(AP Photo/Andrew Medichini)

Cosa fa la Casaleggio Associati

Salvatore Merlo del Foglio è andato negli uffici di Milano dell'azienda che dirige – o possiede? – il Movimento 5 Stelle

(AP Photo/Andrew Medichini)

Il giornalista del Foglio Salvatore Merlo ha visitato gli studi milanesi della Casaleggio Associati, la società di Gianroberto Casaleggio che tra le altre cose gestisce il blog di Beppe Grillo e che ha un’influenza estesa e spesso piuttosto misteriosa sul Movimento 5 Stelle. In caso di elezione a Roma, per esempio, i candidati al consiglio comunale di Roma per il M5S hanno sottoscritto un contratto che li obbliga a far approvare in maniera preventiva allo staff della società qualunque atto amministrativo di una certa importanza. Secondo Merlo, la Casaleggio Associati è la vera “nomenklatura” che controlla l’intero Movimento.

Via Gerolamo Morone è quella strada linda ed elegante del quadrilatero della moda milanese che porta a Casa Manzoni, un po’ Brera e un po’ via Montenapoleone, in tre minuti si arriva a piedi in Via filodrammatici, quindi alla Scala, poi un altro passo ed ecco la Madonnina. E’ una Milano che abita, nascosta, in palazzi antichi con atrio spazioso e bel cortile insospettabile. L’affitto medio di un ufficio di rappresentanza, o di un appartamento, tra la boutique di antichità e il grande negozio del design di lusso, è di circa 30 euro al metro quadro. Ed è qui al numero 6 la Casaleggio Associati, disposta in un luminoso appartamento di circa duecento metri quadrati, cinque stanze di cui una molto grande, la sala riunioni, uno spazio cucina, e il piccolo ufficio di Gianroberto Casaleggio: parquet chiaro, muri di un bianco stinto, quasi nulla appeso alle pareti. Stanze, pavimento, sedie, computer e i quindici tra soci e collaboratori di età compresa tra i trenta e i quarant’anni, si confondono in piena e silenziosa armonia come pezzi di una composizione di elementi tutti uguali, fatti della stessa materia.

Malgrado siano quasi tutti giovani, e anche molto giovani, si scherza pochissimo. E chini sulle scrivanie, s’avverte soprattutto un battere di tastiere, uno scrollare di mouse, talvolta un sospiro. E’ un luogo razionale, con una sua rituale eleganza, scandita dal contrappunto di varie piante, verdi e a tronco, alte e basse, semi rampicanti, e dalla serie delle bellissime e costose lampade da tavolo, le Artemide Tolomeo.

Casaleggio è per i suoi collaboratori, e persino per gli ex collaboratori che di lui parlano quasi tutti benissimo, l’oggetto meccanico, e allo stesso tempo umano, della proprietà assoluta, totalitaria e demiurgica. La Casaleggio Associati. Diecimila euro di capitale originariamente versato e diviso tra Casaleggio e suo figlio Davide (2950 euro ciascuno), Mario Bucchich e Luca Eleuteri (con 1900 euro di quote), e, prima che lasciasse in fortissima polemica (“Grillo è un megafono che ripropone delle elaborazioni che non necessariamente gli appartengono”) Enrico Sassoon. Più di recente si sono aggiunti due ex dipendenti, Maurizio Benzi e Marco Maiocchi. E tanto Casaleggio appare ieratico, quanto il suo braccio destro Eleuteri – lavora a Milano, ma vive a Genova “per via dello smog” – è invece estroverso, spiritoso, per quanto sia pure lui intimamente persuaso, come del resto anche tutti gli altri, delle stranezze apocalittiche del suo mentore (tipo: la profezia della terza guerra mondiale che scoppierà nel 2020). Anche Davide Casaleggio, il numero due dell’azienda, non sembra figlio di suo padre, nessuno sguardo remoto da bonzo tibetano e niente capelloni. Ma alto e slanciato, con un bel sorriso sui denti bianchissimi, Davide ha piuttosto l’aria del bravo ragazzo uscito da una università americana, malgrado sia proprio lui l’addetto alla procedura delle “disattivazioni” sul blog: il meccanismo con il quale – raccontano i militanti – viene soppresso il dissenso nel corso delle frequenti votazioni web alle quali sono chiamati gli attivisti dell’M5s. E questa pratica della disattivazione merita una parentesi.

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