(Clive Rose/Getty Images)
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  • giovedì 4 febbraio 2016

I due potenziali presidenti della FIFA

La campagna per la successione a Sepp Blatter è ormai questione tra due candidati: uno sostenuto da Europa e Americhe, l'altro da Asia e forse Africa

(Clive Rose/Getty Images)

Il 26 febbraio a Nyon, in Svizzera, si terrà il congresso straordinario della FIFA in cui verrà eletto il nuovo presidente dell’organizzazione che governa il calcio mondiale. Le elezioni sono state indette dopo che lo scorso giugno Sepp Blatter, storico e controverso presidente della FIFA dal 1998, ha annunciato le sue dimissioni in seguito alle inchieste sui presunti giri di tangenti all’interno della FIFA. Le inchieste intanto hanno portato alla sua sospensione per otto anni e a quella del presidente dell’UEFA Michel Platini, che pure si era candidato per succedergli: a causa della sospensione quindi né Blatter né Platini potranno partecipare ad attività legate al calcio a livello locale o internazionale e sono stati automaticamente esclusi dalle elezioni di FIFA e UEFA.

I termini per presentare le candidatura sono scaduti il 26 ottobre scorso e i candidati confermati sono cinque: Gianni Infantino, lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa, il principe Ali bin al-Hussein, Tokyo Sexwale e Jérôme Champagne. Per ora i candidati favoriti sono Infantino, svizzero di origini italiane e dal 2009 segretario generale dell’UEFA, e Salman bin Ebrahim Al Khalifa, vicepresidente della FIFA e presidente dell’AFC, la federazione calcistica asiatica. Gli altri tre candidati hanno poche possibilità di competere con Infantino e Al Khalifa; uno di loro, il politico e imprenditore sudafricano Tokyo Sexwale, ha fatto intendere pochi giorni fa che potrebbe ritirare la sua candidatura per sostenere lo sceicco al Khalifa.

Le federazioni calcistiche nazionali federate alla FIFA che voteranno al congresso del 26 febbraio saranno 209. Per essere eletto alla prima votazione servono i due terzi dei voti, mentre dalla seconda votazione in poi è sufficiente una maggioranza semplice. Finora Infantino ha ricevuto il sostegno dell’UEFA, della CONMEBOL, la confederazione sudamericana, e della UNCAF, la federazione del Centro America composta da sette nazioni. Delle 54 nazioni che fanno parte dell’UEFA, diciassette (Portogallo, Germania, Svizzera, Islanda, Finlandia, Romania, Lussemburgo, Croazia, Francia, Isole Faroe, Irlanda, Italia, Grecia, Norvegia, Armenia, Danimarca e Moldavia) hanno comunicato il loro sostegno alla candidatura di Infantino; nei prossimi giorni ci si aspetta che praticamente tutti gli altri paesi europei rendano pubblico il loro appoggio. La CONMEBOL ha espresso all’unanimità il sostegno a Infantino ed è molto probabile che tutte e 10 le federazioni sudamericane votino per lui. Facendo un conto approssimativo e includendo anche le federazioni del Nord America, il cui sostegno per Infantino è considerato molto probabile, si arriva già a quasi cento voti.

Restano fuori dal conteggio le 46 federazioni asiatiche, le 54 africane e le 11 dell’Oceania. Il voto della maggior parte delle federazioni asiatiche dovrebbe andare allo sceicco al Khalifa, che per molti resta il favorito, mentre il sostegno dei paesi africani è incerto e dipenderà anche dal candidato sudafricano Sexwale. Infantino negli ultimi mesi sta concentrando la sua campagna elettorale proprio nei paesi africani. Lo sceicco al Khalifa potrebbe essere danneggiato dalle accuse di aver sospeso e imprigionato decine di atleti che nel 2011 avevano protestato contro il governo del Bahrein chiedendo più diritti e democrazia. Lo sceicco non è mai stato condannato a seguito di queste accuse e ha sempre negato ogni tipo di coinvolgimento. Nelle ultime settimane alcune associazioni umanitarie hanno scritto ai principali sponsor della FIFA per “avvertirli” delle accuse rivolte allo sceicco e del danno che provocherebbero all’immagine della FIFA.

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