Militari nel quartiere di Parigi La Défense, 24 novembre 2015 (KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 25 Novembre 2015

Abaaoud, Abdeslam e gli altri

L’inchiesta di Parigi si sta concentrando sui movimenti precedenti agli attacchi dei principali sospettati: Abdelhamid Abaaoud stava progettando altri attentati al quartiere La Défense

Militari nel quartiere di Parigi La Défense, 24 novembre 2015 (KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)

Nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 24 novembre, il procuratore di Parigi François Molins ha parlato in una conferenza stampa facendo il punto delle indagini sugli attentati di Parigi e Saint-Denis in cui sono morte 130 persone. Molins, tra le altre cose, ha confermato una notizia che già circolava, e cioè che Abdelhamid Abaaoud, il cittadino belga considerato da molti l’uomo che ha organizzato gli attentati di Parigi, stava progettando una nuova serie di attacchi. Abaaoud è stato ucciso prima di poter portare a termine il piano, durante l’operazione della polizia francese a Saint-Denis.

Abdelhamid Abaaoud
L’indagine ha ormai stabilito una partecipazione diretta di Abdelhamid Abaaoud negli attacchi. Aveva maneggiato uno dei tre kalashnikov trovati nella Seat nera utilizzata da uno dei commando che hanno attaccato Parigi e che è stata abbandonata a Montreuil. La sera degli attentati, a Montreuil, la telecamera di una stazione della metropolitana ha filmato Abaaoud intorno alle 22.

Molins ha anche aggiunto che Abaaoud aveva intenzione di compiere per il 18 o il 19 novembre un doppio attentato suicida per colpire La Défense, il quartiere degli affari a ovest di Parigi, con l’aiuto di un complice. Il complice potrebbe essere l’uomo non ancora identificato che è stato trovato morto nell’operazione della polizia a Saint-Denis. Molins ha infine spiegato che Abaaoud, subito dopo gli attacchi, ha passato quasi due ore a poche centinaia di metri dai caffè che i suoi complici avevano attaccato, nel X, XI e XII arrondissement, e che è stato anche nella zona del Bataclan mentre era ancora in corso l’operazione della polizia all’interno della sala concerti. Le indagini sul traffico telefonico la sera degli attentati hanno infine mostrato che Abaaoud era stato in contatto con Bilal Hadfi, uno dei kamikaze dello Stade de France.

Salah Abdeslam
Il procuratore ha detto che il giubbotto esplosivo trovato lunedì 23 novembre in un cestino della spazzatura di Montrouge, vicino alla stazione della metropolitana di Chatillon-Montrouge nel sud di Parigi, è «esattamente della stessa fattura» di quelli usati il 13 novembre a Parigi e a Saint-Denis. Questa cintura esplosiva potrebbe appartenere a Salah Abdeslam il cui telefono, subito dopo gli attentati, è stato localizzato proprio in quella zona di Montrouge.

Salah Abdeslam è tuttora in fuga: è sospettato di aver gestito la logistica degli attacchi di Parigi e uno dei suoi fratelli era tra i kamikaze. La carta di credito di Abdeslam è stata utilizzata dal 12 novembre per prendere in affitto per una settimana due camere nel residence di Alfortville (considerato uno degli appartamenti dove i terroristi hanno dormito), la Polo che ha usato il commando del Bataclan e la Clio trovata in piazza Albert-Kahn, nel diciottesimo arrondissement di Parigi e che risulta sempre legata agli attentati.

Mohamed Abrini
La polizia belga, ieri, ha anche emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti di un altro uomo, Mohamed Abrini, visto con Abdeslam due giorni prima degli attentati di Parigi. Le immagini riprese dalle telecamere di una stazione di benzina mostrano l’uomo, che ha 30 anni e che le autorità descrivono come «pericoloso e probabilmente armato», alla guida di un’auto con Abdeslam su un’autostrada in direzione della capitale francese.

Gli altri, a Saint-Denis
Molins ha detto che il terzo uomo non identificato che è morto nel raid della polizia all’appartamento di Saint-Denis aveva partecipato agli attacchi di Parigi. Anche se il suo DNA non corrisponde a quelli catalogati dalla polizia francese, era identico a quello trovato su un kalashnikov abbandonato in un’auto usata dagli aggressori e poi recuperata dalle autorità.

Molins ha infine detto che la donna morta nell’appartamento di Saint Denis, Hasna Aït Boulahcen, era pienamente consapevole che Abaaoud e il terzo uomo avevano partecipato agli attentati di Parigi. In base alle prime notizie sembrava che fosse stata lei a farsi esplodere durante l’operazione della polizia, ma il procuratore ha confermato che è morta per asfissia a causa dell’esplosione della cintura indossata dal terzo uomo non identificato.