rimasti lievemente feriti e non è chiaro se due persone sospettate che sono riuscite a scappare siano state fermate oppure no. I media belgi scrivono che molto probabilmente sono ancora in fuga.

Mercoledì 16 marzo Frédéric van Leeuw, procuratore federale di Bruxelles, ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha letto un comunicato e non ha risposto ad alcuna domanda. Ha prima riassunto la situazione: sei poliziotti, quattro belgi e due francesi, sono stati coinvolti in una perquisizione a Forest, che è cominciata poco dopo le due del pomeriggio di ieri. Quando si è aperta la porta una o più persone armate con pistola e kalashnikov hanno cominciato a sparare contro gli agenti che a quel punto si sono ritirati. In questa prima fase tre agenti sono stati feriti in modo non grave e sono già stati dimessi dall’ospedale, un quarto agente è stato ferito in una seconda sparatoria. Uno degli uomini presenti nell’appartamento ha continuato a sparare dalla finestra ed è stato ucciso da un tiratore scelto: è stato identificato, si chiama Mohammed Belkaid, ha 25 anni, è di nazionalità algerina, si trovava illegalmente nel paese e era conosciuto dalle autorità per un semplice furto commesso nel 2014.

Altre due persone che erano nell’appartamento e di cui non si conosce l’identità sono scappate, ma non è chiaro se siano state arrestate. Questa mattina la televisione fiamminga VTM aveva detto che i due sospettati in fuga erano stati fermati. Il procuratore si è rifiutato di confermare e di rispondere esplicitamente: ha detto che durante la sera di ieri un uomo ferito ad una gamba è stato ricoverato all’ospedale di Hal, ma non è ancora stato interrogato. La persona che lo ha portato in ospedale è scappata. In seguito ad un’altra perquisizione sempre avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì una persona è stata fermata per un interrogatorio. Il coinvolgimento dell’uomo ferito alla gamba e della persona fermata «sono ancora da verificare». Il procuratore ha concluso dicendo che l’indagine continua e che non può dare ulteriori informazioni.

All’interno del primo appartamento perquisito sono stati trovati dei libri sul salafismo, una bandiera dell’ISIS, armi e munizioni, ma nessun esplosivo. Dopo la prima sparatoria la polizia ha avviato un’operazione più ampia di quella inizialmente prevista: sono state chiuse al traffico le strade intorno alla casa, due scuole sono state fatte evacuare e la zona è stata a lungo pattugliata da due elicotteri della polizia. Secondo i media locali, nonostante l’operazione in corso la situazione in città era piuttosto tranquilla. Ci sono state altre perquisizioni: un kalashnikov è stato trovato in un secondo appartamento in rue de l’Eau.

Già la sera di martedì il portavoce del procuratore di Bruxelles aveva detto che la persona uccisa dalla polizia durante il primo scontro non era Salah Abdeslam, uno dei due terroristi ancora ricercate per gli attentati di novembre a Parigi, ritenuto il principale organizzatore degli attacchi. AFP ha scritto che secondo una sua fonte nella polizia belga Salah Abdeslam non era tra i bersagli dell’operazione di oggi.