(Jay Christensen/IOS via AP Images)
  • Sport
  • giovedì 10 Marzo 2016

La settimana dell’Iditarod

Cioè della leggendaria corsa per cani da slitta che si corre in Alaska, con paesaggi spettacolari, molto freddo e sempre meno neve

(Jay Christensen/IOS via AP Images)

L’Iditarod è una leggendaria corsa per cani da slitta che si corre ogni anno dal 1967, in Alaska. Tradizionalmente la gara è lunga 1800 chilometri e si corre tra Anchorage, la città più grande dello stato, e Nome, un posto di tremila abitanti, sul mare di Bering. Alla corsa partecipano circa 80 musher (guidatori di slitta) che possono guidare fino a 16 cani. A causa della scarsità di neve di quest’anno la gara è partita ufficialmente da Willow, a circa 80 chilometri a nord di Anchorage, e durerà tra gli otto e i dodici giorni. Sempre per colpa della scarsità di neve, quest’anno anche le 11 miglia del percorso della tradizionale corsa di inaugurazione, che si è svolta sabato 5 marzo ad Anchorage, sono diventate 3, e c’è stato bisogno di far arrivare della neve con dei camion da Fairbanks, che si trova a circa 250 chilometri da Anchorage. Questa stagione invernale è stata una delle più calde registrate in Alaska dal 1925.

I partecipanti all’Iditarod corrono in condizioni estreme: la zona attraversata dalla gara è completamente deserta e praticamente impraticabile con mezzi diversi dalle slitte, il vento freddo può raggiungere temperature di settanta gradi sotto lo zero e sul percorso si possono incontrare lupi, alci e orsi. Fra i partecipanti è comune soffrire di allucinazioni a causa del freddo e della privazione del sonno. All’Iditarod vince chi arriva primo e ciascuno può seguire il tracciato che ritiene più opportuno: lungo il percorso, comunque, ci sono 27 checkpoint dove i concorrenti sono obbligati a passare per firmare un registro. Sono anche previste delle pause obbligatorie da 8 e 24 ore.

Per alcuni l’Iditarod è ispirata all’impresa del cane Balto e del guidatore di slitta Leonhard Seppala – resa famosa da un film d’animazione del 1995 – che nel 1925 organizzò una staffetta lungo la via dell’Iditarod per trasportare dei medicinali necessari per contrastare un’epidemia di difterite a Nome. Per altri è soltanto un modo per celebrare la tradizione di un mezzo di trasporto che ha perso la propria centralità dopo la diffusione delle motoslitte, dei gatti delle nevi e di altri mezzi a motore. Sin dagli anni Ottanta gli animalisti criticano l’Iditarod per le condizioni a cui sono sottoposti i cani da slitta: di recente il percorso della gara è stato però attrezzato con diversi centri di assistenza veterinaria e l’eventualità che un cane muoia è ormai molto bassa. Al vincitore dell’Iditarod di quest’anno andranno circa 70mila dollari: al momento in testa alla gara c’è il 61enne Jeff King, nato in California ma residente in Alaska dal 1975 e vincitore di quattro edizioni dell’Iditarod.